La moto...

la moto con di William ChallancinMi ha molto colpito la morte del giovane motociclista di Champdepraz in cima alla Mongiovetta e partecipo al dolore incolmabile della famiglia.
La dinamica è veramente impressionante e pone alcuni interrogativi sulla richiesta dei motociclisti di sostituire i guard-rail (letali per i centauri che rischiano, in determinate circostanze, la decapitazione) con i muretti "new jersey", che tuttavia, nel caso specifico, hanno fatto purtroppo da trampolino verso il precipizio.
Sarà che da ragazzo ho avuto un grave incidente in moto (all'epoca il casco non si portava!), ma devo dire che, specie nel fine settimana, assisto con apprensione ad una condotta piuttosto aggressiva di una parte dei motociclisti che sembrano talvolta essere inconsapevoli dei rischi enormi che ci sono a viaggiare sulle due ruote, specie quando la potenza invita alle alte velocità.
A memoria non ricordo una campagna specifica dedicata ai motociclisti e alle elementari regole di prudenza.

Commenti

Mongiovetta...

ma non si potrebbe fare una strada alternativa alla Mongiovetta?
Una galleria, per esempio...

Sei un interventista!

Fortuna che non sei Ministro dei Lavori pubblici, perché hai una logica costruttiva piuttosto spiccata.
Direi che l'autostrada, alla bisogna, è già l'itinerario che tu suggerisci. Per altro la Mongiovetta è una straordinaria realizzazione e la zona dell'incidente non è particolarmente pericolosa.

La moto...

E' un fatto notorio che la velocità è la prima causa di tanti incidenti automobilistici e motociclistici che provocano morte e gravissime disabilità non solo a chi guida o è trasportato ma anche a tanti poveri cristi che hanno l'unica colpa di essere lì al momento sbagliato.
Purtroppo pochi di noi hanno questa consapevolezza e ci sentiamo molto furbi quando "freghiamo" i controlli. Con la moto poi il problema è ancora più grave per ovvie ragioni di scarso equilibrio.
Nonostante ciò andiamo forte e spesso viviamo i limiti non come una tutela della nostra incolumità ma come una ingiusta privazione della nostra libertà, senza neppure considerare che di questa presunta libertà spesso ne sono vittima terzi inconsapevoli.
Io credo che l'unica soluzione al problema sia la severità.
Anni fa, durante un viaggio in America, nello Utah, percorrendo delle strade enormi (4 corsie) quasi deserte (un camion ogni dieci minuti) ho oltrepassato di poco il limite di velocità previsto (credo fossero 90 miglia). Dopo pochi chilometri sono stato fermato da una macchina di rangers che, con modi urbani, ma con il disprezzo dovuto per un seminatore di morte, mi hanno portato di filato davanti al giudice della Contea che mi ha rifilato una multa salatissima che, se non avessi pagato, mi avrebbe costretto a proseguire il viaggio in autostop.
Non ho più sgarrato e vi assicuro che in America è veramente difficile vedere macchine che non rispettano i limiti di velocità.
Del resto l'America è il paese che ha condannato Al Capone a venti anni di galera per evasione fiscale.
In Italia non si rispettano i limiti di velocità e ci sono tanti evasori perchè siamo un popolo di "furbi" che pensano di potersela sempre cavare. Solo una normativa più severa può limitare le morti sulla strada ed evitare che i soliti "furbi" danneggino con l'evasione i cittadini onesti.
Ma per chi votano i "furbi"?

Velocità...

Non conosco bene il tratto di strada dove ha purtroppo perso la vita il giovane di Champdepraz, mi piacerebbe che in futuro, onde evitare altre tristi morti ci fosse maggiore collaborazione tra le richieste dei motociclisti e le risposte di coloro che sono preposti a dare sicurezza sulle strade con un punto fermo essenziale per una corretta coabitazione stradale: no alla trasformazione della strade in piste da gara, il motociclista per primo deve sapere che non si gareggia come spesso - e Luciano lo ha ricordato - avviene in modo particolare durante i fine settimana.
Si avvicina il ponte pasquale e l'allarme rosso sta nuovamente per scattare. Buon senso da parte di tutti...

Parlo da motociclista,

adesso da scooterista, ma se apri i 170 km/h li fa tutti.
Diciamo che bisogna collegare il cervello sempre e se si è in moto ancora di più. E' normale che in moto si é più vulnerabili e sovente ci si trasforma in novelli Vale46 per cui si sottovaluta la pericolosità. Dall'altra si costruiscono moto sempre più potenti ed accattivanti con cui é veramente un problema andare piano, gli automobilisti non considerano le moto in nessuna maniera e molti motard sono dei veri co***ni. E' un po' una giungla ed ognuno di noi fa la sua parte.
Diciamo che ci vorrebbero un po' più controlli e multe un poì salate per calmare i bollenti spiriti. Ma controlli veri, del senso che se ti pesco a fare l'asino la moto la lasci e vai a casa a piedi. Dall'altra, rivedere i limiti che a volte sono anacronistici e messi a casaccio solo per fare incavolare gli utenti.
Questo incidente poi, è stato di una sfiga mostruosa, in un punto dove non c'è pericolo ma come si sa la sfiga è cieca...
Mi spiace veramente per l'accaduto anche perché conosco la famiglia.

Mettiamola così...

pensiamo, ogni volta che guidiamo un mezzo, principalmente egoisticamente (ci riesce meglio): saremmo stra-fortunati se il terminal fosse la nostra esistenza mentre potremmo rimanere intrappolati nel nostro guscio di corpo magari anche coscienti.
Leggetevi la vita di Jona, non è successo per ugual motivo ma il risultato è lo stesso.
Purtroppo ci troviamo di fronte a mezzi sempre più potenti, e l'ebrezza della velocità molto coinvolgente.
Nell'elenco inserirei anche le bici, gli sci...
Profonde condoglianze ai famigliari.

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