Plastici ornamenti

cervino_chatillon.jpgLe rotonde alla francese sono l'intuizione antisemaforo che ha prosperato meritoriamente anche in Valle, riducendo certe incidentalità.
Esiste, tuttavia, una crescente tendenza decorativa che eleva oltremodo il muro del tondo della rotonda, diventato ormai luogo rialzato per diverse scelte artistiche a seconda dei Comuni ospitanti. 
Esempio discusso il "Cervino" posto all'imboccatura della Valtournenche - buia ombra nella notte - in un incrocio noto in passato per il sinistro record di morti.
I casi di inventiva più o meno riuscita sembrano imporsi. Sarei per la semplificazione, suggerendo rotonde minimaliste, raso terra, che consentano agli automobilisti di vedere bene l'intera rotonda.
Sarà una bestialità dal punto di vista tecnico?

Commenti

Lo ignoravo...

ma il riempimento decorativo della rotonda non è solo un fatto creativo.
Un giorno, chiedendo lumi in merito a una persona dotata di competenza tecnica, mi è stato spiegato che quanto si pone al centro aumenta, o diminuisce, a seconda della sua altezza appunto, la visibilità dell'automobilista dell'altro lato della struttura.
Le scuole di pensiero, al riguardo, si confrontano, esattamente come in mille altri campi, ma in quel momento prevaleva la tesi (e mi sembra sia ancora così) per cui un campo visivo ridotto induce ad affrontare la rotonda a velocità moderata, andando così a beneficio della sicurezza (valore che, il mio interlocutore non smetteva di sottolineare, è al primo articolo del Codice della strada).
E' singolare, tuttavia, come questo principio, che poteva omogeneamente essere tradotto attraverso delle siepi o delle decorazioni principalmente floreali, abbia trovato una coniugazione pressoché immediata con l'estro che ha condotto alle realizzazioni che racconti nel post, raramente viste in altre città italiane (le prime due in corso Giulio Cesare, a Torino, mi sembrano esattamente del tipo che suggerisci alla fine del tuo messaggio), ma anche in terra di Francia, ove la rotonda è nata.

Penso...

anch'io l'esistenza di scuole di pensiero: tutte le nuove rotonde d'Ivrea sono con prato e praticamente raso strada.

Amo le rotonde.

Ma disprezzo quelle enormi, citate da Christian, residenti a Torino. Sono praticamente luogo di addestramento per kamikaze e per chi li deve evitare. Mi sono invece piaciute tantissimo quelle di Cuneo, con splendide fontane ad adornarle.
Sapevo anche io dell'esigenza di indurre l'automobilista alla cautela togliendogli visibilità, ma vorrei citare due episodi, fotocopia uno dell'altro, da protagonista. In entrambi i casi mi sono trovato di fronte una vettura che ha imboccato la rotonda contromano e, ho evitato il peggio, grazie alla visibilità della parte opposta alla mia.
Forse troppe elucubrazioni, come le troppe istruzioni per l'uso, combinano pasticci?

Io penso...

da profano che la visuale è un valore.

Spesso fuorilegge...

sono le rotonde, come i dossi dissuasori, i Comuni li mettono a loro arbitrio senza seguire i criteri imposti dai regolamenti.
Io sono per le rotonde, eliminano i semafori e fanno rallentare, anche se molti non hanno ancora capito che la precedenza non si ha da destra ma si deve a chi già sta girando.
Mi sembra di ricordare che la visuale opposta non dovrebbe esserci, così come non sono ammesse le doppie corsie, ma ...
Infine quel "Cervino" a Châtillon fa proprio pena...

E' che ci sono...

ancora troppi soldi da spendere, se si chiudessero un po' i rubinetti di denaro, le rotonde tornerebbero ad essere quello che sono, un mezzo per far rallentare la velocità senza impedire la visuale oltre il muretto .
E' che come sempre si è trovato un filone per puppare un po' di soldi senza tanti sforzi.
Quella di Châtillon poi, sembra una tomba di famiglia, oltretutto di cattivissimo gusto.

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