Un nuovo modello di commercio

negozio_affittasi.jpgIn molti paesi del fondovalle - penso, ad esempio, a Verrès, Saint-Vincent o Châtillon, ma immagino sia lo stesso per Nus o Villeneuve - si moltiplicano i cartelli "affittasi" nei negozi vuoti. Intere zone offrono situazioni di autentico abbandono, che feriscono il tessuto urbanistico e umano.
La grande e media distribuzione (ma io aggiungerei il crescente "porta a porta", ad esempio di surgelati o elettrodomestici, per non dire del commercio elettronico) stringono d'assedio il commercio tradizionale e chi non si specializza langue e infine muore.
Se fotografo con la memoria alcuni paesi che conosco bene, compresi alcuni quartieri della città di Aosta, il panorama urbano è cambiato radicalmente e nel tempo si sono stratificati numerosi cambiamenti.
Inutile piangere su di un passato che non tornerà più, chissà se in futuro si troverà un modo per fare rinascere borghi e vie a rischio di desertificazione.

Commenti

Dubbi...

Io nutro seri dubbi che il modello degli ipermercati sia valido per il consumatore. Assistiamo di fatto ad una situazione di monopolio.
Vi sono sempre le stesse marche, a costi non inferiori. Alcuni prodotti in promozione fanno da specchio per allodole per una massa di prodotti più cari. Inoltre la qualità che si viene a definire è quella dell'usa e getta con prodotti scadenti e modaioli da sostituire continuamente. Per non parlare dell'assistenza alla vendita e post-vendita, il livello professionale del venditore è tendenzialmente minimo.
Ovviamente ci sono ancora altri mille motivi per lottare contro l'abbandono delle attività commerciali dal centro delle città e dai piccoli borghi valdostani e non.

Strali...

sono questi che mi attirerò.
Ho fatto una piccola inchiesta per glamourtv.it a proposito degli outlet e del commercio in genere. Mi sono fatto una personalissima idea.
Gli outlet, maledetti da tanti, hanno dato una spinta anche al microcommercio, della zona. La diversificazione ha dato i suoi frutti.
Gli ipermercati sono, anche - non sottovalutiamo l'aspetto economico - figli della depersonalizzazione dell'acquisto. il commerciante al dettaglio soffre di una nuova malattia, conio un nuovo termine: sindrome della porta girevole.
Mi spiego. Un tempo c'era la vocazione per fare il ferramenta, il macellaio, il lattaio... Oggi ci sono i commercianti, o meglio, se gli cambi il genere venduto, qualcuno non se ne accorge. Pensateci: quante volte, siete entrati dal ferramenta con un problema e ne siete usciti con la soluzione in tasca? Io poche e mi sono sentito in una porta girevole, come ai tempi delle gag di "Oggi le comiche".
Tutto questo per dire che se non ho un aiuto, una guida, vado al supermercato. Depersonalizzato per depersonalizzato, scelgo io.

Mi sembrano...

entrambi un arricchimento alle poche cose che vi ho sottoposto.
Quel che colpisce, ad esempio in Bassa Valle, riguarda la situazione monopolistica che si sta creando, spesso facilitata da politici comunali che poi piangono sulla morte del piccolo commercio...

In parte...

ha ragione Luciano sul piccolo commercio dei paesi, dall'altra però bisogna ammettere che di veri commercianti o bottegai come erano una volta, non ce ne sono più, sono una specie rara.
Il più delle volte sono persone che non hanno bisogno del negozio per vivere, ma è inteso solo come avere un'occupazione, un qualcosa da fare durante il giorno.
Mia suocera ha avuto un negozio di alimentari fino al decennio passato e sinceramente non ricordo se ho mai visto la saracinesca chiusa altri giorni oltre la domenica. Apriva tutti i giorni alle sei per i panini degli operai e poi quelli degli studenti e poi arrivavano a fare la spesa le massaie e via di seguito... Ora, aprono alle nove e poi mettono su il cartello torno subito perché è obbligo un caffettino... e ritornano alle dieci, alle 12.30 si va a pranzo e fino alle 15 (se va bene ) non si fanno rivedere ed alle 19 (e non un minuto di più) si chiude!!! E dopo tutto questo si lamentano che non si lavora!
Ma se riescono a tenere chiuso anche durante i vari mercatini! E si lamentano!
Ma fa bene la gente ad andare altrove!

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