Casa Savoia

emanuele_di_savoia.jpgL'approssimarsi dell'anniversario dell'Unità d'Italia servirà di certo per riflettere sul rapporto millenario fra Valle d'Aosta e Casa Savoia, uno dei tratti distintivi di secoli di storia.
I valdostani, malgrado questa lungo rapporto, votarono con chiarezza per la Repubblica, anche se - vicenda singolare - spettò al Luogotenente del Regno la firma sul decreto del 1945 che diede alla Valle d'Aosta la prima forma di autonomia del dopoguerra.
Oggi l'ipotetico erede Emanuele di Savoia, che qualche giornalista si ostina a chiamare Principe, torna in televisione in una trasmissione "Ballando con le stelle" nella quale, per fortuna, non dovrà parlare.

Commenti

Ricerca di visibile consenso

Sicuramente, dalla sua ampia famiglia, avrà avuto la stessa benedizione ricevuta per la pubblicità delle olive...
Che sia il preludio di altro? Un modo per "sembrare" uno dei tanti: semplice, anche se principe...
Una cosa certa: ballando si cade!
Diventerà un principe, non azzurro, blu! :-)

Se non sbaglio...

il Principino - mio coscritto! - punta alla candidatura alle elezioni europee - non precisando in quale schieramento, ammesso che ve ne sia uno disponibile - quindi l'apparizione al varietà della Carlucci può essere un primo passo - di danza - per poi passare al comizio elettorale dove purtroppo, caro Luciano, dovrà pur dire qualcosa!
Ironia a parte, trovo che si dovrà analizzare il ruolo storico che Casa Savoia - con meriti, demeriti, errori - ha avuto nella storia del nostro Paese, anche e sopratutto nei rapporti con la Valle d'Aosta e quanto avremmo potuto ottenere se il Referendum costituzionale l'avesse vinto la monarchia.

Bravo il principino...

mi ricordo alcune scene in cui doveva tenere a bada il padre.
Cambiando discorso: l'aeroporto.
Io sono per il miglioramento però non si è pensato per esempio (credo) ad una linea alta velocità tra Aosta e Caselle. Provate a pensare Aosta-Caselle in mezz'ora e poi proseguimento per Torino: ci avremmo guadagnato tutti, sia turisti che pendolari. Due sole fermate intermedie Châtillon ed Ivrea: sarebbe come avere un aeroporto internazionale a due passi.

Boh...

credo francamente che una linea di questo genere - per altro i costi di un'alta velocità sarebbero stratosferici - con un'utenza ridotta, ammesso che si possa fare - e mi sfugge il vantaggio dei piemontesi che non credo cofinanzierebbero - conferma la bontà del "master plan" dell'aeroporto.
Miglioriamo, per uso ferroviario, l'attuale linea.

Bravo Luciano!

Miglioriamo questa linea (magari con fermata al "Miroir") e non vaneggiamo con l'alta velocità che non funziona neanche nel resto del nostro Paese.

Non ditemi...

che non sareste contenti di fare Torino - Aosta in almeno un'oretta...
Se così fosse lascerei volentieri a casa l'auto.

Continuiamo a sognare...

Tutti vorrebbero una linea ferroviaria efficiente ed un aeroporto funzionante, che domande!
Purtroppo però «i sogni son desideri...» e nei giorni scorsi, nel corso dell'incontro pubblico tenutosi a Palazzo regionale (si veda "La Stampa" di oggi), il presidente Rollandin ha annunciato che anche la "lunetta" (per chi preferisce "baffo" o passante ferroviario) di Chivasso - che avrebbe consentito di risparmiare una dozzina di minuti lungo la tratta Aosta-Torino - è a rischio.
Ci sono i soldi e anche la progettazione ma il comune di Chivasso si oppone.
Vippometro nuovamente in ribasso per il nostro presidente Rollandin: un'altra opera che finirà nel cassetto.

