Spioni

fb_gruppo_vda.jpgHa ragione la Commissaria europea Viviane Reding, donna molto simpatica ed energica, a segnalare i rischi di Internet per la facilità con cui alcuni social network diffondono dati personali, compresi gusti e abitudini, ben rintracciabili dai comportamenti durante la navigazione sul web.
Il riferimento è a Facebook e a MySpace e riguarda in particolare i minorenni ed è una segnalazione da non prendere usando come risposta la storia della libertà della Rete.
Il problema di fondo resta quello del consenso, senza il quale ogni invasività sulla mia vita privata, compreso il mio profilo di consumatore che rende appetibili certe conoscenze, diventa intollerabile. So che potrà parere come svuotare il mare con un cucchiaino, pensando alla miriade di forme con cui dal mattino alla sera siano ormai "seguiti", ma le forme di protezione - se si comincia da qualche parte - possono rendere la vita difficile agli spioni.

Commenti

La mia impressione.

Quello che sto notando è che la frase tipica: «lo ha detto la tv» si è spostata dal tubo catodico al monitor di un computer. La facilità di accesso porta a sottovalutare e sopravvalutare molti aspetti di ciò che è il web e i nuovi media in generale. La chiave di accesso non sono le login e la password bensì la capacità di discernimento.
Ci verrebbe mai in mente di raccontare i fatti nostri al primo incontrato per strada o con sconosciuti al telefono? No, perché non si fa! Perché? Chi lo sa?
Ci è stato insegnato così. Ecco, insegnare.
Ma prima dobbiamo imparare noi adulti a gestire questo frullatore dalle mille funzioni. Quanti sanno che una foto on line è praticamente donata al dominio pubblico? Uniamo una dovuta cultura informativa a una dovuta attenzione da parte dei gestori dei social network e il gioco potrebbe essere fatto.
Lo slogan potrebbe essere, adeguato ai tempi e rovesciato:
«Non date megabyte agli sconosciuti».

Riservatezza dei dati...

non c'è assolutamente da nessuna parte. A parte facebook, dove quello che viene pubblicato rimane per sempre in qualche archivio (anche se tu lo cancelli...).
Qualche tempo fa ho deciso di cambiare banca per cercare di risparmiare un po' (!!!) e sono andata nella mia vecchia banca, dove avevo un conto da ragazza, chiuso nel 2000. Ebbene in archivio avevano ancora tutti i miei dati, se ero o no una buona consumatrice, se avevo insolvenze, il numero di cellulare, il datore di lavoro...
Sono rimasta senza parole!

Se uno pensa...

ad una giornata tipo, usando il Telepass autostradale, la carta di credito, gli accessi negli uffici e le navigazioni su Internet risulta facile tracciare il profilo di ciascuno di noi.
In sé non ci vedo nulla di terribile, a condizione di dare la propria autorizzazione, cosa che non avviene e temo che per chi distribuisce informazioni gratis sui social network il peggio verrà...

Facebook...

Ogni qualvolta apri applicazioni che implicano l'uso del tuo profilo, ti viene chiesta l'autorizzazione.
La cosa percepita è che sia invadente. Non siamo certamente abituati.

Voglia di sapere...

Devo dire che anch'io, adesso, quando conosco qualcuno, corro su Google e faccio una ricerca per vedere chi è e che cosa fa.
Anche se è una persona comune.
E' strano ma quasi ci si abitua all'idea di essere autorizzati a sapere i dati di chiunque. Anche merito di una cultura "spiona" che si sta diffondendo (i media sono tutti orientati a quello). Comunque è evidente che già l'esposizione delle proprie idee in un blog come questo rende abbastanza bene un profilo di ciascuno di noi.
A me per il momento va bene così, ma è importante una consapevolezza di ciò che si sta facendo, cosa che non credo tutti abbiano.

Proviamo a guardarla diversamente...

sul web posso trovare anche sviluppi alle mie idee che diversamente non avrei. Pensate a tutto ciò che è beta (in eterno divenire) e viene arricchito dalle varie competenze. Non si deve pensare che sia terra di nessuno.
Ci sono regole di pacifico scambio e di rispetto. Cercare informazioni non è una cosa brutta, chi è sul web non si da in pasto: spesso si offre.

Vorrei precisare...

che il Web è fantastico.
Offre delle possibilità, dove c'è connessione, che non hanno precedenti nella storia dell'umanità. Sono più i pro che i contro.
Ma esistono dei contro che vanno affrontati con decisione.
Ne cito alcuni: l'attentato alla privacy, qui a lungo esaminato, ma anche i rischi per l'infanzia o i timori che la Rete sia una prateria dove si esibiscano truffatori e pazzi di tutti i colori.
Sono certo che lo strumento si perfezionerà e prima o poi ci sarà, anche se i navigatori spiriti liberi se ne dolgono già oggi, un Codice che gradui diversi interventi per dare certezza del diritto.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2020 Luciano Caveri