San Statuto speciale

camera_deputati_ingresso.jpg"Agli effetti delle elezioni per la Camera dei deputati e per il Senato, la Valle d'Aosta forma una circoscrizione elettorale".
Così l'articolo 47 dello Statuto speciale della nostra Valle, che va tenuto stretto e benedetto in tempi grami, in cui - in barba a tutte le dichiarazioni di cartapesta sul federalismo - l'orizzonte è nero come la pece.
Lo Statuto, benché imperfetto in molte sue parti, è tacitiano nella sua dizione sulla rappresentanza valdostana in Parlamento. Se così non fosse stato, tecnicamente segnalo solo la differenza fra "collegio" (sarebbe stato debole) e "circoscrizione" (a prova di bomba), vi assicuro, avendolo vissuto, che la tentazione di privarci di senatore e deputato si sarebbe già realizzata, con buona pace dei nostri diritti.
Lo dico oggi, posto di fronte alla sbandierata proposta - in sé condivisibile e ragionevole, se non fosse venata da furore antiparlamentare - di ridurre i parlamentari. Se lo si vuole fare, si eviti la buffonata dell'iniziativa popolare e si discuta direttamente in Parlamento.

Commenti

La mia sensazione

Ultimamente, ho sentore, che le decisioni importanti debbano essere necessariamente prese fuori dal Parlamento (e lo scrivo maiuscolo, perché ci credo). Il confronto non ci deve essere e i provvedimenti sono unti dalla fiducia.
La stessa onda di "revisione parlamentare" è affidata al popolo, per darle una valenza in più. Fa specie che sia il presidente del Consiglio dei ministri che monta i gazebo per raccogliere le firme...
Trovo queste movimentazioni di democrazia al limite del grottesco. Anche perché, mi è lecito pensare, che se la legge popolare, trovasse dei reazionari in Parlamento, che la vogliono discutere, ci si può mettere sugli spalti a urlare alla vergogna e al mancato rispetto della volontà degli italiani.
Allora mi porto avanti con il lavoro: «Signor presidente, i referendum approvati dal popolo e poi cancellati dai Ministeri da lei restituiti, a che tipo di atto appartengono?»

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