Tv e buoi degli schermi tuoi…

Ho sempre trovato presuntuoso essere convinti del fatto che la nostra sia l’unica forma di vita presente nell’Universo. In un’idea del genere, in effetti, è implicito il considerarsi i migliori. Eppure, se qualcuno là fuori esiste davvero, ed ha potere e tecnologie per sintonizzare la nostra televisione in questo periodo, è piuttosto difficile che si possa reputare inferiore alla razza umana.
Sulle reti Rai, lo spettacolo è quello delle danze catodiche di un rampollo reale che, sia detto senza disprezzo, ma con tanta onestà, non è esattamente il più riuscito della covata. Per carità, non che il padre, dal pedigree a base di Videopoker e Videoporke, offrisse chissà quali premesse, e quindi pretendere granché meglio era quantomeno fuori luogo, ma questo è un altro paio di maniche.
A questa gara al ribasso, Mediaset risponde con una doppietta storica, tale da far impallidire l’“uno-due” fulminante di Balboa. Prima, nello scorso finesettimana, l’evirazione del maestro Pregadio dall’edizione 2009 de “La Corrida”. Praticamente, un attentato all’unità nazionale, con Tapiro consegnato seduta stante da Staffelli all’attempato musicista. Poi, da stasera, la partenza della duecentocinquantesima sessione del “Grande Fratello”, confermatosi null’altro che il viatico più rapido verso il successo televisivo per un manipolo di nullafacenti in cerca d’autore, il cui slang romano fa apparire un letterato il “Libanese” del “Romanzo Criminale”.
Se qualcuno, come senz’altro penso, ricorderà un giovane Paolo Bonolis condurre la tv dei ragazzi (nel pomeriggio della Rai), o tante altre belle pagine di televisione italiana, non potrà che inorridire di fronte ad uno scempio del genere. Peraltro, abbandonarsi completamente al mercato dei format (peraltro saldamente in mano a società in cui affondano le radici, tramite cuginanze più o meno interessate, molti dirigenti delle reti stesse) e sacrificare la qualità, senza manco simulare una qualsivoglia resistenza, sull’altare dell’audience e dello share, non poteva che condurre a una situazione del genere. Sciagurato colpo di grazia, affidare le fasce cosiddette “minori” a personaggi quali Maria De Filippi, per cui Pavese è null’altro che l’ortografia sbagliata di una marca di biscotti. Roba da rimpiangere la prima messa in onda di “Anche i ricchi piangono”. Quantomeno, l’attenuante costituita dal fatto che arrivasse dall’Argentina ancora teneva.
Non bisogna stupirsene. Né rattristarsi del fatto che, venuti a contatto con la nostra tv, coloro che magari occupano una lontana porzione di spazio astrale, si facciano una sonora risata alle nostre spalle. L’unica speranza è che siano talmente superiori fisicamente da averne a sufficienza di un paio d’ore di sonno a notte. A quel punto, accendendo la televisione alle ore beate, rischierebbero di finire di fronte a ultime isole felici quali “La storia siamo noi”, o approfondimenti ben celati tra le pieghe recondite di palinsesti dai quali cola più grasso che dai rifiuti di una clinica di chirurgia estetica. Però, forse, a pensarci bene, è ancora più probabile che Roberto Pregadio ci ripensi e scelga di accettare la difficile convivenza con il maestro Tempera…

Bravo!

I tuoi sono "pezzi" da inquadrare!

Ciao Christian...

piacere di leggerti.
Mi domandavo: perché in questa tua disquisizione critica (che non dico che sia sbagliata) non metti anche la "cura"?
Grazie e ciao!

La cura...

...molte volte è soggettiva, Roberto.

Se ti viene un raffreddore, puoi provarci con l'omeopatia, con un'aspirina, oppure semplicemente aspettare che passi, stando a casa al caldo.

Però, se non sai che è raffreddore, non hai modo di valutare alcuna tra queste possibilità.

Analogamente, nella fattispecie, puoi, per esempio: spegnere la tv (o non comprarla affatto, risparmiando nell'unico modo legale sul canone); usarla come "monitor" per riguardare cose interessanti che registri negli orari da tregenda in cui vanno in onda; fregartene e raggiungere punte acute di onanismo televisivo, implorando quella gatta Silvestra di Giusi Ferreri di fare di te il suo Titti.

Mi rendo conto del fatto che sia più facile demolire che proporre, ma non è appunto detto che la cura sia universale, quindi tante volte mi limito a tratteggiare il problema. Dopodiché, a ognuno la strada maggiormente opportuna.

Buona giornata,
Christian

Sono d'accordo con te!

Ma visto che hai fatto una lucidissima analisi, con un dotte citazioni, mi sarebbe piaciuto leggere il tuo parere (forse suona meglio) se fossi uno che tiene le fila televisive.
Non volevo sembrarti spocchioso, probabilmente, come succede per le cose non cercate, ci sono riuscito benissimo.

Ma figurati...

...te l'ho già detto una volta, mi sembra, siamo qui per parlarne. Ognuno nello stile che gli è proprio e che preferisce (certo nel rispetto delle "linee guida" che tutti abbiamo sottoscritto registrandoci), per cui nessun problema.

