Legge sulla montagna

nivolet.jpgHo ripresentato in Consiglio Valle, con alcune migliorie, la proposta di legge definita nel titolo "Disposizioni per lo sviluppo e la tutela della montagna".
La considero come il coronamento di tanti anni di attività e di di una lista interminabile di dibattiti e convegni. Lo sforzo è quello, facendo una classificazione nuova e originale con Comuni di montagna e di alta montagna, di mettere una parola fine al cuore del problema: la situazione italiana vede ancora classificate come montagna aree pedemontane, collinari o costiere.
Una stortura intollerabile che ridicolizza la richiesta di una politica specifica per la montagna, resa maggiormente perseguibile con il "Trattato di Lisbona".
Troppa montagna, nessuna montagna.

Commenti

Ho letto.

Ho letto la proposta di legge statale. Così approvata darebbe molto potere di rilancio, perché considerata risorsa, alla particolarità montana.
Soprattutto sapendo se il territorio può essere classificato montano. Mi permetto di fare delle domande: il ruolo del Comune, centrale, porterebbe alla nascita di nuove figure o di ampliamento di competenze comunali?
Da noi, sarebbe demandato al consiglio dei sindaci in seno alla Comunità di appartenenza?
Le risorse economiche verrebbero erogate in deroga al "federalismo fiscale" quindi ripartite come particolari?
Le "Speciali" come si rapporterebbero con queste risorse?
Questa legge entrerebbe a far parte integrante della revisione dello Statuto VdA?

Distinzione...

Questa proposta si inserisce, in modo altruista, in materie che nel nostro caso noi possiamo normare per conto nostro, come l'ordinamento degli enti locali o la finanza locale. La classificazione nuova e stringente ci interessa per riflessi quali la politica europea (deroghe alla concorrenza) o nazionale (poste, telecomunicazioni).
La Valle ha avuto forme autonomistiche nelle diverse epoche perché territorio montano: essere minoranza linguistica nasce solo 150 anni fa. Mentre il decreto luogotenziale del 1945 cita il problema geografico, lo Statuto non lo esplicita se non nelle materie, come acque, scuole di sci, consorterie...

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