Tendenze

L'interesse di passare qualche giorno a Bruxelles, nel vortice della convegnistica degli Open Days, sta nella possibilità di "snasare" le tendenze.
A parte le emergenze dell'economia e le possibili deroghe al Patto di Stabilità per consentire interventismi statali, continuano ad essere in primo piano due temi in parte intrecciati fra loro: cambiamenti climatici e politica energetica.
Uno stand della Valle d'Aosta ha illustrato i lavori sull'arretramento dei ghiacciai, campanello di allarme, come la nebbia che scompare nel Nord Italia e la pioggia che compare meno in Belgio!

Commenti

ghiacciai

ma non arretrano periodicamente?

Vero, ma...

Il grande interrogativo è questo: fatto salvo il principio di mutevoli cambiamenti climatici che hanno colpito i ghiacciai nei millenni, l'attuale riscaldamento rientra nella normalità della vita della Terra o - come pare - sono i comportamenti umani a pesare sul breve ciclo attuale?

Alberto Grisero - Aosta

Effettivamente, il problema dei mutamenti climatici, a causa dell'inquinamento, è reale: abbiamo inverni meno nevosi di prima ma anche estati più calde e lunghe.
Non dimentichiamo che, la tragica alluvione del 2000, è stata causata proprio da questo.

E' inevitabile...

che il nostro comportamento incide.
Un piccolo esempio: alla fine della II guerra mondiale il fabbisogno energetico nazionale era soddisfatto dalle centrali idroelettriche presenti in Valle. I bisogni sono cresciuti, abbiamo innumerevoli emissioni in atmosfera che provocano l'innaturale innalzamento delle temperature. Mi rendo conto che i dati sono da analizzare ma che soprattutto sono dati scomodi.
Un mio carissimo amico milanese, dottorando di ricerca in un laboratorio di scienze ambientali presso il SETAC, nel mese di maggio era accreditato al convegno internazionale, svoltosi a Varsavia, della sezione europea della Società di Chimica e Tossicologia Ambientale e così mi ha scritto parlandomi del suo progetto: «L'impressione che voglio portarti è quella della complessità dello studio di tutti quei fattori che sono causa di stress per l'ambiente, che possono avere ripercussione sia a scala locale che globale. Spesso e volentieri, è difficile avere la percezione dei fenomeni che determinano i molti aspetti di quello che comunemente viene chiamato inquinamento. Per fare un esempio, fino a 20-25 anni fa non si aveva una chiara idea che determinati inquinanti potessero subire un trasporto verso i poli, ora se ne sà di più, e tanto c'è ancora da sapere. Cosa può essere importante allora? Non solo sensibilizzare all'uso ragionato e coscienzioso dell'energia e della materia, ma indirizzarlo con precise scelte politiche e produttive».
La cosa che mi aveva colpito di più era di non trovare news che riportassero questo evento europeo.

Alberto Grisero - Aosta

Effettivamente, non sarebbe affatto male, utilizzare forme di energia pulita, quali l'eolico ed il fotovoltaico (solare). Il petrolio, invece, potrebbe essere limitato al solo carburante da trazione. Ho qualche dubbio, invece, sul nucleare, poiché, mi sembra troppo rischioso.

Eolico

Condivido quanto ha scritto Alberto Grisero, ricordo ancora una ricerca sull'eolico fatta alle Medie (parecchi anni fa!!!), mi ha fatto scoprire un modo di produrre energia fantastico. Tentativi potrebbero essere fatti in bassa valle. Il neo Assessorato all Ambiente si potrebbe attivare..

Alberto Grisero - Aosta

Ringrazio Andrea Portigliatti ma dev'essere lo Stato ad attivarsi: se tutte le Democrazie Occidentali distinguessero tra ciò che può essere delegato al petrolio e ciò che dev'essere delegato alle energie pulite, l'inquinamento si ridurrebbe e staremmo tutti meglio.

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