Soldi veri!

marcegaglia_berlusconi.jpgImmagino che nelle prossime ore lo scontro fra Confindustria (Emma Marcegaglia) e Governo (Silvio Berlusconi) si risolverà con un "volemose bene".
Ma i fatti restano: la crisi incombe, specie nel settore industriale e per ora le misure di contrasto restano fragili. Un esempio fra tutti riguarda le misure per elettrodomestici e mobili. Per usufruirne, guida alla mano, bisogna essere Pico della Mirandola nello zig zag burocratico. E per l'auto i paletti restringono i vantaggi.
Ora appaiono all'orizzonte le misure liberalizzatrici nel settore delle costruzioni con annunci di deregulation che stupiscono, perché paiono in contrasto con i delicati equilibri di competenze fra Comune e Regione con la riapparizione miracolistica dello Stato.
Speriamo davvero che l'economia riparta.

Commenti

Burocrazia...

tutte le volte che c'è un incentivo o un contributo bisogna fare i conti con una burocrazia immensa. Questa burocrazia ha come scopo di bloccare i "furbetti" ma penso che molte volte non riesca e faccia solo faticare inutilmente gli onesti aventi diritto.

Il burocrate...

con grande soddisfazione del suo ruolo, è spesso un complicatore degli affari semplici.

Oggi...

il Cavaliere è al Quirinale dal Capo dello Stato per presentare il decreto che il Consiglio dei Ministri varerà venerdì. Nel pomeriggio vedrà Lady Emma. Nelle prossime ore ne sapremo di più, anche se la situazione appare al quanto nebulosa.

Tv francesi...

ciao,
adesso che sei di nuovo in Rai, si accelererà l'iter per passare le televisioni francesi-svizzere sul dtt?
tf1- f2 - f3 - f5 - m6 - tsr1 - tsr2 - rsiLA1 - rsiLA2 - sf1 - sf2

Non mi compete...

ed i ruoli, come le discussioni, non vanno mischiati.
Scrivimi e ti dico.

Luciano...

se non sbaglio ieri eri a Roma per una audizione alla Camera dei Deputati assieme alla delegazione italiana del "Comitato delle Regioni": ci puoi dire che aria si respira nella Capitale, dal punto di vista politico?
Ho il sentore di un clima teso e chi ha visto ieri sera "Ballarò" ne ha avuto piena conferma.

Lo faccio volentieri...

e devo dire che ne ho anche parlato con il deputato Roberto Nicco, perché trovo giusto che quando si scende a Roma - in particolare nella Camera di appartenenza - si incontrino i parlamentari valdostani, anche quando - come Nicco - non fanno parte del mio medesimo schieramento.
Ci tengo a fare questa premessa, ritenendo che già essendo in pochi dobbiamo avere fra di noi rispetto istituzionale e coinvolgimento nella considerazione dei ruoli reciproci, altrimenti salta quel bon ton che deve caratterizzare i rapporti e la battaglia comune in difesa dell'Autonomia in tempi che paiono grami.
Cosa mi ha colpito, avendo vissuto dai 28 ai 41 anni a Montecitorio? Direi in breve un forte senso di inutilità: il Parlamento, sepolto dai decreti-legge e dai voti di fiducia, assomiglia sempre più ad una caricatura della democrazia parlamentare e questo rischia di trasformare il Parlamento in un... "parlamento", dove si parla ma non si decide mai, perché si decide altrove.
Questo è il problema del parlamentarismo: o le assemblee sono realmente il contraltare del potere esecutivo, nel rispetto dei ruoli istituzionali e anche naturalmente dei tempi di decisione per evitare che i problemi marciscano oppure si va verso un'intollerabile semplificazione a tutti i livelli.
Questo ho percepito.

Dialogo...

In questa fase dove il "modello Valle d'Aosta" è pesantemente messo in discussione, il dialogo, la collaborazione e la coesione tra gli "attori" istituzionali della Valle deve essere basilare, al di sopra di qualsiasi credo o appartenenza politica.
L'interesse è uno solo e va difeso unitariamente.

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