Piano di sviluppo

casino_nuovo.jpgIl termine sviluppo, stante l'attuale situazione del Casinò di Saint-Vincent, sembra un paradosso linguistico applicato ad una realtà difficile.
Ma il rilancio del Casino de la Vallée passa, da Disciplinare, attraverso un "Piano di sviluppo" e così è, anche se credo che le circostanze abbiano dimostrato che i miracoli a suo tempo annunciati non potranno esserci.
Non sto qui, nelle poche righe del blog, a dilungarmi in grandi spiegazioni, potete ascoltare qui il mio intervento in Consiglio Valle.
Certo è che i dati mostrano che la picchiata continua in un contesto difficile. Quel che colpisce è come ormai in Italia dilaghi una logica statale di gestione onnicomprensiva di giochi che hanno rosicchiato giorno dopo giorno la dote delle Case da gioco e malgrado ciò arriveranno, in tempi di magra, altri Casinò!

Commenti

E' stupefacente...

non solo ciò che tu sottolinei nelle ultime righe del tuo post, ma il fatto che la tecnica degli "Specchietti per le allodole" rientri ormai a pieno titolo tra le "leve" su cui il Governo e lo Stato agiscono per far fronte alla necessità di risorse economiche.
Con il massimo rispetto per chi soffre, e pur condividendo l'importanza di uno sforzo di solidarietà da parte di tutto il Paese, ma il fatto che uno dei modi in cui si pensi di sostenere le popolazioni dell'Abruzzo colpite dal sisma sia l'indizione di una lotteria specifica, rappresenta una testimonianza nitida come non mai dell'impotenza di assolvere compiutamente il proprio ruolo da parte di chi governa l'Italia nell'anno di grazia 2009.

E' da un po'...

che si vive perennemente con la parola emergenza anteposta a qualsiasi cosa capiti, c'è stata l'emergenza neve, rifiuti, extracomunitari e per ultima la legge (in emergenza) sul testamento biologico... e le risposte sono sempre state le stesse, metter tacconi dove si può.
Una salda politica dovrebbe varare regole che possono anche essere dure, impopolari ma che servano a risolvere e ridare una certa dignità al nostro Paese che al mondo è conosciuto più che altro per sapersela cavare con un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Viviamo sugli allori di personaggi come Giotto, Galileo, grandi politici e statisti, geni della pittura come della lingua italiana, ma dopo questi personaggi non abbiamo più avuto nulla. Il brutto è che questa emergenza continua la vedo anche nel lavoro quotidiano, ci si perde in seghe mentali e non si prende una decisione definitiva.
Siamo un popolo eccezionale e lo stiamo vedendo in Abruzzo, ma finché non ci libereremo di un sacco di appendici morte non andremo da nessuna parte. Una grossa parte di colpa dei disastri accaduti se la dovrebbe accollare il metodo macchinoso degli appalti pubblici in cui si premia, quasi sempre, la ditta che garantisce un ribasso maggiore. Ma non ci va un genio a capire che se abbasso il prezzo, devo limare da un altra parte, e poi limo sulla serietà dei collaudi eccetera.
Non ci stupiamo se poi crollano alcuni edifici per il terremoto, ma poi ci accorgiamo che crollano anche vicino a noi dove il terremoto non c'è mai stato.
Facciamo leggi severe e semplici sulle modalità di costruire e rigidissima sui collaudi ed invece ne è passata una che ti lascia allungare ed allargare l'abitazione senza tanti problemi, camuffandola come un'opportunità di dare più spazio a chi non ce l'ha.
Adesso si fanno indagini che dureranno anni ed anni ed usciranno i nomi dei soliti noti e tutto finirà come le case sotto il terremoto, in una nuvola di polvere. Intanto escono le lotterie, le accise sulla benzina... cose già viste.

Brachetti...

Era disponibile per una consulenza per il rifacimento dell'aspetto esteriore.

Dovete fare entrare i valdostani...

non risolleverà il bilancio ma il buonumore sicuramente sì... solo a Saint-Vincent succede???
Ma è accidenti possibile che per farmi una partitina devo andare a Montreaux, a Evian o Chamonix?
Mi sembra la storia dei supermercati: vent'anni fa c'era solo la Cidac e tutti i valdostani si spostavano a Torino, Ivrea, eccetera per fare la spesa, adesso sono arrivati tutti Carrefour, Euronics eccetera...
Anche per il Casinò basta andare in giro: vogliamo giocare a Saint-Vincent!

Las Vegas...

nel 1987 mi sono sposato e il mio viaggio di nozze l'ho fatto negli usa, compresi quattro giorni a Las Vegas...
Mi ricordo che allora sembrava già straordinaria come città ed i Casinò erano originali per gli spettacoli che offrivano...
Inoltre si riuscivano a mangiare aragoste o "Ny steak" con tre o quattro dollari...
Si sbafano sontuose colazioni completamente gratis e si beveva sempre gratis bastava che tu entrassi nei casinò...
Nel 2007 per il ventennale ho ripetuto lo stesso viaggio....la città è completamente cambiata ed i casinò trasformati da zona di gioco e spettacolo, in autentiche boutique, negozi di moda, insomma una "Disneyland" per i grandi.
Non trovi più l'aragosta a tre dollari ma ogni casinò ha il suo buffet spettacolare dove mangi carrettate di roba buonissima a dieci - quindici dollari... io lo vedrei bene anche a Saint-Vincent: un salone adibito a buffet come si deve dove magari il torinese o il milanese viene su per giocare ma può anche essere attirato dal fatto che possa mangiare ciò che vuole ad un prezzo irrisorio senza prima passare dal ristorante in città.

Penso che...

aprire zone slots per i valdostani sia logico, visto che possono giocare nei bar.
Sui giochi lavorati, per molte ragioni, non è il caso.
Las Vegas, che è un mondo diverso quello europeo (a Montecarlo hanno scioperato!), sta soffrendo anch'essa di una crisi del gioco nelle sale dei Casinò.

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