Aosta-Martigny

treno_tunnel_svizzero.jpgIl tunnel ferroviario Aosta-Martigny, di cui pare si parli nel Dpef in discussione (l'ultimo documento di programmazione economico-finanziaria nel Parlamento italiano, vista la riforma del Bilancio), è figlio della stessa epoca del trenino Pila-Cogne. Direi più di vent'anni fa. Ho avuto modo di seguire la storia di questo tracciato internazionale nelle diverse funzioni esercitate a Roma, a Bruxelles e poi in Valle d'Aosta.
Il funzionario che lo spingeva, lo stesso del trenino (e che non cito perché morto), si era inventato all'epoca una serie di reti di lobby per mostrare la facilità di costruzione del traforo con la Svizzera, che poi nella realtà era una costruzione assai instabile nelle sue basi, peggiorando poi il quadro negli anni successivi.
Quando, infatti, mi sono ritrovato con una responsabilità specifica ho semplicemente verificato che le autorità federali svizzere mai vorranno "lanciare" questo nostro traforo sino a quando non usciranno dalla palude in cui sono finite con il traforo ferroviario del San Gottardo, che è iniziato nel 1998, dopo un referendum del 1995, e finirà - con una spesa di oltre sei miliardi di euro - tra il 2017 e il 2018!
Mantenere viva l'idea dell'Aosta-Martigny è dunque positivo, ma è bene che sia solo una fiammella.

Commenti

Helvetia...

Leggevo oggi su un libro che il 29 febbraio 1536 gli Stati Generali rifiutarono la riforma protestante e la proposta di adesione alla confederazione elvetica dichiarando fedeltà a "Casa Savoia"...
Mannaggia che occasione persa... oggi avremmo l'autostrada gratis, la benzina a un euro (tanto i "buoni" spariscono), l'educazione svizzera eccetera...
Non vedo cose negative: se ne avete sarò felice di leggerle.

Vi dò una dritta...

se passate per Martigny vi consiglio di fare colazione al "Tramway", sulla via principale, dopo la piazza dei platani di fronte al "Mc Donald's".

Trafori...

Penso sempre che i trafori siano un bene, per l'economia ma anche per la vita della gente in montagna. A meno che non si sia un po' "orsi", e che quindi si preferisca l'isolamento, il traforo permette il contatto e lo scambio rapido.
Sono tanti i trafori nelle Alpi in progetti latenti, e tra questi si annovera il traforo ferroviario di Martigny. Purtroppo il collegamento attraverso il Gran San Bernardo, che è stato storicamente importante in quanto valico molto praticabile, non sembra, in un'ottica di traforo di base, utile per un efficace collegamento internazionale. Il Gran San Bernardo non corrisponde ad un itinerario ideale di collegamento e ciò è anche dimostrato dalla moderata affluenza al traforo stradale. Un vero peccato però ragionare in questi soli termini, perché anche una circonvallazione ti obbliga ad un giro più lungo ma essendo più veloce risulta conveniente.
Al momento gli svizzeri non sono interessati, e neppure gli italiani, noi valdostani, pur di avere un collegamento ferroviario efficace con Milano o Torino, lo siamo molto, se ci dicono dove si può fare che lo appoggiamo subito: a La Thuile? a Courmayeur?
Chissà perché non si è mai spinto per un traforo sotto il Bianco, come ce ne sono due stradali ce ne possono essere anche due ferroviari, e l'attraversamento della Val di Susa forse è più difficoltoso di quello della Valle d'Aosta.

In tutto l'Ottocento...

si è spinto per la realizzazione di un traforo ferroviario sotto il Bianco (o sotto il Piccolo San Bernardo).
Persa l'occasione ferroviaria, compresi i diversi scenari verso la Svizzera, l'uno due dei trafori stradali, 1964 Gran San Bernardo e l'anno successivo il Monte Bianco, fu importantissimo per la Valle, ma della ferrovia non si parlò più.
La scelta della Torino-Lione di fatto rende lo scenario ferroviario del Monte Bianco estremamente difficile ed è inutile negare che con il Brennero ferroviario, con il sistema svizzero che si completerà con il San Gottardo, l'Aosta - Martigny non è di facile realizzazione.
Varrebbe certo la pena di riflettere più su di un traforo che vada verso Ginevra attraverso la linea che già oggi costeggia il lago Lemano.

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