Punto di passaggio

finestra.jpgChi vedrà "Sette anime" di Gabriele Muccino con Will Smith, oltre a vedere un film lento, involuto e tremendamente cupo, non potrà non riflettere sul punto di collegamento fra donazione degli organi e trapianti, che oggi coprono una vasta gamma di organi.
La questione è la morte cerebrale, regolata in Italia da una legislazione degli anni Novanta, che seguii a Montecitorio, e che si ispira a standard internazionali garantisti per i pazienti.
Eppure il tam tam sul rischio di trovare medici rapaci dall'espianto facile ha fatto diminuire i donatori e i trapianti e così migliaia di malati sono in lista d'attesa con il rischio di morire per stupidi pregiudizi.

Commenti

Christian Barnard

Un po' di tempo fa avevo visto un film documentario su Barnard che poneva l'accento proprio sulla difficoltà di stabilire il punto esatto di morte celebrale. La cosa aveva creato non pochi problemi allo sviluppo dei trapianti, soprattutto nello specifico di quello del cuore che era ancora considerato il metro di misura dell'"essere in vita di un uomo".
E' proprio triste che i pregiudizi a volte facciano proprio così tanto male.

Da quando ho raggiunto la maggiore età...

sono donatore organi come lo sono di midollo osseo. Nel mio intimo sono convinto che quando a me non serviranno più qualcun altro potrà giovarsene ed avere un'altra opportunità di proseguire ancora un po' di tempo a questo mondo.
Abbiamo avuto il più bel regalo che si possa avere, siamo padroni di una macchina pressoché perfetta, a costo zero ed a volte non sappiamo che farne o la disprezziamo. E' un regalo ed anche quando a noi non servirà più facciamo comunque fatica a privarci di qualche "pezzettino".
E' sano egoismo, posso capirlo, misto ad una paura che va oltre tutte le nostre paure, in più certe notizie terroristiche non fanno un gran bene alla donazione organi ma se un giorno i miei occhi serviranno a far rivedere la luce ad un altra persona, beh, sarò sempre più felice di avere fatto questa scelta.
Ciao.

La maggior parte della gente...

ragiona sotto la paura di perdere qualcosa e che, alla fine, è ciò che accadrà. Perdere la vita è un dato certo, per cui, perchè non perderla onorevolmente ed essere utili al prossimo?
Potremmo pensare, sempre egoisticamente, che il prossimo potremmo essere noi, quindi saremmo utili a noi stessi.

Plaudo a proposito del "caso Englaro"...

alla sentenza del Tar della Lombardia che dimostra, dopo la Cassazione, che viviamo in uno Stato di diritto, che non impone a nessuno una visione della vita derivante da una convinzione religiosa.
Convinzione - sia chiaro - legittima e tutelata dallo Stato medesimo per i cittadini che desiderino uniformarsi senza tuttavia la pretesa di imporsi su altre visioni, compresa quella derivante dal complesso delle leggi in vigore che sono il riferimento a garanzia di tutti.

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