La montagna

cogne_valanga_dic_2008.jpgMai dimenticare quanto l'ambiente montano sia ostile e pericoloso. La Valle da questo punto di vista va ricordata per l'eccezionalità della sua altimetria, che consente di avere fauna e flora che spaziano dal Mediterraneo al Grande Nord: croce e delizia se pensiamo invece ai fenomeni atmosferici che possono essere estremi.
Le cronache di un tempo erano scritte da parroci, unici savants in molte vallate, che raccontavano di come valanghe, frane, inondazioni colpissero le loro comunità. Oggi sono i media ad amplificare gli avvenimenti ed è bene ricordare che la montagna non è buona o cattiva, è semplicemente Natura, cui l'uomo compartecipa.

Commenti

in effetti...

notizie come "neve killer" o "montagna assassina" non hanno nessun senso ma probabilmente fanno molto chic. La cattiva informazione ci sguazza ma più che altro alcuni giornalisti dovrebbero cambiare lavoro piuttosto che dire st*****te simili; quello che però continuo a non comprendere è, vista l'inflazione di esperti di qua e di là, come mai sotto le valanghe ultimamente ci finiscono solo loro.
Ci sono situazioni in cui è meglio stare a casa. Un mio amico con cui arrampico ogni tanto, mi dice che ci va più coraggio a rinunciare e tornare indietro, che a mettersi nelle "canne" e poi sperare che qualcuno venga a tirarci fuori.

Consiglio...

di leggere un articoletto dello scrittore Erri De Luca su Vanity Fair di questa settimana sul tema.

Primo Levi

chiamava la difficoltà estrema in montagna "assaggiare la pelle dell'orso". Ma parlava di rischio calcolato e intelligente, con la capacità di tornare indietro quando la natura è più forte di te.
I tanto criticati libretti didattici editi dalla Presidenza della Regione probabilmente hanno aiutato a ridurre i rischi più stupidi. A chi non è capitato di trovare ai limiti di un ghiacciaio un turista con le scarpette da struscio in Piazza Chanoux? E poi la colpa è della montagna, dei fiumi, del mare, del lago...

aggiungerei...

La montagna è natura e i fenomeni sono destino o provvidenza che a dir si voglia. Una valanga, una frana, molto spesso sono considerate sempre e comunque a causa di qualcuno. C'è una sorta di caccia al colpevole certo e sicuro. Soprattutto quando succedono le disgrazie non si riesce più accettare il fato o la provvidenza o il buon Dio. Si cerca sempre la colpa di un uomo, di un amministratore, di un addetto, di un responsabile, di uno che doveva prevedere il futuro e tutti i fenomeni nelle loro variegate sfaccettature.
Io penso che molte volte ci siano delle responsabilità, ma la montagna (in generale la natura) ha un suo modo di essere che non sempre è prevedibile dall'uomo.
Quando incarcereremo i meteorologi? Siamo così pieni di noi e della nostra tecnologia e progresso che siamo convinti che tutto sia prevedibile e programmabile, non solo in montagna ma in tutti gli atti della società.
Inoltre oggi molto spesso sono modelli matematici e statistici a prevedere e zonizzare i fenomeni, un tempo erano l'esperienza e l'intelligenza della gente del posto che determinavano governavano gli ambiti inedificabili.
Ancora oggi è sempre bene sentire qualche vecchio del posto se vuoi avere un'indicazione attendibile!

E' la presunzione...

dei nostri tempi. I metereologi li manderei a Valsavara a spalare insieme allo psicologo.

Spezzo una lancia...

a favore dei metereologi, le abbondanti nevicate erano previste...
Andrei a ritroso e mi chiedo se le abitazioni seriamente danneggiate sono state costruite in zone potenzialmente a rischio.

Caro Andrea,

in occasione dell'alluvione il bollettino meteo dava piovaschi sparsi...
Diciamo che, come dappertutto ci sono i meteorologi seri e quelli un po' più "fai da te".
Il servizio meteo della Valle è molto preciso ed attendibile (intendo quello dell'aeroporto) ed infatti le previsioni sono fatte su tre giorni, altri si sbilanciano oltre la settimana o dieci giorni, ed infatti sono un po' delle ciofeche!

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