Europee

montanelli_statua.jpgConfesso che avrei voluto parlarne più avanti, perché ho imparato che i commenti veri devono essere quelli fatti quando le cose sono davvero cristallizzate. Tuttavia non parlarne apparirebbe come ridicolo, visto che mi sono espresso (ma molti hanno taciuto) nelle riunioni politiche e i miei commenti son rinvenibili sui giornali e sul web.
"Turarsi il naso", vecchia espressione del rimpianto Indro Montanelli: l'ho adoperata in questa circostanza. In questa fase storica sono contrario a formule di accordo a destra o a sinistra, perché "ni droite ni gauche" in questa fase di aggregazione forte, anche se fittizia, sui due poli appare come una scelta ragionevole.
La strada intrapresa va verso il PdL: addirittura qualcuno ipotizzava un unionista sotto il loro simbolo. Una circostanza improponibile, mentre l'apparentamento almeno - a narici chiuse - salvaguarda il simbolo "Vallée d'Aoste" e candidature autonome, anche se ovviamente un accordo resta e spero di capirne significati futuri e vantaggi immediati.
Dieci anni fa, con i Democratici, l'apparentamento - quando gli spazi erano più larghi rispetto agli attuali due partiti dominanti lo scacchiere politico - fruttò un solido rapporto diretto con il leader Romano Prodi, senza interferenze di esponenti locali. Ora chissà.
Aspettiamo appunto - e ci tornerò - di vedere l'esito finale.

Commenti

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Incredibile...

Io, contro...

A quasi quarantott’ore dalla decisione più dibattuta degli ultimi dieci anni, in seno al Conseil Fédéral dell’Union Valdôtaine, con la buriana giornalistica che inizia ad affievolirsi, e gli istinti del momento in via di evanescenza, è possibile - e doveroso - motivare il perché dell’arruolamento volontario nella pattuglia dei delegati contrari alla proposta dei vertici del Movimento.
Sia detto per inciso, il “no” alla “svolta storica” verso il centro-destra è figlio di un ragionamento squisitamente politico. Il punto di partenza dello stesso corrisponde alla ragione per cui si prende parte a una competizione elettorale. Senza ipocrisie: per vincere. Fare bella figura, o piazzarsi in “zona podio”, equivale a non aver partecipato, vanificando quindi qualsiasi sforzo compiuto.
Con questo obiettivo quale punto fermo, guardando alle “Europee”, appare evidente come le regole del gioco rendano impossibile il suo raggiungimento senza ricorrere ad un’alleanza con altri Movimenti o partiti del panorama nazionale.
Peraltro, pur compiendo una scelta del genere, vista la vastità del collegio e la quantità di preferenze necessarie per piazzare un eletto, in un collegio elettorale che comprende Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia (e che mette in palio non più di diciannove seggi), le chances di riuscita, pur transitando così nel regno del “possibile”, restano comunque sempre basse.
L’alleanza va quindi definita sulla base di criteri strategici, pensando sì alle “Europee”, ma senza trascurare alcuni fattori contingenti. Tra questi, il fatto di non intrattenere rapporti conflittuali con il Governo in carica non è secondario. Anzi, assume valore prioritario. Pertanto, restringere il cerchio delle alleanze percorribili alle componenti della coalizione PdL + Lega non è logica scriteriata.
Sfumata l’ipotesi del movimento di Umberto Bossi, che avrebbe rappresentato la migliore opzione, per parecchi motivi, restava l’altra. Anche su questo, occorre essere onesti intellettualmente. Il percorso fatto compiere da Gianfranco Fini ad Alleanza Nazionale l’ha resa sicuramente diversa dal neofascismo che permeava diversi geni del DNA del Movimento Sociale Italiano.
Perlomeno, AN, così come confluita nel PdL, non è un’accozzaglia di ex-gerarchi infernali. Allo stesso modo, Forza Italia, al di là della demonizzazione di Sivlio Berlusconi (errore madornale, poiché da tale attitudine il Premier trae un’energia quotidiana che manco una pianta con la fotosintesi), è soprattutto un mosaico di tessere già democristiane e socialiste, quindi - nel passato - già al fianco dell’Union in diverse esperienze di governo.
Però, come in ogni storia che si rispetti, c’è un però.
Anzi, due.
Ed entrambi finiscono per pesare più della sostanza, rendendola totalmente indigesta. Il primo è dato da quell’Azione sociale di Alessandra Mussolini, in cui l’omonimia non è coincidenza, ma sostanziale identità di vedute. Far finta che questo dettaglio sia negligibile, è chiedere troppo. Significa dimenticare l’italianizzazione dei toponimi della nostra regione e le angherie di varia natura subite da molti valdostani. Se ci si deve turare il naso per qualche secondo, bene. Per più di due minuti, si soffoca.
L’altro "però" è dato dal fatto che il processo di modernizzazione della destra italiana, che va riconosciuto (anche se forse è accelerato più che da ragioni ideali dalla volontà di restare inchiodati alle poltrone del governo più a lungo possibile), è comunque ancora sullo scaffale delle promesse e servirà qualche tempo prima che lo si possa spostare su quello delle certezze.
Ciò detto, siccome in politica gli “effetti collaterali” delle scelte non sono mai totalmente assenti, perché non riflettere più a fondo sui rischi di un’accelerazione così brusca? Perché passare dal non aver invitato AN, per decenni, alle assise unioniste, causa la sua matrice fascista, ad un’alleanza organica? Perché non provare, prima di convolare a nozze, a guardarsi un po’ negli occhi, magari prendendo qualche caffè assieme, tanto per conoscersi meglio?
I moti d’impeto sono difficili da spiegare, ma ancora di più da capire. In politica, poi, sono sconsigliabili. Pretendere che un elettorato composto, specie nei comuni di montagna, da persone anziane, che hanno ben presenti, poiché vissute sulla loro pelle, alcune tristi pagine della storia italiana, capisca la “svolta sociale” di Fini è sinceramente prematuro. Sperare che la gente capisca la tolleranza verso Azione sociale, vedendo prevalere un’opportunità elettorale nell’operazione, è poi ai confini della realtà.
Insomma, tra qualche anno tutto ciò sarebbe stato frutto di un evoluzione condivisibile. Oggi, è solo, eventualmente e nemmeno da tutti, comprensibile.
Per concludere con una metafora, a quanti è capitato, una sera, di entrare in un locale, vedere una donna bellissima e riuscire ad “accompagnarla a casa”, pochi minuti dopo, senza nemmeno saperne il nome, svegliandosi poi accanto a lei il mattino dopo? Qualche mano alzata, in sala, c’è ed in effetti non è impossibile.
Però, con altrettanta sincerità, dite quanto vi è sembrato rischioso. Parecchio, vero?
Ecco, ritenere che cinquantamila persone, tutte assieme e nello stesso week-end, accettino volentieri un ballo con uno sconosciuto, per quanto ciò presenti anche un lato intrigante, è come pensare a Massimo Moratti che intona l’inno della Juve. Se, invece, rispondete «mai stato tanto a mio agio», allora probabilmente siete Berlusconi.
A quel punto, però, di stringere un’alleanza con il PdL non vi interesserà molto…

