Fiat

marchionne_sergio.jpgIl futuro del settore automobilistico non può non interessare i valdostani, vista la presenza in Valle di alcuni stabilimenti di componentistica per auto e visto che il quotidiano del gruppo "La Stampa" è l'unico fra i giornali con pagine dedicate ogni giorno alla nostra Regione.
Colpisce in queste ore il tentativo della "Fiat" di mondializzarsi. Ho studiato all'Università la storia della "Fiat" e negli anni ho letto tutto quello che è uscito: è un racconto avvincente fatto di alti e bassi e l'attualità stupisce, perché il manager Sergio Marchionne sembra usare il motto "la miglior difesa è l'attacco".
La "Fiat", dopo l'americana "Chrysler", va all'attacco della tedesca "Opel" (legata all'altro gruppo statunitense, "General Motors") con un qual certo scetticismo di una parte della stampa internazionale sulle reali capacità finanziarie del gruppo torinese di reggere questo allargamento. Non ci vorrà molto a capire l'esito delle operazioni.

Commenti

La crisi attuale...

è il biglietto vincente per chi vuole investire.
I Governi, alle spalle dell'attaccante e dell'attaccato, sponsorizzano per reagire alla congiuntura negativa. Le banche, hanno capito che devono ridurre i crediti per non perdere tutto. La "Fiat" ha dovuto vedere oltre per non soccombere.
Ora le trattative sono in corso. La difficoltà è il nazionalismo tedesco, che vuole, giustamente, trattenere sul territorio risorse umane e asset industriali.
Da tutto questo divenire di trattative, mi auguro che ritorni a circolare il denaro e rivitalizzi questa economia che si muove solo per le cose futili e passeggere.

Aggiungo...

Analizzando il "Salone dell'auto" di Shanghai, si evince chiaramente il flop della presenza "Fiat" in terra di Cina.
Infatti, pensavano, di vendere auto (come la "Palio"?!) al popolo, mentre il vero mercato è dettato dall'altissima gamma.
Anche per questo aspetto, praticamente il "segmento D", "Fiat" è fuori gioco ("Opel" servirebbe anche per questo).
O meglio, è presente, con altri brand: "Ferrari" e "Maserati". Le vendite di vetture "da sogno" sono esponenziali, calcolando anche che i costi sono decisamente più alti, rispetto ai paesi di produzione.
Comunque, la presenza, magari, si attesterà con i nuovi asset che si configureranno.

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