Euroregione

Alp Med, la "nostra" Euroregione, è oggi una delle grandi aggregazioni europee in formazione.
Rivendico un ruolo di trascinamento in questa operazione, venata all'inizio da scetticismi.
Ora bisogna effettuare un'iniezione di politica per dare respiro ad Alp Med.

Commenti

Certo ...

Certo che se si potesse ridisegnare la carta d'Europa ...
In fondo i popoli alpini sono, tra loro, molto più simili di quanto non lo siano Parigini e Marsigliesi o Aostani e Beneventini o Cuneesi e Baresi.
Ne parlammo sul vecchio forum con l'aiuto dell'interessantissimo Leon Nava, ricordi ?

In effetti

L'Europa abbattendo le frontiere crea oggi nuove possibilità che si rifanno alla logicità di geografia e storia, quest'ultima piegata alla ragion di Stato.

Alberto Grisero - Aosta

Egregio Free Oliver, sono passati, ormai, 150 anni dall'Unità Nazionale: parto, quindi, dal presupposto che, oggigiorno, anche i popoli alpini, facciano parte di un unico grande Progetto Italiano. Il fatto che, certi soggetti, dopo 90 anni (come gli altoatesini di lingua tedesca) non lo abbiano ancora capito, si presta, francamente, al più feroce sarcasmo!
In ogni caso, non vorrei che, queste fantomatiche euroregioni, fossero degli enti inutili o peggio, un vero e proprio spreco di denaro pubblico: francamente, pur non conoscendole, sono molto perplesso.

Euroregione

La polemica sui costi dell'Euroregione è del tutto infondata. Anzi, è verosimile che la Valle d'Aosta otterrà dei benefici finanziari dall'Ue grazie proprio all'Euroregione Alpi-Mediterraneo.
Per iniziare a studiare consiglio:
Le Istituzioni del Federalismo supplemento 4/2007: "L'Euroregione Alpi-Mediterraneo" - Maggioli editore (disponibile anche sul web, cliccando qui).

grazie

lo acquisto alla luce dei futuri prossimi impegni

2 pesi e 2 misure ?

Mi piacerebbe capire perché l'ambiente unionista ha vissuto con entusiasmo la nascita dell'Euroregione AlpMed (si vedano i numeri del Peuple Valdotain dell'epoca) mentre ha sempre guardato con sufficienza e con una certa dose di ironia alla Padania. Qual'è la differenza? Si tratta in entrambi i casi di due macroregioni composte da popolazioni che si somigliano per storia e caratteristiche culturali. Anzi, la Padania è anche orograficamente più unita ed omogenea che l'AlpMed. Cos'è che non capisco?

La differenza

La Padania è un'invenzione politica, mentre l'Euroregione è uno strumento di diritto comunitario, come si può capire dall'articolo sopra citato.

Alberto Grisero - Aosta

Egregio freeOliver, questa volta, Luciano Caveri ha ragione: la padània (scritto, volutamente minuscolo) non esiste e, nell'accezione della Lega Nord è destinata, fortunatamente, a scomparire: esiste, infatti, soltanto la padanìa, che è il bacino idrografico del fiume Po!
In ogni caso, a proposito di finanziamenti, mi sembra, francamente che, la Valle d'Aosta, sia (da sempre) pronta più a ricevere che a dare.

Si ma in concreto ...

L'annotazione di Luciano è giustissima ma solo perché la Padania è un'entità ipotizzata mentre l'Alpmed è stata varata. Ragionando sul concreto invece io (valdostano di lingua e cultura italiane) sono convinto che se ipotizzassimo le due nuove entità statuali la Valle d'Aosta starebbe benissimo in entrambe. Penso però questo: che la Padania si configura come macroregione italica e italofona mentre l’AlpMed si configura come macroregione italofrancese e a maggioranza francofona, e che questo sia il motivo della predilezione da parte del Mouvement che in AlpMed vedrebbe parzialmente realizzato il suo decennale progetto mentre in Padania no (chiaro che è solo accademia, lo so bene).