Tristezza, per favore vai viaaaa...

Assodato il fatto che un deputato UE serve, beh, il patto Massimo-Silvio è stato pensato bene, anche alla luce di una raccolta voti "porta a porta", una vittoria è impensabile, pertanto obbligo di ricerca di ala protettiva.
Credo (ancora adesso a giochi fatti) che, piuttosto di un patto con il PdL, se si presentasse un candidato UV autorevole, edotto sul fatto che ha già perso, ma che sarebbe la bandiera di una VdA non rispettata, darebbe l’onore delle armi a tutti.
Io voto un vincente chez nous, ma faccio talmente tanto rumore che lo sapranno in tanti.
Allo stesso modo non credo, almeno spero, che la decisione sia stata presa a cuor leggero. Andrò alle votazioni, appoggerò il candidato Autonomista turandomi il naso e tappandomi le orecchie, i lazzi sono oltremodo fastidiosi.
A bocce fermissime, cosa improbabile in politica, ragionerò sugli effetti dell'accordo UE(').

Con il naso tappato...

a. Non c'è bisogno del tartufo e dunque si risparmia;
b. Che la tua partner abbia "Chanel n.5" o "calabrisella" fa lo stesso;
c.
Puoi fare la scampagnata di Pasquetta nel prato sulla discarica di Brissogne...

Calma!

queste sono le reazioni a caldo, prendiamo tempo per riflettere, dormiamoci sopra sperando di non dar troppo di stomaco.

Devo...

per altro dire a Christian che la sua analisi, compreso il distinguo tra apnea e soffocamento, è lucidissima.

Domanda...

che significa il detto della lega «non v'era il tempo per discutere»?

Che ci vorrebbero...

morti politicamente, schiavi della Padania...

come

è riuscita la Germania a mantenere lo stesso numero, oltretutto è il maggiore, dei rappresentanti nell'Europa? 99 erano e saranno! Egemonia?

Numero di abitanti

Va tenuto conto dell'avvenuto allargamento.

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