Indipendenza energetica

pannelli_solari.jpgL'inverno quest'anno è tornato ad essere autorevole protagonista. Basta guardare fuori dalla finestra.
Duro colpo per chi dava per certo un cambiamento climatico con temperature più alte e poca neve a quote basse. E' vero però che bisognerà aspettare i prossimi inverni per capire.
Degli studi sul clima, resta la constatazione che in Valle si consuma troppo combustibile fossile legato ai capricci del mercato. Pensiamo al metano: la bega Russia-Ucraina potrebbe toccare migliaia di famiglie valdostane e centinaia di imprese e non a caso esiste un piano di emergenza regionale pronto per l'uso.
Ecco perché esiste un triangolo idroelettrico-solare-legno (cui aggiungere tecnologie utili come le pompe di calore e altro) che va considerato prioritario, assieme all'isolamento degli edifici, per avere una preziosa indipendenza energetica.

Commenti

In questo anno

ristrutturerò casa ed è già un po' che girovago in cerca di informazioni. Sicuramente, a breve, userò gli uffici regionali preposti per la gestione ottimale del risparmio energetico.

sarò materiale...

è una bellissima idea... certo!
in un periodo in cui è difficile sbarcare il lunario... sarebbe bello (incentivi a parte e meno male che ci sono... grazie) avere le palanche per farli, certi lavori...

Quel che è importante

è che a certi parametri si rifacciano tutte le nuove costruzioni. E soprattutto che il pubblico tenga conto di determinati parametri. Anni fa, con un amico architetto valdo-svizzero - esperto progettista con criteri energetici innovativi - visitammo alcune scuole della Valle, dove gli sprechi e i marchiani errori erano evidenti.

La prima scuola...

... ecocompatibile sarà a Pont-Saint-Martin, ai Prati Nuovi.

Politica energetica

Qualcuno mi può spiegare di quale politica energetica dispone il nostro Paese? A me sembra che quella dell'Italia sia una vera e propia politica di dipendenza... il gas, l'energia... vi ricordate la metà del territorio nazionale completamente al buio qualche anno fa?
Adesso si parla nuovamente di nucleare, dopo che un referendum costituzionale ne aveva decretato il non gradimento da parte del popolo sovrano. Siamo il paese della dipendenza, delle parole a vuoto e delle promesse non mantenute: sono curioso di vedere come andrà a finire la questione legata al ponte sullo stretto di Messina.
Chissà cosa ne pensano di questa povera Italia Cavour, Mazzini e Garibaldi!!!

Andrea, tu che proponi?

Di tornare allo schiavismo come ai tempi di Roma Imperiale?
Così, tanto per sapere.
Sarà bello vedere come l'umanità se la caverà quando finiranno i combustibili fossili, se riuscirà a breve a realizzare enormi centrali che sfruttino il solare e tutto il rinnovabile possibile.
Ma è tutto nelle mani di un destino globale, c'è una mano invisibile, sono processi naturali ingovernabili dal singolo, è una sommatoria del comportamento egoistico-economico di miliardi di persone che si comporteranno tutte nella stessa maniera come gocce d'acqua, perchè l'acqua va sempre nella stessa direzione, quella della convenienza economica.

Una politica locale...

nel nostro piccolo è possibile, sapendo che il quadro trascende ampliamente la nostra dimensione e le nostre decisioni, inserite necessariamente in un puzzle nazionale, europeo e mondiale che stenta ad affermarsi.

