Non ci sono più le veline di una volta...

velina_federica.jpgQuando ero ragazzo se dicevi "velina" ti soccorrevano gli studi di storia: durante il fascismo, dal Ministero della Stampa e della Propaganda (Minculpop) arrivavano ai quotidiani le famose "veline".
Si trattava di note di servizio su carta velina rosata, giallina o bianca che ordinavano ai giornali che cosa pubblicare e cosa che era invece proibito.
Ecco qualche esempio:
1/7/35: "Si fa assoluto divieto di pubblicare fotografie di carattere sentimentale e commovente di soldati in partenza, che salutano i loro cari".
4/1/36: "Non pubblicare fotografie sul genere di quella pubblicata questa mattina dal "Messaggero", che dimostrino intimità dei nostri soldati con abissini. (…) Si dia l’impressione di benevolenza da parte dei nostri soldati verso gli indigeni ma non di cordialità, di protezione ma non di affetto".
26/8/36: "Non pubblicare fotografie in cui il Duce è riprodotto insieme ai frati, fotografie fatte oggi durante la visita al Santuario di Montevergine".
Oggi, invece, la velina crea diverse aspettative: dall'inizio degli anni '90, con "Striscia la notizia", si affermò la "bonazza" che portava - con gran esibizione del suo fisico - la "velina" ai conduttori, diventando lei stessa "velina".
Oggi la "velina" storica ha perso il suo significato e si è affermata la "velina" in carne ed ossa, che poi - visti i chiari di luna - potrebbe pure avere talvolta ripercussioni politiche.

Commenti

In effetti...

Capisco le signore in politica, le quali hanno le attribuzioni fisiche, che apostrofate «Veline» si inc... adirano.
Da uomo, mi rendo conto che il significato è, maschilisticamente, una libera traduzione di soubrette. Che, nell'immaginario collettivo, era un corpo, possibilmente senza cervello.
Ora come ora abbiamo un forte esubero di questo personale (in tutti i sensi) e, forse, un po' di pudore ad essere in coda (casting in Villa?) per diventarlo? Mi sembrerebbe di no.
Si fa a gara per entrare in bolle mediatiche come i vari Fratelli Maggiori (passatemi il vezzo), che forse (forse) guarderei se lo chiamassero il Grande Provino. Non sai fare nulla, ti metti in gara per dimostrare qualcosa, boh? Magari esce un novello/a animale da palcoscenico. Almeno le aspiranti carte leggere una qualche frequentazione di palchetto danzeiforme lo hanno avuto.
La velina... Icona di bellezza? Il punto di inizio di una gavetta mediatica? In officina o in un cantiere saresti il bocia, ops! Scusate, l'apprendista.
A questo punto cambiamo il nome anche a loro: "Velino di Cantiere" e "Velino d'Officina", i quali, con movenze degne del grande Roberto Bolle, si muovono nello spazio di lavoro porgendo o facendo con grazia il loro mestiere.

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