Saldi Saldi Saldi

saldi_donna.jpgIeri a Torino i megaparcheggi sotterranei del centro erano saturi.
In un grande negozio di articoli sportivi a Grugliasco la folla assomigliava ad un'orda di cavallette. Testimonio, non più tardi dello scorso anno, che analogo impazzimento si registrerà a giorni a Parigi, dove in certi grandi magazzini si rischia la pelle se ci si trova nella calca del primo giorno.
I saldi esaltano, inferociscono, consolano e i verbi potrebbero sprecarsi nella definizione di questo fenomeno collettivo, che assume toni ancora diversi in tempo di crisi nel rapporto sadomaso fra commerciante piccolo o grande e il consumatore bramoso per necessità o sfizio.
Conosco sotto il profilo giuridico la materia e la legislazione, nella foga regolatrice, insegue le furbizie a tutela di consumatori e dei commercianti corretti. Ma c'è alla fine da chiedersi se, una volta chiarite le ipotesi di vendite speciali e straordinarie che mascherano scorrettezze o truffe, se non convenga davvero liberalizzare e che sia la logica del mercato e l'autodisciplina a sdrammatizzare i saldi.

Commenti

Liberalizzare.

In che termini?

Oggi

le leggi regionali fissano le date del periodo dei saldi e, nel caso della nostra legge, impediscono persino vendite speciali che mascherano l'anticipo dei saldi di fine stagione. Questo ruolo di coordinamento ormai più che alla legge spetterebbe al mercato e alla capacità di regolarsi dei commercianti.

Liberalizzazione.

Ma i commercianti la ritengono una necessità futura o preferiscono il preciso periodo frenetico? In fondo questa ressa da l'idea dell'affare e attira.

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