Far girare le pale

pale_eoliche.jpgIn una giornata ventosa come quella di oggi vien naturale pensarci: «ma come siamo messi con l'eolico in Valle d'Aosta?»
Oltretutto ho notato che al confine con la Valle, nel Canavese, sono state montate due pale di media grandezza.
Gli impianti più impressionanti li ho visti dall'elicottero sulle coste della Galizia e direttamente sul mare atterrando in Danimarca. Da noi, invece, nulla.
Già molto tempo fa i tecnici mi avevano spiegato che il nostro vento - tranne in una ridotta zona di Châtillon - non va bene per sfruttare l'eolico non avendo continuità. E' bene rassegnarsi dunque con grande delusione dei brasseurs d'affaires del vento che stanno battendo tutti i Comuni della Valle e che stanno montando pale, anche inutili e talvolta terribilmente impattanti, in tutta Italia.

Commenti

Ero al corrente...

delle prove che si stanno effettuando nella zona di Verrès ed appunto il vento è incostante per cui non sfruttabile, però anche se non continuo si può comunque sfruttare per alcuni momenti della giornata e l'energia essere accumulata.
Non sono un tecnico per cui probabilmente dico delle sciocchezze, ma tamponare con un po' di energia "pulita" anche solo per poco tempo non è una brutta idea!

Hai ragione...

anche a Verrès - dove il vento non manca e ci si abitua ben presto a conviverci, come mi è capitato sin dalla più tenera età - stanno facendo delle prove: il problema del vento a raffiche sta nell'improduttivo utilizzo dell'impianto.

Proposta.

Visto che il vento è incostante, propongo di adottare la soluzione raccomandata da questo link.
Sono certo che Luciano ne sarà promotore in Consiglio.

Mica male!

Altro che le centrali nucleari!

Allora quando...

fammi saperne quando ne parlerai in Consiglio, gradirei esserci in piccionaia.

Mmmhhh...

non male come idea e si potrebbe adottare su vetture a pedali...
Farebbe bene al portafoglio ed al fisico.

Come Fred Flinstone...

e in autostrada apriremo la barriera al grido "Yabbadabbaduuuuu!"

P.s.: Lucien, scusa... uso privato del "tuo" mezzo, ma non ho resistito... ;-)

Io mi compro...

un Tirannosauro Rex!

Viva l'eolico...

Per una volta che c'è la possibilità di sfruttare energia pulita a costi accettabili, ci deve essere subito qualche tecnico che dice che forse non c'è abbastanza vento ed altro.
Ma non si può interpellare qualche altro tecnico per confrontare le tesi?
E poi chi se ne frega dell'impatto ambientale che è solo visivo e non inquinante di fronte ad una energia rinnovabile in eterno.
Anche i pannelli solari non sono il massimo della bellezza, eppure li stanno montando ovunque.

Anche io...

sono affascinata da questa fonte rinnovabile.
Ho visitato parchi eolici in Spagna ed a Tenerife, li ho trovati affascinanti. Però erano tutti in riva al mare, e qui abbiamo solo la Dora...
Però vuoi dire che il vento che tutti i giorni si leva puntuale alle 11 nel fondovalle o quello che soffia in cima alle nostre montagne non è sufficiente a far girare quelle grosse pale?

Secondo...

gli studi indipendenti è così.

Comunque...

anche se le condizioni non sono le migliori per produrre in continuità, un piccolo impiantino casalingo andrebbe bene lo stesso.
Penso che molti pareri negativi derivino più da pressioni di qualche industria produttrice o importatrice che da pareri tecnici.

Come capirai...

l'interesse dei venditori semmai è l'inverso.

Dunque...

in questo specifico momento, per motivi di "quasi vero" giornalismo, sto raccogliendo dati sui carburanti per autotrazione non "convenzionali", cosiddetti Biocarburanti. Cercando fonti, è quasi inevitabile, incappare in siti o forum che si occupano di energie alternative. Una cosa è certa: se non sei attento ti "prendono in braccio". Opinione comune è quella che non ovunque si ha la stessa resa e, spesso, non conviene installare impianti. Si contestano, in particolare, gli studi di fattibilità di alcune aziende, a meno che non ti educano sulle effettive produzioni di corrente. Per dovere di cronaca, devo anche citare che esistono persone, che metterebbe un impianto solare o eolico a prescindere dai costi/benefici. Comunque il problema di fondo è, come sempre, un difetto di comunicazione. Non basta uno spot dove è tutto verde, luminoso e responsabile: l'alternativo non sempre paga o, se paga, potrebbe farlo poco. E lo scrivo da assertore che esista una concreta alternativa al petrolio.

E' logico...

che bisogna valutare costi/benefici, è un po' la storia che si è propagandato l'olio di colza per autotrazione ma poi si è scoperto (?) che si impoveriva il suolo e si ipotecavano spazi di ettari per poi far andare avanti macchine.
Ed il suolo non ce lo restituisce nessuno una volta che l'abbiamo messo "ko".
Hai ragione, bisogna vedere la notizia come ci propinata e poi metterci in testa che non è tutto oro ciò che luccica, ma certi esperti pigliano lucciole per lanterne!