Cavour Mazzini e Garibaldi

Su Cavour Mazzini e Garibaldi stendiamo un velo pietoso, please.
Io sono italiano, ma questi cosiddetti patrioti hanno fatto i finocchi con il c**o degli altri, scusate l'espressione.
L'Italia è stata voluta da una minoranza di radical-chic a spese di una popolazione che non ha visto migliorare la sua vita da questa nuova Patria.
Se poi pensiamo alla gloriosa I^ guerra mondiale, mi è piaciuto Bruno Pizzul che ha ammesso caldamente che l'inno nazionale lo lascia freddo perchè tutto sommato suo nonno, sotto l'Impero Austro-Ungarico, ci viveva bene.
E con l'Unione europea abbiamo visto a cosa è servita quella guerra, a niente, ma i nostri ragazzi han perso la gioventù se non la vita tra quelle montagne.
A me la valdostanità con la nostra identità sradicata ha insegnato questo: che i nazionalismi sono delle gran ca**ate, e che anche l'identità è un gioco, alla fin fine, la valdostanità per me è stata l'anticamera del buddismo e della vacuità con l'eterna questione dell'identità negata, un dibattito mai sollevato altrove.
Io odio le radici perchè non sono un vegetale, allora perché sono unionista? Perché trovo giusto garantire il diritto di conservare le proprie radici a chi ci tiene, e sono unionista perchè l'union non mi impone di vivere legato a delle radici.
E questo dovrebbe dare fo**utamente fastidio ai nostri detrattori: un unionista che odia le radici :)

Per tornare sulle energie alternative...

poco tempo fa, nel mio paese, è stato inaugurato il nuovo polo tecnologico ed è stata rifatta, in parte, la copertura della piscina.
Mi aspettavo una bella esposizione di pannelli solari o fotovoltaici o che so io, invece niente o, per meglio dire, una misera porzione di pannelli sistemata in un angolo della piscina c'è, ma sinceramente non so a cosa possa servire vista la loro esiguità.
Dal "pubblico" mi aspettavo una forte spinta dimostrativa visto che al privato si obbliga per legge ad una serie infinita di regole e regoline per il risparmio.

Proprio ieri...

sentivo per radio che, grazie al mega prestito ottenuto dall'Italia, una parte sarà dedicata alle opere necessarie e accessorie all'edificazione del ponte.
Insomma, qualcosa si fa...

Energia...

Molto d'accordo sull'utilizzo di "tecnologie utili" al risparmio energetico.
Su questo rimango ancora stupito dalle mille pignolerie operate dagli uffici tecnici e commissioni edilizie dei vari Comuni, in occasioni di rilasci di licenze edilizie.
Sarebbe invece molto più utile, e costruttivo, dare degli indirizzi concreti, appunto sulle citate tecnologie.

Sono d'accordo

su ogni necessaria semplificazione!

Appunti...

Attenzione ai pannelli fotovoltaici: hanno ancora un bilancio energetico negativo, per la trasformazione del silicio si usa molta energia e quindi durante il ciclo di vita il bilancio energetico non riesce ad essere in attivo senza contributi (vanno bene quando i costi di allacciamento alla rete sono molto elevati o non vi è rete elettrica);
Molti comuni si stanno attivando con la produzione di energia idroelettrica, è un'ottima cosa. Già la Regione fa molto con la "Cva", per cui in Valle la situazione energetica complessiva è buona;
Una casa passiva, con l'uso delle varie tecnologie oggi a disposizione (alta coibentazione, geotermico, solare termico, ecc.), è possibile realizzarla, bisogna averne voglia e investire per il futuro ma complessivamente il bilancio, economico ed energetico, a medio termine sarà positivo.
Bisogna avere pazienza e l'opinione pubblica media prenderà coscienza del valore aggiunto di una casa ad alta efficienza energetica, un po' come oggi la maggior parte della gente concorda che in montagna si debba costruire in modo tradizionale (legno, pietra, contesto, lose, ecc.) e inserisce sempre un po' di coibentazione nei muri e nei tetti;
A livello politico, comunque, come si sta facendo, bisogna continuare a sensibilizzare ed incentivare il contenimento del consumo energetico al fine che sia un valore condiviso non solo nelle parole ma anche nei fatti.

E sì.

Il gap che, spesso (mai), non viene considerato e il costo della produzione e del futuro smaltimento di quello che oggi usiamo per risparmiare energia.
Sono rimasto colpito dalle lampadine a risparmio energetico! Per ora non si sa come smaltirle, se immesse in ambiente nell'indifferenziato liberano una caterva di sostanze estremamente tossiche e, soprattutto, se fosse possibile smaltirle in grande stile, il risparmio energetico accumulato con l'uso verrebbe vanificato dal consumo dell'impianto.
E' un terreno ancora difficile da sondare e capire a fondo.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2019 Luciano Caveri