Maso

maso_pietro.jpgMi scrive un lettore del sito, che vorrebbe parlarci della semilibertà a Pietro Maso, assassino dei genitori.
Ciò avviene nel giorno in cui il Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano annuncia che l'indulto ha esaurito l'effetto di svuotamento delle carceri.
Premessa per riparlare di amnistia?

Commenti

Va bene parliamo di amnistia.

Ma parliamone sul serio! Il percorso di un indulto o di una amnistia, in particolare per chi è recluso, dovrebbe essere preceduto da un percorso di inserimento in attività utili alla comunità. Basta fare regali, si deve praticare il do ut des. Si deve avere la possibile certezza (passatemi il termine) che non si rientri in carcere.

Indulto?

Per certi reati, vedi quello di Maso ma va bene anche quello di Minghella o di Delfino (altri casi noti di delitti) come anche il caso di certi brigatisti o di assassini che, con l'abile consiglio di avvocati difensori e di una certa schiera di psicologi e psichiatri , cammuffa un delitto premeditato come una cosa richiesta da una volontà superiore. E' troppo facile poi cercare di far compassione al mondo e chiedere il perdono. Alcuni assassini sono rimasti assassini ed alla prima occasione ne hanno di nuovo approfittato.
Se sbagli devi pagare e se ammazzi i genitori o la fidanzata o la prostituta di turno a sprangate, non meriti niente, devi stare in galera tutto il resto della vita, non avere una condanna a trent'anni e poi dopo una ventina uscire per lavorare. Che diritto ha una persona così di riscattarsi? Con quale diritto ha tolto la vita ad un'altra? Nessuno si pone mai dalla parte della vittima! Quale chance hanno lasciato queste bestie (mi scuso col genere animale) alle vittime! Ed i giudici che concedono questi "premi", ma non ce l'hanno una coscienza o pensano che a loro non potrebbe accadere un giorno di essere una vittima designata di qualche psicopatico ed allora vorrei sapere come giudicherebbero la richiesta di semilibertà a colui che un giorno, dicendo di "aver visto la Madonna", ha ammazzato la loro moglie o peggio ancora?.
Non si tratta di legge del taglione ma ad un certo punto, dobbiamo finirla di fare sempre i buonisti a tutti i costi perché se certi fatti toccano per sfortuna la nostra sfera famigliare penso che saremmo molto risoluti a giudicare in fretta.
Grazie dello spazio. saluti.

La certezza della pena

Quel che colpisce è il venir meno della certezza della pena. La detenzione è una condizione difficile ma è esattamente commisurata agli atti che sono stati compiuti. Laddove la ferocia si è scatenata è difficile pensare a "sconti", in altri casi pacificamente applicabili.

Carcerazione

Trovo semplicemente incredibile e vergognoso che assassini feroci vengano rimessi in libertà o semi libertà. Se vogliamo ancora credere nella giustizia, certe cose non devono succedere. Rafforzare il regime carcerario, niente sconti di pena, linea dura per chi uccide e maggior attenzione verso i casi di mala giustizia. Tragedie come quella di Enzo Tortora non devono più capitare.

Vero

Ma il sistema carcerario deve far comprendere l'atto compiuto. Altrimenti viene meno il principio della detenzione per la riabilitazione. Perchè è così che dovrebbe essere a termini di legge. Quando rinchiudo in galera una persona, che ha certamente dei problemi, e la lascio nel suo brodo, posso avere solo la certezza di una reiterazione dei reati alla sua uscita.
La certezza della pena: deve essere scontata in stabilimenti penali dove si sperimenta il lavoro e non si poltrisce inutilmente.
Nella fattispecie di Maso lavorerà presso una tv religiosa di Lodi. Spero a fare le pulizie.
Nel contempo non bisogna dimenticare che qualcuno ha realmente cambiato la sua vita in meglio e ora fa altro, inserito nella società.
Noi non siamo una grande realtà: al carcere di Brissogne vedono solo il sole a scacchi o fanno qualcosa per loro stessi?
E tutto questo lo scrivo senza applicare buonismo e tutto ciò che finisce in "ismo".

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