Abruzzo

lucoli_campo_vda.jpgA più di un mese dal terremoto, l'ampiezza della tragedia e soprattutto l'enormità dei danni materiali appare in tutta la sua dimensione. Bene ha fatto la Valle d'Aosta a concentrare i propri sforzi su di un Comune di montagna come Lucoli, perché l'esempio di analoghi interventi del passato mostra quanto sia efficace evitare la dispersione degli aiuti.
Quel che colpisce (e oggi su "La Repubblica" ne ho piena conferma) è l'assoluta incertezza negli interventi finanziari dello Stato a sostegno della ricostruzione. Alla Camera ho imparato una cosa essenziale: le leggi bisogna leggerle sempre al contrario, iniziando dall'ultimo articolo, quello che si occupa della copertura finanziaria del provvedimento.
Già dai comunicati ufficiali del Consiglio dei Ministri non si capiva bene la certezza del denaro da impiegare e oggi questi dubbi sono confermati. Qualche esempio: il fondo perduto per ricostruire le case (150mila euro, secondo gli annunci) è costituito per un terzo da un mutuo agevolato e un terzo da una misura di sgravio fiscale e solo il rimanente terzo è costituito da soldi veri e immediati; una delle coperture è assicurata da giochi di vario genere tipo lotterie o "gratta e vinci"; spuntano di nuovo quei fondi denominati "Fas", che sono a complemento dei fondi comunitari a disposizione delle Regioni e tra l'altro da esse già destinate e quindi non si capisce come possano essere distratti, che vengono usati ormai per coprire tutti i buchi, non sapendo infine dove andranno a finire veramente.

Commenti

La proposta...

del primo ministro che ogni provincia italiana si prendesse carico di una parte di ricostruzione, è ancora in piedi?
Comunque, quello che oggi tu amplifichi, era il timore che avevo ad ogni conferma della conferma di avere soldi veri a disposizione. Le scatole cinesi, perchè questa è la sensazione, avvieranno la ricostruzione?

Credo...

che l'"adozione" di un'opera per Provincia resti in piedi, ma conoscendo la logica arlecchinesca delle Province italiane non c'è da stare allegri!
I soldi, alla fine, contano davvero, perché il vizio di fare le nozze con i fichi secchi, di fronte alle emergenze, non è nuovo. Ricordo le discussioni feroci dei provvedimenti statali del post nostra alluvione del 2000: non potevi distrarti un attimo, sennò ti rifilavano la fregatura!

L'atto di riferimento

è il decreto legge n. 39 del 28 aprile. La cosa agghiacciante è che le risorse stanziate per i primi due anni, ovvero 2009 e 2010, superano di poco il miliardo. Togliendo quelle utilizzate per la prima emergenza, rimangono 700 milioni di euro, che possono essere giudicate appena sufficienti per le costruzioni temporanee.
Nell'insieme, il totale degli stanziamenti ammonta a 5 miliardi e settecento milioni di Euro circa. Però, tra questi si contano anche 1 miliardo e 800 milioni destinati agli adeguamenti sismici, anche in aree lontane da quelle terremotate, quindi parliamo più o meno di 4 miliardi.
La ciliegina sulla torta è che, volendo leggere "alla rovescia" l'atto, come suggerito da Luciano, si apprende che la copertura finanziaria si spalma sino al 2033, ovvero sull'arco di 24 anni! I fondi arriveranno: da giochi e dalle lotterie (500 milioni), da una mini-manovra sul prezzo dei farmaci (400 milioni) e persino dai "bonus famiglia" mai reclamati (circa 300 milioni). Il capolavoro, tuttavia, è rappresentato da risorse, definite da qualcuno "fantasma", che dovrebbero arrivare da una raggelante idea di "lotta all'evasione": uno scudo fiscale, o un nuovo condono. Di quest'ultimo, ovviamente, non esiste ancora nulla di definito...
Un po' poco per farne una delle fonti di finanziamento di un intervento del genere, o no?
Tutto ciò, a che realtà riporta? E' semplice, quanto triste. La popolazione avrà (chissà quando e dove, peraltro) delle case temporanee, ma ci sarebbe da stupirsi se tale temporaneità non si intendesse conclusa fino, almeno, al 2033. In barba alle promesse dell'uomo con il casco rosso da Caposquadra dei Vigili del Fuoco che riceveva in dono sciarpe del Milan dai bimbi delle tendopoli.

Finanza pubblica...

Sarebbe interessante capire, alla luce di questa vicenda inquietante, il reale stato della Finanza pubblica, specie con il rinculo della crisi economica che peserà sulla fiscalità.
Il federalismo fiscale, per ora, rischia di essere un'autentica bufala, in quanto - come si è visto nel corso del lunghissimo dibattito parlamentare - mancano dati certi con cui realizzare tutte le proiezioni necessarie per capire cosa avverrà.
Altro che Veronica...

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