La padania

poi è un progetto Leghista che poco ha a che vedere con l'idea dell'UV. Siamo totalmente diversi, anzi è quasi certo che la storia valdostana sia stata maestra di principio di autodeterminazione, ma non nei fatti che hanno fatto la loro storia. Per quanto io sappia di leghismo vedo solo una ricerca di affrancazione finanziaria. Poi magari mi sbaglio.

memoires d'antan...

Questo è il mio primo intervento e lo apro salutando i frequentatori e l' illustre moderatore di questo forum. Da quando è nato il progetto AlpMed ne seguo gli sviluppi con interesse. Chi conosce la storia sa che l' unità d' Italia fu realizzata al costo della cessione di Nizza e della Savoia. Poche volte si è memori del fatto che la cessione fu quella della Savoia transalpina ma di fatto la Savoia abbracciava anche il versante meridionale dell' Alpe.Quindi non fu soltanto cessione bensì smembramento.Prezzo altissimo pagato proprio dal popolo grazie al quale ebbe luogo l' unità nazionale italiana: i savoiardi. Pur con tutti i particolarismi storici anche la cultura valdostana affonda le radici in quella che fu la cultura savoiarda. Una cultura che ebbe quasi mille anni di continuità istituzionale durante i quali l' Alpe non fu confine ma fu comunicazione.
Il progetto Alp Med potrebbe gettare le basi per consentire la rinascita di una fiorente cultura alpina, di cui ebbero bisogno gli staterelli che occupavano un tempo la penisola, di cui potrà avere necessità il futuro stato federale europeo.

In effetti

Esistono molte suggestioni storiche assai interessanti. Quando frequentavo gli occitani della Provincia di Cuneo, mi colpiva il racconto degli acciugai che portavano il pesce salato dal Mediterraneo alle Alpi: è un simbolo di Alp Med, che trova inoltre nel francoprovenzale e nell'occitano le suggestioni di un'Europa antica e diversa dai vincitori dei grandi Stati. Trovo anch'io che esista nell'Euroregione una grande modernità che è anche storia profonda di quando le frontiere non c'erano e oggi, in Europa, vanno proprie considerate rimarginate come "ferite della Storia".

Alberto Grisero - Aosta

Scusi, gentilissima "Baby" ma fa un po' sorridere pensare che, la "cultura" valdostana, sia contigua solo a quella savoiarda, visto che, le province di Annécy, Chambéry ed Aosta, hanno fatto parte del Regno Sabaudo (Sardegna, Liguria e Piemonte ). Siamo sul versante italiano delle Alpi, dato che, la Dora Baltea, sfocia nel Po e non nel Rodano.

Grazie.

Dotto signor Grisero, alla luce della sua argomentazione la Romania potrebbe rivendicare territorialità sull'Ungheria, sull'Austria e persino sulla Germania. Il Danubio scorre infatti attraverso questi paesi per riversarsi nel Mar Nero lungo la costa romena. Mi sfuggiva il criterio "fluviale" nella determinazione dei territori nazionali. La ringrazio per avermi illuminato!
(Baby fu il nick utilizzato dalla mia amata nonna quando prestò servizio nella 176 brigata Garibaldi - conservo ancora le tessere - ma io sono uomo).

Spartiacque

Con il Trattato di Utrecht del 1713 nasce l'idea dei bacini idrografici e dei confini sulla cima delle montagne. Criterio meccanicistico rozzo e punitivo per le popolazioni alpine. Alp Med segue in modo evolutivo la scelta di abbattimento delle frontiere e sancisce la fine del periodo in cui le Alpi sono state considerate confine-zona di guerra.

Futuro

Guardiamo al futuro. E' l'identità personale che rende diversi/uguali. La crisi che ci attanaglia ha per caso guardato le frontiere?