Le soluzioni sono più semplici di quanto appaiano...

Il discorso dell'olio di colza è una questione "populista", tirata fuori da Grillo nella suoi spettacoli demagogici che creano confusione e rabbia gratuita.
Ci vuole un'auto modificata apposta per farla alimentare ad olio di colza che, in ogni caso, non costerà mai come l'olio per friggere visto che lo Stato chiede comunque il pagamento dell'accisa sui carburanti per autotrazione. Un po' lo stesso discorso del "diesel agricolo" da quello "normale".
In realtà, se si vuole risparmiare veramente e dare un po' di "respiro" all'ambiente, la soluzione più semplice c'è già: il gpl!
Gli impianti attuali hanno una resa, in termini di prestazioni, completamente identica a quella della benzina: l'unico limite è che in Valle ci sono solo due distributori ed in Italia c'è una norma idiota che limita l'installazione di nuovi impianti a spazi enormi. In centro ad Aosta è impossibile sperare in un nuovo distributore, auspiucavo in quello rinnovato in viale Partigiani (sì proprio davanti l'Union) ma non ci sarà... considerate la complicazione del ridicolo obbligo di non autorizzare il selfservice, ma il risparmio fa sopportare anche questo.
In Francia, dove in autostrada c'é un distributore gpl ogni due, e dove te lo devi fare da solo, questi problemi non ci sono. L'ultimo pieno, fatto a Pollein, mi è costato 22 euro e ci faccio 400 km. La stessa distanza, a benzina, con i buoni, me ne costa 28, senza 55...
Il metano, inesistente in Valle se non nei capannoni "Svap" è un po' meno prestante, ma ottimo per il servizio pubblico: poco più di un anno fa diversi bus di Aosta sono stati sostituiti con dei nuovi a metano ed il cambiamento si sente... peccato per chi si ostina ad utilizzare i vecchi diesel, le auto "euro zero" ed gli "Ape" ed i motorini vecchi... loro sì che inquinano troppo!
Comunque in questo periodo il gpl lo "regalano" un po' tutti e, a conti fatti, si risparmia e si inquina di meno. Considerate che si tratta poi di auto a doppia alimentazione e quindi, quando finisce il gpl si può andare a benzina...

A parte...

la questione della colza e delle zone agricole depauperate (basta leggere bibliografia) che è realtà, il gpl sta prendendo la stessa piega che ha preso il diesel.
Non viene mai dato niente per niente e di solito quando si spinge troppo un prodotto, poi c'è la sorpresa. Vedi la campagna per allacciarsi al metano nelle abitazioni, dopo un po' il prezzo è salito di brutto, hanno spinto all'acquisto di auto a gasolio e poi hanno portato il prezzo al pari della benzina, mi sa che accadrà la stessa cosa con il gpl.
Per l'utilizzo delle vecchie auto puzzolenti ed inquinanti, beh, ci sono le revisioni che dovrebbero stoppare certi catorci, ma basta guardarsi in giro e ti viene da pensare che anche queste revisioni sono solo una gabella imposta e senza reale valore tecnico.

Attenzione!

Non sono per niente favorevole all'utilizzo dei biocarburanti, Luigi: con la fame che c'è, il rischio che si decida di convertire a colza tutto il coltivabile potrebbe portare ad un pericoloso impoverimento delle risorse agricole.
Sì, certo, si potrebbero studiare delle norme di tutela che, come noi italiani sappiamo fare bene, verrebbero subito aggirate o, in alternativa, ricadrebbero sulle nostre tasche. Se poi mi trovi un "modificatore" di auto per farle andare ad olio di colza, con la garanzia che non ti ritrovi dopo 10mila chilometri a cambiare mezzo motore...
Ad subire un aumento micidiale, in questi ultimi anni, è stato il *metano* non certo il gpl che, nel 1990 costava 575 lire al litro, nel 1994 è salito a 1.020 ed attualmente costa 0.67 euro al litro (1297,30 lire). Il prezzo del gpl è già basso di suo, fluttua all'inizio dell'inverno per la grande richiesta e poi si abbassa. L'accisa è già equiparata alla benzina o al gasolio quindi, ipotizzando anche un aumento a 75 centesimi al litro, (prezzo del gpl a Parigi, ad esempio) rimane sempre un bel risparmio, oltre, ribadisco, ad inquinare veramente poco, il che rappresenta un bel vantaggio.
Ribadisco comunque che le auto a gpl (come quelle a metano o quelle ibride, che però sono molto costose) sono a doppia alimentazione: se vuoi, premi un pulsante e si può andare (anche) a benzina.

Il bello...

è che basterebbe eliminare tutte le accise "provvisorie" che gravano sulla benzina.
Per inciso non sono favorevole neanche io ai biocarburanti.

Mi sembrate...

preparatissimi: osservo solo che ci sono Paesi come il Brasile dove i biocarburanti sono radicati da decenni; osservo poi i gravi ritardi che ci sono in Valle per la realizzazione dell'impianto pubblico di metano.

Il nostro problema...