Il mio parere... il mio parere è che mi piacerebbe tanto che la tv tornasse ad essere il "foyer" che era un tempo e non l'onnipresente nelle nostre case. Quando ho iniziato a veder spuntare televisori nelle camere da letto, o nelle stanzette dei bimbi, oltre che nei soggiorni, mi son detto che qualcosa stesse iniziando a non funzionare più a dovere. Anni dopo, forse avevo ragione (ma, occhio, non voglio che venga letta presunzione in queste parole).

La mia cura? Accendere la tv e guardarla tutti assieme nei momenti in cui è presumibilmente "buona" (vedi lo speciale su De André - anche se non tutto era da salvare) o, comunque, qualche tg e qualche programma di approfondimento. Lasciarla spenta in quelli in cui è "cattiva" (vedi prima puntata del Grande Fratello, o roba tipo "Most Shocking Videos"), recuperando in quei frangenti attività familiari ormai seppellite, ma di cui serbo un gustoso ricordo. Ad esempio, qual è stata l'ultima sera che la tv era spenta e hai giocato a carte (o a Risiko, o a qualsiasi altra cosa ti facesse piacere...) con i tuoi genitori, o con tua moglie?

Ok! Hai ragione non lo faccio più :-)

Io sono uno da "esplosione finale".
Mi spiego: accendo la tv talmente tardi che in genere c'è l'esplosione taumaturgica finale! Comunque le nostre scelte, avendo anche figli piccoli, sono molto mirate e spesso ci dedichiamo a giochi di società o letture che, sicuramente, traumatizzano di meno.
Io amo la radio, mi accompagna praticamente sempre.
In tv? Quando lo trovo, mi soffermo sul bianco e nero, salto a piè pari i programmi che si vedono attraverso il buco della serratura, studio "l'intrattenimento politico", la divulgazione scientifica (non tutta) e poi qualche cosa sui canali francesi...
Praticamente non sono un buon cliente!

Radio Days

Roberto,

>Io amo la radio, mi accompagna praticamente sempre.

Hai voglia di raccontarmi un po' cosa ascolti in particolare (anche in termini di emittenti)?
Condivido un amore incondizionato per quel media. Cercherò di trattenermi, però, altrimenti su questo rischio davvero un ban per flooding... :-)

Ciao,
Chris

Con piacere...

Dunque, al mattino presto Radio1 per i gr (nazionale e regionale), se sono in auto dopo le otto mi piace la sagacia del "Ruggito del coniglio". Se riesco ad avere dei contatti radiofonici (nell'andirivieni del lavoro) alterno un po' di filodiffusione rai (Internet) e un po' di politica discorsiva.
Un mio amico, quando sale in macchina, si arrabbia e tuona: «Togli 'sta radio da vecchi con tutta 'sta politica!!!»
De gustibus... Alla sera, al ritorno, ascolto "Zapping" tanto per farmi un po' di sangue cattivo e conoscere delle opinioni in più e poi Radio Montecarlo "MonteCarlo Nights"!!! (qui è come gustare un bun bicchiere d vino!!!)
Al sabato mi piace ascoltare "Fantasticamente": è una bella trasmissione che tratta di argomenti che si muovono tra la filosofia e la psicologia. Prettamente la domenica, Riondino e Vergassola con "Vasco de Gama" su Radio2.
Ma non sono cristallizzato su queste trasmissioni, amando le opinioni altrui mi soffermo anche su trasmissioni che faccio fatica (poi) a ritrovare.

Radio vecchia...

Roberto,
se quella è radio da vecchi, voglio essere rinchiuso in un ospizio all'istante.

Scherzi a parte, sono parecchio in linea con te. Ricordo ancor oggi quando tutti i miei compagni del "Manzetti" si abbandonavano, subito dopo pranzo, al caciarone "Deejay Time" di Albertino e company e io avevo già scoperto, con le lancette oltre le 22, "Montecarlo Nights" e Nick "The Night Fly".
Eh, eh... li guardavo come qualcuno che, con in mano un bicchiere di Arneis, osserva un manipolo di perdigiorno che brindano a Coca-Cola ;-)

Grazie per il racconto!

