Referendum

giovanni_guzzetta.jpgAvendoli a suo tempo firmati a titolo personale, coerentemente domenica prossima voterò a favore dei tre referendum e non solo per un'antica stima e amicizia con il principale promotore, il professor Giovanni Guzzetta, ma perché - al di là dei contenuti, che potrebbero essere a lungo soppesati nel merito - contano il metodo e la sostanza politica.
In concreto: questi referendum servono a distruggere la legge elettorale vigente per le politiche, il cosidetto "Porcellum" che ha cancellato - con la massima cooperazione del sistema partitico - i collegi uninominali e buttato via ogni possibile legame elettore- eletto. In Valle, solo grazie all'argine dello Statuto, tutto è rimasto invariato con il vecchio ma sempre buono uninominale.
I referendum obbligherebbero il Parlamento a mettere mano alla materia elettorale. Facile prevedere che, invece, vincerà l'indifferenza e ci terremo in Italia questa schifezza di legge "finto maggioritaria", che con le liste bloccate permette ai partiti di eleggere anche un cavallo, come fece Caligola con il suo, fatto Senatore.

Commenti

Emergenza democratica

Si può anche fingere che non stia capitando alcunché.
Si può anche starsene tranquilli a casa a guardare filmetti americani.
Si può tranquillamente baloccarsi con le solite frasi fatte all'indirizzo della casta.
Oppure si può mettere in moto il cervello e vedere che c'è un'emergenza democratica.
Lor signori sono partiti in modo soft cercando di riabilitare la memoria dei combattenti di Salò, sono poi passati per la revisione dei libri di storia, transitati per il ritorno dell'autoritarismo scolastico, precipitati nell'abisso del razzismo e della caccia al diverso, approdati alle ronde (che figata quella del nuovo Msi, vero?) ed ora, trionfanti per la conferma elettorale, si apprestano a mettere mano alla riduzione al silenzio dell'unico potere che potrebbe fermarli, la Magistratura.
Cosa c'entra col referendum?
Off topic?
No! Il referendum, nato nella mente dei referendari col nobile scopo di favorire la governabilità portandoci verso il modello anglosassone, oggi è un pericolo enorme in quanto permetterebbe all'attuale partito di maggioranza relativa di conquistarsi il 55% dei seggi parlamentari da solo.
E guardate che il pericolo non è la crescita della Lega, anzi, quello è un contraltare, il pericolo per la democrazia sta all'interno del PdL e ha diversi nomi: Alemanno, La Russa, Mussolini, eccetera.
Purtroppo il popolo da sempre si comporta come le mandrie dei bovini, segue il capo che da loro sicurezza e mangia la biada di qualunque padrone. Se il Cavaliere prometterà pace, benessere e sicurezza continuerà a fare il pieno dei voti dei buoi e questo referendum gli regalerebbe il dominio incontrastato di cinque anni in cinque anni.
Almeno col proporzionale puro i Governi che facevano schifo si potevano sfiduciare e mandare a casa.
E' emergenza democratica.
Strano che lo dica io ma che volete... per ora si può ancora cambiare idea.
Corrado

La legge in vigore...

va benissimo a Berlusconi e soprattutto a Bossi.
Il ritorno al proporzionale puro sarebbe una follia. La logica dei referendum non era di tenersi la legge sortita dalle abrogazioni, ma obbligare il Parlamento a legiferare.
Comunque, ovviamente, benvenute nel blog tutte le idee!
Demonizzare Berlusca fa solo il suo gioco e purtroppo lo rafforza.

Beh...

almeno però si può dire che le cose che stanno facendo sono inquietanti?

Quel che è grave...

è l'incapacità di governare.

Andrò a votare...

ma sono stufo di recarmi alle urne e poi vedere che non si raggiunge mai il quorum...
A questo punto mi viene da pensare che sia solo uno spreco di soldi.

C'è tanto da fare!

La politica dovrebbe tornare tra la gente con toni pacati. Ho le orecchie piene di interviste ascoltate, con sfondo mercatale (molto popolare), dove il candidato di turno intima i suoi «basta!» a quello e a quell'altro.
Poi, una volta magari eletto con la maggioranza, si cheta e cerca di rassicurare.
La nostra legge elettorale non funziona, non ci sarà il quorum con conseguente effetto soporifero. Non partecipare al referendum potrebbe anche essere interpretato come fiducia nel parlamento...
E se, non raggiunto il quorum, il popolo delle urne presentasse il conto agli eletti, pretendendo una legge elettorale?

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