Come scrive Luciano, in Brasile, già all'epoca della "147" (la nostra "127"), usavano e usano il biocarburante.
Solo che l'alcool, come lo chiamano loro, ha bisogno di temperature che noi non abbiamo. Infatti noi usiamo miscele al 15% e al 5% di benzina, restante etanolo.
Quale il problema da noi? Estensione territoriale da dedicare alla coltivazione di vegetali che diano etanolo. L'aspetto si nasconde in scelte che dovrebbero essere strategiche, vista la quantità di automobili che circola. Il problema dell'impoverimento del suolo si pone, ma si dovrebbe porre anche per le coltivazioni del tabacco (il monopolio di Stato lo rende esente?).
Per quanto mi riguarda, si dovrebbe fare un vero piano energetico che abbracci tutte queste problematiche. Innanzitutto darebbero indotto (cosa che di questi tempi farebbe piacere) e soprattutto ci metterebbe al riparo da problemi futuri. Ad una domanda non voglio rispondere, risulterei facilmente populista, perché l'Italia non ha un piano energetico sul suo territorio e si preoccupa di fare accordi pluriennali di fornitura con e dall'estero?

I piani...

esistono e somigliano ai piani pluriennali della defunta Unione Sovietica...

Dai rispondi...

nessuno punta il dito su nessuno, è una chiacchierata e sentire il punto di vista degli altri è importante.
E' vero del Brasile ma pensa che da noi all'impoverimento del suolo contribuiscono anche gli allevamenti bovini di grandi regioni (es. Emilia) in quanto si destinano grandi superfici alle foraggere dedicando loro un sacco di acqua per produrre erba che serve ad ingrassare vacche che alla fine producono poco (carne e latte).
E di questo non se ne parla mai.
Diciamo che si potrebbe, tutti insieme, contribuire un po' di più al benessere di tutti noi e di quello del pianeta con piccole modifiche alle nostre abitudini... ma si sa che l'uomo è egoista e pensa prima a se e poi, se c'è tempo al resto, senza capire che la vita è una ruota che gira e prima o poi "il resto" saremo noi stessi.

Mi esprimo.

Io credo che un piano energetico dovrebbe "coinvolgere" le lobby petrolifere per entrare nel gioco della diversificazione.
E non essere dalla loro parte rallentando, anche in modo subdolo, la necessaria evoluzione. Non raccontiamocela: i petrolieri hanno i soldi per fare (e rallentare) le sperimentazioni dell'alternativo. La definizione che ha dato Luciano mi ricorda un meccanismo farraginoso, pieno di passaggi obbligati, e pochi, lontani, risultati. O meglio, dati da analizzare.
Che fa tanto fine.

Autarchia

il piano energetico nazionale è un libro dei sogni, credo che - in modo forse autarchico, per usare un termine sgradevole - sia bene ragionare sempre più sul nostro, esistente ma da aggiornare, piano energetico regionale.

Energy saving

Fino all'anno scorso il metano da riscaldamento costava la metà del gasolio.
Ora che se ne sono accorti costa più o meno la stessa cifra. Quando tutte le auto d'Italia andranno a gpl e lo Stato si accorgerà di non incassare più un cavolo di nulla ne aumenterà gradualmente le accise fino a portarle pari alla benzina e saremo di nuovo da capo.
L'unica è sperare nell'evoluzione delle auto elettriche però con maggiore autonomia di quelle attuali, petrolieri ed altre lobby permettendo.

Chissà perché queste resistenze!

Le tasse sul gpl sono il 41 per cento circa sul prezzo totale, mentre quelle sulla benzina sono del 52 per cento. Il gpl si usa abitualmente per riscaldarsi ed è ampiamente usato da decenni e lo Stato, finché non finisce il fondo, concede un contributo all'acquisto di auto nuove a gpl tra i 1.500 ed i duemila euro, ma anche 350 euro per chi, con un veicolo di max due anni, decide di trasformarlo (costa tra gli 800 ed i 1.200 euro).
Mettiamo anche che lo Stato decida di alzare le accise fino ad arrivare alla stessa percentuale della benzina: ok, da 670 centesimi passiamo a 750 centesimi... la convenienza resta!
C'è la leggenda metropolitana (parzialmente vera per gli impianti più anziani) che vedrebbe un vistoso calo delle prestazioni e noi, maschietti italici, abbiamo bisogno di pensare che anche la nostra "Volvo" (:D) in fondo è una "Formula uno" ma vi posso garantire che, se ho fretta, vado anche di fretta, anche a gpl!
Per quanto riguarda le auto elettriche, fino ad un uso urbano, ed Aosta, da questo punto di vista, è ottimale un'auto come la "Toyota Prius" è molto, molto conveniente: in autostrada o in montagna i vantaggi vengono un po' meno perché oltre i cinquanta chilometri orari va solo il motore a benzina e quando si chiede "potenza" l'accelerazione la fa quest'ultimo. "Toyota" dichiara di vendere sottocosto la "Prius" che costa, a listino, 26mila euro, mentre la nuova "Honda Insight", che ha qualche furbizia tecnologica in più parte da 19mila euro.
Non so voi, ma io, finirò di pagare i 13mila della mia a gpl nel 2012...

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