La radio

Troppa la tentazione di dire la mia! Mio papà mi raccontava di suo fratello Antonio che cercava la libertà ascoltando con una radio a galena Radio Londra e Radio Mosca.
Per me invece: a Pila - avrò avuto 5 anni - con una radio che era sulla finestra e ricordo tramonto bellissimi con il giornale radio che parlava del mondo; a Imperia - qualche anno dopo - radio che in onde medie dava conto di una radio "diversa" Radio Montecarlo; da adolescente una radiona con una specie di occhio verde con cui - in onde corte - sentivo radio Lussemburgo! La rivoluzione arrivò sulla Rai con Arbore e Boncompagni.
Poi la radio che ho fatto: da liceale Frequenza Modulabile con una banda di matti su Radio Saint-Vincent; Radio Reporter 93 di Torino il mio primo lavoro vero; la "Voix de la Vallée" che avevo ascoltato sin da piccolo mi ritrovai a farla dal 1980!

Alloro estendo il racconto...

Ho una passione per la radio che si estende alle radiotrasmissioni. Non da radioamatore perchè, volendolo fare in "legalità" (troppe cose da sapere e da fare per uno che ha il tempo contato), rimando sulla CB. Viaggio sempre con la mia radio accesa e tanti anni fa, specie d'estate, passavo le nottate sveglio, a modulare, con gente lontana e con la stessa passione. Internet ha un po' accoppato l'etere... ma che bello montare la tua antenna e riuscire a comunicare attraverso l'aria: ha un che di magico. Infatti il mio nome è Merlino!

Pensaci, Merlino...

...non esiste più la prova di telegrafia e l'esame per conseguire la Patente da radioamatore consiste, oggi, a seguito delle riforme introdotte dalle normative comunitarie, in una serie di quiz a risposta guidata e non più in un tema da sviluppare a cura del candidato. A detta di tutta la comunità amatoriale, non c'è paragone, a livello di maggior semplicità, con il passato.

Ciò detto, Luciano ha evocato un aspetto del mio vivere la radio che ho sempre vissuto come quelli portatori di massimo fascino, ovvero l'ascolto di emittenti a distanza in onde medie e corte. Però, diventerei noioso nel raccontare le ore passate a inseguire quella stazione brasiliana, o nell'aspettare lo spostarsi della "Greyline" sul Pacifico, per vedere se le stazioni di Guam e, qualche ora dopo, di Diego Garcia (anche se ce n'è una sola :-) ) fossero puntuali all'appuntamento.

Consiglio quindi, a tutti coloro che si nutrono di pane e radio, quello che considero uno dei blog italiani di riferimento, ovvero Radiopassioni, curato dal collega (segue le new technologies per il Corriere della Sera) Andrea Lawendel. Lo trovate qui, e vedrete che non vi deluderà.

Grazie!! Bel Blog!

Sapevo, a grandi linee, di queste novità e (un po' mi scoccia) della naftalina per il Morse. Non è detto che non lo faccia, spero però di dare prima altri esami (sono un po' attempato)!

Molto bello, ma in Valle la radio sta morendo...

io, da "gggiovane", tutti i giorni, facevo diversi chilometri in autostop per arrivare, dalla Valle d'Ayas e Sarre, dove c'era la storica sede di "Tele radio Valle d'Aosta", con i tecnici ancora con il camice bianco (mai capito il perché!).
Con gli anni ho assistito, purtroppo, ad un costante calo della qualità e dell'offerta radiofonica: non ci sono solo soldi, gli imprenditori hanno quasi tutti lasciato, colpa anche di una gestione sconsiderata, da parte di alcuni, del mercato pubblicitario, non ci sono "nuove leve", e stiamo scivolando verso un monopolio...
Nel nostro piccolo abbiamo creato e stiamo lavorando per un nuovo modo di fare radio, proponendo sul web quello che crediamo può essere interessante anche per chi non è direttamente legato alla Valle d'Aosta: non credevamo, ma c'è un grosso seguito, siamo costretti, sistematicamente, ad aumentare la "banda" ogni tre/quattro mesi perché gli ascoltatori salgono sempre...
Certo è che, fuori dai grandi gruppi editoriali e dal servizio pubblico, solo una grande passione riesce a sviluppare attività di questo tipo: economicamente, con il lavoro che, in qualche modo, ci siamo imposti di fare, offrendo buona musica e (spero) buona informazione, il gioco non vale la candela e, dal parte della Pubblica amministrazione, non c'è l'appoggio che, invece, viene concesso, "su misura", ai giornali, che sono venduti in edicola. La radio, così come il quotidiano on line, potete ascoltarla gratis e forse, non utilizzando carta, carburante per la distribuzione e corrente elettrica per gli impianti di diffusione, rappresenta il media più ecologico che ci sia...

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