Pensando al dramma

terremoto_tende.jpgGli avvenimenti luttuosi distorcono il tempo: il dramma dell'Abruzzo sembra avvenuto mesi fa tale e tanta è stata l'intensità dei fatti in quel pastone di dolore, sofferenze e paura che ci è stato lividamente restituito da una televisione sempre più intrusiva.
Quel che più mi ha colpito, oltre ad una Procura aquilana aggressiva che annuncia arresti e un'inchiesta rapida, è una melassa di buonismo in parte sospetta. Una sorta di esibizione solidaristica che - era sufficiente sentire certi fili diretti sulle radio nazionali per non dire degli sms di queste ore di augurio pasquale collegati ai terremotati - finiva per suonare come vuota e ripetitiva. Una sorta di grande rito collettivo interpretato naturalmente dai più in buona fede e con sincera partecipazione come se il terremoto fosse un pretesto per avere un momento comunitario forse utile, più in generale, per esorcizzare la crisi.
La solidarietà, resa concreta nello sforzo popolare anche da una miriade di raccolte di fondi, dovrebbe alla fine concentrarsi su di un aspetto concreto che spetta alla politica, unico antidoto all'oblio che verrà: mettere in campo un progetto vero per la ricostruzione con soldi veri e davvero sufficienti per farlo. Per ora le cifre annunciate sono ridicole, come l'idea di spostare L'Aquila, dando vita ad una nuova città. Per analogia andrebbero preventivamente delocalizzate centinaia di antiche città italiane in zona sismica.

Commenti

Esibizioni...

è proprio vero che sul grande palcoscenico vogliono esibirsi tutti: quelli della solidarietà e quelli che adesso faranno la caccia alle streghe.
Sarà pur colpa di qualcuno questo terremoto!

Solidarietà.

In merito al terremoto, ho scritto la scorsa settimana una lettera alla Stampa dove lamentavo una informazione a dire poco vergognosa, non aggiungo altro, anche perché lo spettacolo della "messa in scena" televisiva continua (basta vedere il telegiornali di Italia Uno che il giorno dei funerali faceva scorrere quasi fossero dei titoli di coda di un film i nomi delle vittime con tanto di colonna sonora), mi limito ad esprimere solidarietà e vicinanza per le persone colpite da questa immane tragedia.

Telegiornali...

io dal secondo giorno non ho più guardato un telegiornale.
Tanto cominciavano già a cercare le storie strappalacrime e più erano dolorose e meglio era. Non mi piace questo tipo di informazione. non mi serve a nulla se non a stare male.

Manca il rispetto..

e si manifesta una sorta di voyeurismo senza fine, specie nelle trasmissioni contenitore.

Il massimo...

durante "Porta a Porta" del primo giorno, la domanda migliore è stata fatta a padre e figlia, che avevano perso due cari, «volete dare un messaggio di speranza?»
A chi? Becera intervistatrice? Li hanno cercati e chiamati per tutto il giorno. Li trovano, abbracciati, senza vita e vorresti il messaggio di speranza alla Nazione.

Grande reality...

è oramai un vero reality e la gente morbosamente vuole vedere come va avanti la storia.
Non so quando finirà, anche perché le telenovelas hanno migliaia di puntate sempre molto seguite.
Raccapricciante!

Probabilmente...

si è già formata una coda, non per aiutare, ma per essere sul posto del disastro e poter dire «io c'ero» con relative foto in posa, come in tutte le occasioni scabrose che abbiamo avuto, per non parlare delle gite che verranno organizzate per questo.

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