Il "caso Lanièce"

rollandin_laniece_vierin.jpgDopo le dimissioni causate dalla sentenza di ineleggibilità come consigliere regionale stabilita in appello dalla Cassazione, l'Assessore alla Sanità Albert Lanièce verrà riproposto, al Consiglio Valle di domani, al suo ruolo.
Così ha deciso il Comité fédéral dell'UV su proposta del Presidente Augusto Rollandin.
Appartenevo a coloro che, nel Gruppo unionista, senza mai farne un fatto personale o peggio territoriale, avevano segnalato l'incongruenza nell'atto di riproposizione alla luce di un documento dello stesso Conseil di un anno fa e delle conseguenti dichiarazioni in Consiglio del Presidente della Regione: "se bocciato in Cassazione - così si scrisse e si disse - Lanièce sarà sostituito da un consigliere regionale". Segnalo con l'occasione che io non ero in lizza, per mia scelta, per un'eventuale responsabilità di questo genere.
Rollandin, preso atto delle opportune dimissioni dell'Assessore, ha deciso diversamente e, ieri sera, ha spiegato e domani fornirà le motivazioni che lo hanno portato ad operare questa scelta, legittima perché da sempre in casa Union la scelta della squadra degli Assessori, pur con i "manuali Cencelli" del caso, applicati anche un anno fa, è una responsabilità diretta del Presidente, che porta alla sola ratifica del Conseil la sua decisione, rafforzata dalla votazione collettiva in Consiglio della Giunta prevista dalla legge in vigore.
Si sprecheranno i commenti, alcuni già scritti. Da parte mia ribadisco che le scelte diverse vanno opportunamente motivate e, di conseguenza, ognuno si assume sul "caso" le proprie responsabilità.

Commenti

Stili diversi...

E' innegabile che Tu e Rollandin siate diversi.
E diversi siete stati nel modo di governare la Regione.
Sentendo un po' di gente che orbita nella nostra galassia credo di poter dire che la maggior parte del popolo unionista ha apprezzato entrambi e non si è divisa in "Caveriani" e "Rollandiniani" ma ha saputo essere "Caveriana" quando ha governato Caveri e "Rollandiniana" quando ha governato Rollandin.
Ciò non va letto come un opportunismo o, peggio, una piaggeria verso il potente di turno, tutt'altro, si tratta invece di identificazione e spirito di comunità, si tratta di democrazia con il riconoscimento del leader, in una parola di "spirito di corpo".
Detto questo sono certo che di fronte al caso Lanièce, tu e Rollandin avreste comportamenti diversi, ma è unicamente una questione di stile che non investe la stima per l'Assessore e non comporta la messa in discussione di tutto e il contrario di tutto come sta facendo il patetico PD.
Al Presidente della Giunta va tutto il mio sostegno, lo stesso sostegno che avrebbe avuto chiunque altro io avessi investito della responsabilità di governare la mia Regione per cinque anni.
Quel sostegno che mi piacerebbe avere se governassi io.
Corrado Olivotto

Mi dispiace...

ma non condivido questa posizione filogovernativa a prescindere, direbbe Totò.
Io credo che se vogliamo essere degni di vivere in una democrazia ogni cittadino responsabile non deve perdere il proprio diritto di criticare il comportamento di chi esercita il potere: e ciò a maggior ragione se chi esercita il potere appartiene alla area politica in cui ti riconosci.
L'idea di "non disturbare il manovratore" mi crea una vaga inquietudine, anche perché non mi risulta che, come per il Papa, esista il dogma della infallibilità del Presidente.
Venendo al caso in questione credo che "pacta sunt servanda" (i patti vanno rispettati) e sono curioso di conoscere le motivazioni che dovrebbero giustificare il mancato rispetto di un impegno assunto solennemente.
Se dette motivazioni sono, come sembra, che l'Assessore ha bene lavorato, mi viene da dire: «ci mancherebbe altro!»

Sarà...

«ma a me, me pare una str.....a!» Complimenti!

Immaginavo...

che si sarebbe arrivati a questa conclusione.
Indubbiamente è giusto che il Presidente si scelga la sua squadra, ma sarebbe più opportuno sceglierla fra i consiglieri. Così facendo non si fa altro che allontanare sempre di più le persone dalla politica.

Lanièce...

A questo punto caro Luciano, persa per persa (la faccia) non sarebbe stato meglio un rimpasto?
Andrea

L'epilogo...

di questa mattina era scontato.
Bene ha fatto il Capogruppo Diego Empereur ad evidenziare che i consiglieri unionisti sono obbedienti come soldati, essendo la scelta - lo dico per l'ultima volta - del Presidente della Regione, e non usiamo la "foglia di fico" del Movimento, che legittimamente ha dibattuto, ma la parola fine spetta al Presidente stesso.
Che poi questa vicenda, che ha consentito un dibattito acceso che su altri temi non si è visto, abbia avuto una conclusione che può o no piacere fa parte della politica e delle sue stagioni.
Ha ragione chi ha ricordato che ognuno porta con sé le proprie idee, i propri valori e i propri comportamenti e ne risponde in primis a sé stesso.

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