Pregiudizi

stambecco_pino.jpgSto frequentando il corso per diventare cacciatore (un giorno ne spiegherò bene il perché) e, per lavoro, ho visionato in questi giorni un filmato sul Gran Paradiso andato in onda su TF1.
Il mondo degli animali selvatici (utilizzo ancora una foto di Mauro Borbey, cantore della nostra natura) è sempre più numeroso e con ritorni importanti come il lupo ed è un mondo parallelo, spesso più vicino di quel che crediamo.
Ascoltare i cacciatori-docenti conferma la stupidità dei pregiudizi verso i cacciatori, dipinti facilmente come orchi fuori dal tempo. Ed invece ti accorgi di come attingano ad una cultura antica che racconta caratteristiche e vita degli animali con impareggiabile competenza e destrezza.
Dirlo immagino che risulti "politicamente scorretto"...

Commenti

Cacciatori...

effettivamente chi non è dentro alla materia ragiona per sentito dire.
Ci si immagina che il cacciatore quando è in vena parta e prenda tutto quello che gli passa a tiro. Invece prima di poter sparare ad un animale si devono fare i censimenti (svolgendo in tal modo una azione di controllo sulla fauna locale), scegliere la preda adatta... quando l'hai presa segnalare sul libretto dove, come, quando e con chi, andare alla forestale a fare la denuncia...
Poi tu lo saprai raccontare meglio di me vivendo in prima persona la procedura, ma non è così scontata come si può credere.

In effetti...

i paletti dell'attività venatoria sono seri e stringenti e noto una consapevolezza della gran parte dei cacciatori.

E...

come sono finite le chiacchiere sulla caccia dello stambecco?
Ve n'è una marea, si potrebbe fare.

Problema...

C'è stata una sentenza della Corte Costituzionale, avversa alla Provincia di Bolzano, che indica ormai la via corretta per farlo.
Bisogna lavorarci intensamente, come spero si stia facendo. Un prelievo ragionevole sarebbe ormai auspicabile.

Storicamente...

nel tempo che fu quasi tutti gli abitanti delle nostre valli erano cacciatori: mio nonno e parenti vari fino agli anni '50 cacciavano regolarmente per cibarsi di carne buona e fresca.
Col passare degli anni sono aumentati i non cacciatori così, per forza democratica sono diminuite le possibilità di cacciare e sono aumentate le regole, per fortuna è diminuita anche la necessità alimentare. Ma le regole attuali mi sembrano a dir poco molto complicate: si è confusa una attività tradizionale dell'uomo con uno sport, ma sport la caccia non è.
Io non sono cacciatore (ne lo diventerò) ma ho parenti e conoscenti che lo sono e sono i primi a difendere l'esistenza e la diffusione delle loro prede. Penso che i cacciatori siano un bene prezioso per la comunità e per gli animali stessi, in modo che, con un po' di selezione, rimangono una parte integrata nel territorio montano. D'altronde la caccia è sempre esistita e il rapporto uomo, animali, vegetali c'è sempre stato e sono gli equilibri di questo rapporto che penso si vogliano mantenere, sia con la regolamentazione della caccia che con la regolamentazione dello sfruttamento delle risorse in generale, ma non bisogna esagerare con le regole.

Oggi...

direi che la legislazione è equilibrata e contempera regole e libertà.
Nessuno ovviamente caccia più per bisogno alimentare, ma giustamente non molto tempo è passato da quando ciò avveniva.

Certo...

che siete strani voi cacciatori,
ammirate e rispettate, però mirate e sparate alle vostre prede.

Io per adesso...

non ho sparato un colpo...

Aspettiamo...

le sue impressioni quando ciò avverrà.
Ho degli amici che raccontano sovente le loro battute di caccia, il fascino della ricerca, del silenzio in cui si ritrovano, dello spettacolo nell'incontro con la preda e della sua bellezza, anche del dispiacere nello sparo...

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