Alberto Grisero - Aosta

Egregio ed ironico Baby-maschio, non faccia finta di non avere capito cosa volevo dire: ha mai sentito parlare della linea di spartiacque? (che considero un valido criterio di confine, proprio per evitere certe "baccanate"). Ha mai sentito parlare dello "jus-solii"? Alle popolazioni alpine citate da Caveri, farebbe bene un'iniezione di astuzia meridionale (che, entro certi limiti, ammiro): almeno, lei, non si farebbe prendere in giro, usando un nick-name da femmina!

Ribadisco

Prossimo insulto e espello.

Alberto Grisero - Aosta

Io non ho insultato nessuno, ho semplicemente ironizzato: una persona che è andata oltre la Terza Media, dovrebbe conoscerne la differenza.

invece quelli che...

non hanno finito le medie sono chiusi in una riserva? Ma dai, per favore!

Il fioretto.

Mi spiace che la discussione sia giunta a questi termini e siccome vengo sfidato a tenzone, mi permetta il titolare del blog, di replicare con cavalleria. Non lavorerò a colpi di mazza nè a fendenti di sciabola ma con il più gentile fioretto, arma con cui si tocca solo di punta.
Nel 1944 una giovane ventiseienne con la sua bambina di sei anni sul seggiolino percorreva in bicicletta le strade della bassa Valle. Passava davanti alle garitte e salutava col sorriso i soldati tedeschi. Poi consegnava a chi di dovere i documenti che portava seco. Il nome partigiano di questa donna era Baby e in sua memoria ho adottato questo nome.
La bambina di sei anni è mia madre. Tutto qui: una mia personale storia familiare.
Inoltre il termine "Baby" in inglese è un termine neutro, non è né maschile né femminile. Non è colpa mia che l' anomia oggi imperante in Italia associ questo termine al baby doll, a baby Pozzi e che qualunque amante di dieci anni più giovane venga chiamata "Baby". Io lo uso nella sua autentica accezione.
Non si offenda, Grisero, ma la mia impressione è che lei giudichi con troppa fretta i suoi interlocutori ed altrettanto in fretta non esiti ad attaccarli.
Io non parto da posizioni totalmente precostituite ma cerco di cogliere la ratio del discorso altrui. Nella specie lei ha motivato la sua asserzione fondandone l'argomento sullo scorrere dei fiumi. Il suo argomento mi ha interessato e quindi mi son detto che lei poteva anche aver ragione. Il signor Grisero enuncia un criterio scientifico: il corso del fiume e gli spartiacque determinano le nazioni.
Fatto mio questo principio ho ragionato sui fiumi del mondo e sulle nazioni ed oltre al Danubio me ne sono venuti in mente molti altri fra cui gli importanti affluenti del Gange provenienti dall'Himalaya nepalese. Qui mi son detto che, se fosse vero quanto lei sostiene, la nazione nepalese non dovrebbe esistere ma dovrebbe esserci solo l'India. Eppure, che io lo voglia oppure no, il Nepal esiste comunque.
Dovendo accettare questo dato di fatto sono costretto a reputare il suo argomento totalmente soggettivo. Quindi è il suo argomento e non il mio. Lei è convinto che le Nazioni siano fatte dalla geografia politica, io credo che siano fatte dalla geografia fisica e dalla storia.
Abbiamo punti di vista differenti, prospettive differenti. Questo non significa antagoniste. Se un suo argomento mi convince posso anche farlo mio ma nel caso contrario mi ritengo libero di dissentire motivandone le ragioni.
Chi può negarmi questa libertà in un pubblico blog?
Riconoscendo dignità al suo pensiero le ho chiesto, senza alcuna ironia, di spiegarmelo meglio. Per tutta risposta lei si mette a menar fendenti e attacchi alla persona pensando di farla franca denominandoli "ironia"...
Io non ho nulla di personale contro di lei, signor Grisero. Mi limito ad un sereno confronto dialettico di idee e la saluto porgendole pacificamente e cavallerescamente la mano.

Alberto Grisero - Aosta

Questa volta sono d'accordo con Baby.
In ogni caso, teniamo per buone le frontiere stabilite dalla linea di spartiacque delle catene montuose (da cui scendono i fiumi, questo volevo dire quando parlavo della Dora): i confini naturali, difficilmente possono essere modificati, mentre quelli culturali, sono soggetti ad interpretazioni di comodo ("quella regione è nel tuo territorio ma parla un dialetto più simile alla mia lingua", ecc...)
Durante ila Resistenza, qualcuno sognava di "spostare", il Monte Bianco, da Courmayeur a Pont-Saint-Martin, il ché, per fortuna non è possibile, mentre, invece, è stato possibile modificare il tasso di francofonia della Valle d'Aosta, a favore dell'italiano. In conclusione, è senz'altro più facile modificare i confini culturali che quelli naturali, per questo, sono abbastanza favorevole allo "jus solii".
E' stata Madre Natura (o Dio) a volere la Valle d'Aosta italiana.

Baby

Bella la storia familiare. Lasciamo Grisero con le sue "frontiere naturali", inutile replicare ed argomentare, tanto ha le sue certezze.

Alberto Grisero - Aosta

Egregio consigliere Caveri, lei è consapevole del fatto che, se dopo la guerra, la Valle d'Aosta fosse stata annessa alla Francia, sarebbe poi stata amministrata da prefetti provenienti dalla Corsica o da Nantes? Non mi risulta, infatti, che Parigi sia, poi, così sensibile, nei confronti del decentramento amministrativo: altro che lo Statuto Speciale, che le ha permesso di essere, contemporaneamente, Presidente e Prefetto!
Era forse questo, che voleva il vostro Emile Chanoux?
P.S: eppoi, vogliamo dirla tutta? Lei è più simile ad un italiano che ad un valdostano: ha pure avuto il bisnonno prefetto.

Un disco rotto

Sono anni che ripete le stesse cose. Basta! Grisero: parli d'altro!

Alberto Grisero - Aosta

Veramente ho introdotto un argomento nuovo poiché, prima che lei ne parlasse, nel suo ultimo "calepin" da Presidente, nessuno sapeva che, un suo avo, avesse fatto il Prefetto (prima in Calabria e poi a Biella).
A tale proposito, lei, in quell'occasione, aveva detto che, sin dai tempi del Regno Sabaudo, lo Stato considera, la Valle d'Aosta, una sede punitiva (il che significa che, prima Torino eppoi Roma, hanno sempre mandato, quassù, gli incapaci o quelli che avevano sgarrato!)
Sarebbe MALIZIOSAMENTE interessantissimo, chiedersi il perché!
P.S: quando ne ho parlato, sul forum di Eddy Ottoz, egli era convinto che, la Valle d'Aosta, fosse una sede punitiva perché... i prezzi, quassù, sono cari (sic!)

Tutto spiegato nel Calepin

Anche mio nonno è stato prefetto di carriera. Ma entrambi, bisnonno e nonno, amavano la Valle e hanno fatto cose interessanti.

Alberto Grisero - Aosta

La ringrazio per la spiegazione, però, sarebbe utile parlare anche della "sede punitiva", non crede?

Quintino Sella

chiese la testa del mio bisnonno al Ministro dell'Interno perché era intervenuto in una vertenza fra tessili e loro operai a Biella. Conflitto di interesse per Sella che aveva uno stabilimento! Aosta, considerata realtà marginale, era considerata una punizione! Il bisnonno Paul fu molto apprezzato, ad esempio per il suo impegno per portare la ferrovia ad Aosta. Era vedovo con due figli e si risposò con una De La Pierre, dando origine al ramo valdostano.

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