qui TOURING

qui_touring_vda.jpgEsce uno speciale sulla Valle d'Aosta, che contempera degnamente giornalismo e logica commerciale da "redazionali", grande problema nel giornalismo odierno dibattuto fra libertà professionale e necessità di raccogliere pubblicità.
Chi vedrà la rivista ne apprezzerà la varietà di temi e l'approccio intelligente, per parlare dell'estate, ormai Cenerentola senza Principe Azzurro per il nostro turismo, specie per lo strapotere del mare in questa stagione.
Il tema è serio e la rivista conferma tutte le ragioni per essere attrattivi e forse le pubblicità delle singole località mostrano il tallone d'Achille: una logica spesso da campanile che rende arduo ragionare di un sistema turistico regionale, come necessario per affrontare un mercato difficile.

Commenti

Turismo regionale...

credi che con la riforma delle Aiat si potrà ottenere qualche risultato?
Se veramente ci fosse un organismo unico che regola prenotazioni, manifestazioni, pubblicità, servizi... una specie di immenso "villaggio turistico" chiamato Valle d'Aosta, gestito da un solo ufficio...
Utopia...

Ho lavorato...

in questa direzione nei due anni all'Assessorato e penso che un solo Ente sia giusto, ma a gestione democratica e non santificando il tecnico di turno.
Quel che ogni tanto spiace è l'oblio del lavoro fatto. Una smemoratezza - tranne rari casi - che colpisce anche chi era nella mia Giunta.

Mah?

Alle volte ho la sensazione che il turismo non sia considerato una risorsa. Soprattutto che deve seguire le esigenze delle persone, nel massimi rispetto del territorio e delle tradizioni.
Le cose bisogna saperle vendere per quello che sono.

Chi lavora...

con professionalità e impegno cresce sempre.
Questo deve far riflettere.

Vero!

Ci vorrebbe un gran lavoro a tutti i livelli e gli ambiti del nostro territorio.

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