Contro i furbetti

hosny_farouk.jpgEssere incoerenti non porta bene e crogiolarsi nella logica del realismo politico, al limite del cinismo, ogni tanto torna indietro come un boomerang.
Esemplare, nella sua plasticità, è la sconfitta dei Paesi - purtroppo anche l'Italia - che spingevano per portare alla guida dell'Unesco Farouk Hosny, ministro egiziano che aveva simpaticamente dichiarato che era sua intenzione «bruciare i libri ebraici nelle biblioteche d'Egitto».
Ma il Governo italiano, che già esalta Gheddafi nel nome della "Realpolitik", a fronte di un rigurgito antisemita di questo spessore, non ha ritenuto di schierarsi contro questa candidatura.
Per fortuna ci hanno pensato altri e alla guida dell'organizzazione delle Nazioni Unite è finita Irina Bokova, degnissima signora bulgara, sconfiggendo - e la lezione è esemplare - i soliti furbetti.

Commenti

Sul tema del giorno...

è interessante l'ultima "esternazione" in rete dell'oggi deputato del Partito Liberale Italiano Paolo Guzzanti, poiché attiene anche la vicenda Unesco.
Sicuramente da prendere con beneficio d'inventario, ma è innegabile che alcune scelte e comportamenti del Governo Italiano, e dei suoi esponenti, pericolosamente in equilibrio sul filo di lana tra furberia, ipocrisia e indecenza, abbiano creato, creino e continuino a creare subbuglio in alcuni ambienti. Sarà interessante (e speriamo non troppo doloroso) valutarne, con una prospettiva sufficientemente ampia, le conseguenze.

---
di Paolo Guzzanti

Ieri ho trascorso una giornata diplomatica. In una ambasciata che non dico con diplomatici e altri diplomatici. Mi è stata data dunque notizia che la Chiesa, dopo aver a lungo dibattuto, sembra orientata a far mancare il suo appoggio al presidente del Consiglio per i suoi comportamenti privati e pubblici e per la vicenda Boffo. La novità è che non solo la Cei, ma lo stesso papa Ratzinger dice di aver superato la soglia del sostenibile. Nel frattempo l'appoggio internazionale e non soltanto americano, viene meno ogni giorno di più.
Israele non ha digerito il sostegno italiano alla nomina di un razzista egiziano alla presidenza dell'Unesco. I rapporti personali e privati, nonché pubblici ed economici con Putin sono al centro del problema, per una catena di gravi questioni legate alla natura strategica del problema energetico: nessuno vuole un'Europa sulla quale la Russia abbia "potere di rubinetto".
Energie differenziate, sì. Russa compresa. Ma preminenza di quella russa al punto da mettere l'Europa, oltre l'Italia, alla mercé di Mosca, questo no. Obama ha fatto una grande concessione ai russi sui missili antimissile in Polonia e Cecoslovacchia, ma la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato manifestano una inquietudine che non dipende dagli "interessi" americani, ma da una questione di sicurezza.
La Chiesa da parte sua ha deciso di non ingoiare il rospo e reagire. Il combinato disposto, unito alle possibili prospettive della sentenza della Corte Costituzionale, apre nuovi e gravi scenari. La possibile fusione di una parte del PdL (non solo ex AN) con UdC, Rutelli, Fini e, fuori, il nuovo soggetto di Luca di Montezemolo preannuncia un laboratorio in fieri.

Ieri avevo deciso di non rivelare le mie informazioni diplomatiche, ma quando ho visto la dichiarazione di Bagnasco ho capito che il dado era tratto. Si parla di un fin de recevour per la fine dell'anno.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri