SAV

a5_chatillon.jpgL'autostrada Quincinetto-Aosta, dove purtroppo la nostra Regione ha solo il 28,72% del capitale sociale e dunque è soverchiante la presenza del privato, offre sempre dati interessanti.
Anzitutto per le implicazioni sociologiche. Ad esempio colpisce la diminuzione tutto sommato lenta dei metodi di pagamento tradizionale (contanti dal 37,5% del 2005 al 32% dello scorso anno, mentre la Viacard scende nello stesso confronto dal 13,7% al 10,5%) a quelli più moderni (Telepass - nel medesimo raffronto - dal 41,9% al 48,9% e le carte di credito dal 6,9% all'8,6%). Oppure è interessante constatare una diminuzione dell'incidentalità e una stabilità del numero dei dipendenti, che passano dai 143 del 2004 ai 137 dello scorso anno.
I pedaggi, notoriamente carissimi, fruttano nel 2008 una cifra di 45.280.000 euro a fronte di un leggero calo di traffico, ma l'indebitamento della società - specie per i costi dello svincolo realizzato verso il Gran San Bernardo - resta da capogiro e anche per questo resta al palo la celebre e attesa riqualificazione del nodo collegato all'uscita di Châtillon.

Commenti

Châtillon...

L'uscita di Châtillon la vedo perfetta così com'è...

Si vede...

che abiti ad Aosta...

Cos'ha...

che non va l'uscita a Châtillon?

Si prevede...

una rotonda all'uscita e di mettere in ordine il pericoloso sistema viario, dove è grande tra l'altro - con entrate ed uscite all'area di servizio - il rischio di inversione di marcia.
Vi è poi il rifacimento proprio dell'area di servizio, oggettivamente orrida.

Cara, ma...

mi sono sempre scandalizzato del costo della nostra autostrada. Ieri o l'altro ho visto una lettera, mi sembra su "La Stampa", in cui una utente si lamentava del costo del pedaggio.
Ma la riflessione sull'indebitamento con lo svincolo per la ss27 non la sapevo. Forse conoscendo bene le cose alcune considerazioni, di classica indignazione demagogica, andrebbero riviste.

Ricattati...

Da quanto mi hanno raccontato la costruzione del collegamento con la ss27, e quindi delle due gallerie, è stato un intervento economicamente scellerato per la "Sav", paragonabile ad un operaio con stipendio di mille euro che compra una "Lamborghini Murciélago" da 260mila euro facendo un mutuo di quarant'anni.
Insensato? No, se come succede il mutuo lo paghiamo noi con il pedaggio, e perché è cosi caro? Proprio perché dobbiamo pagargli il mutuo...
In Italia tutto è veramente possibile! Peccato che la Regione non intervenga e ci costringa a subire il ricatto.

Quell'opera...

venne inserita, per una logica costruttiva e non funzionale, nelle "Colombiadi" del 1992 (io ero deputato, unico unionista con una carica apicale) senza dirmi nulla e seguii agghiacciato le vicende di una casa che per spinte politiche non venne abbattuta, costringendo ad una variante, che elevò di 25 milioni di euro un'opera già spropositata per la "Sav", già appesantita da oneri di vecchi mutui in non so che valuta per la costruzione originaria.
I rincari tariffari periodici scontano dunque quella scelta da te brillantemente riassunta in una metafora.
Certi lavori importanti, penso all'illuminazione vecchia delle gallerie sull'asse autostradale, non arrivano per mancanza di risorse.
La Regione, partner di minoranza per il mancato acquisto delle azioni poste in vendita anni fa dai soci pubblici piemontesi, non ha titolo per liquidare i mutui e non potrebbe farlo se non di fronte ad un riassetto societario che mai e poi mai il socio privato (nel quadro del duopolio italiano sulle autostrade, accettato stolidamente dallo Stato, quando vendette l'argenteria di famiglia) potrebbe accogliere.

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