Difensore Civico

Questa mattina ho ascoltato in Commissione la relazione di Flavio Curto sulla sua attività in Valle.
Colpisce l'esistenza di una "nuova povertà" che si rivolge al difensore civico a fronte delle difficoltà quotidiane. I rischi di passare da un relativo benessere ad una vita di stenti sono reali ed il terreno di passaggio è assai sottile: un confine facile da valicare.
E' bene esserne consapevoli ed essere reattivi.

Commenti

reazioni.

che idee ha il consiglio valle in proposito?

rapidità

La rete di Welfare in Valle è ampia, personalmente credo che per certi temi - sussidi, casa, visite invalidità - conti molto l'accorciamento dei tempi di risposta.

Vero

La rapidità è essenziale per ovviare al disagio. La rapidità è data dall'alleggerimento della burocrazia, che non vuol dire allargare le maglie. Avanti così...

Alberto Grisero - Aosta

La verità è che, la Valle d'Aosta, brilla di luce riflessa: ben poco, della ricchezza di cui dispone, è prodotta in loco (grazie al turismo e alle piccole industrie della Media Valle). La maggior parte di essa, infatti, ci deriva dallo Statuto Speciale, senza il quale, saremmo messi davvero male (dato che, francamente, i turisti, non è che ce li sappiamo coccolare!) Il problema sta nel fatto che, l'Union valdotaine, sputa nel piatto (lo Stato) in cui mangia.

Brutti e cattivi

Abbiamo capito Grisero: queste cose lei continua a scriverle dappertutto. La sua posizione è chiara.
Proviamo ad essere un pochetto propositivi?
Lo facciamo questo piccolo sforzo di qualità?

Concordo

Concordo con Luciano. La qualità dei servizi è buona e diffusa in modo capillare. Il vero problema sono i tempi della macchina amministrativa (che, onestamente, a volte gli operatori tentano, di propria iniziativa, di accorciare).

Rimango anche io...

in attesa. Mi piacerebbe conoscere delle soluzioni operative. Visto e considerato che le iniziative per portare turisti in Valle sono state tutte bollate come "carrozzoni". Solo che, dati alla mano, la bassa Valle, ha avuto un incremento di presenze: che sia anche "colpa" di quel famigerato Forte di Bard?
Le innovazioni non sono sempre "hic sunt leones"!!

Alberto Grisero - Aosta

Egregio Angelo M. come diceva Francesco Cossiga, quand' era Presidente della Repubblica, "prima di costruire un nuovo edificio, bisogna picconare quello preesistente, che è fatiscente". Mi pare che, questo discorso, non faccia una grinza, per quanto riguarda il sessantennale edificio politico della Valle d'Aosta: io non sono Cossiga ma sono un suo fans (quando non esagera) e cerco, tramite il web, di dare il mio contributo "picconatorio", da semplice cittadino.

Solo che...

Cossiga nel suo intimo sapeva già cosa costruirvi sopra... Pertanto, per quanto mi riguarda, solo con le idee posso avere un confronto diversamente solo un piano urbanistico.

Conosco Cossiga

Mi sfugge totalmente il parallelo.

Alberto Grisero - Aosta

Egregio Roberto Belluco, la verità è che, il "sistema Valle d'Aosta", dopo sessant'anni, non funziona più, anche perché, esso, è un artificio preteso dalla Francia, vincitrice della II° Guerra Mondiale, quale condizione essenziale per rinunciare all'annessione.
E' infatti evidente (come scrissi sul sito unionista, portando anche delle prove) che lo Stato Italiano, sua sponte, non avrebbe mai concesso, ad una microregione come la nostra, il sontuoso Statuto Speciale di cui essa dispone. Anche perché, a dirla tutta, non è che i valdostani (a differenza degli altoatesini di lingua tedesca) facciano molta paura a chichessìa!

Sistema Valle d'aosta

Dal suo tono mi sembra di capire che ritiene la Valle l'Eldorado d'Italia dove tutti attingono ad una fonte inesauribile di denaro. In genere in queste situazioni si ha a che fare o con ricchi mollaccioni senza stimoli o con un ambiente da favola dove non serve neanche il confronto: si è tutti d'accordo. A me sembra invece che qui si lavori e si abbiano gli strumenti per farlo. Lo Statuto è vecchio e superato? Ok, abbiamo fior fior di politici deputati a fare queste opere. Poi, mi permetto di farle notare, che non è minacciando lo Stato che si ottengono attenzioni, anche se di lingua tedesca.
In ogni caso caso le chiedo cortesemente di dare delle soluzioni a questo sistema, così abbiamo uno scambio.
saluti

Alberto Grisero - Aosta

Negli Anni '90, durante la mia attività di cronista della carta stampata, ho avuto modo di attingere ad una fonte autorevole (oggi, purtroppo, "prosciugata" per ragioni naturali) grazie alla quale ho potuto scrivere, come la Valle d'Aosta sia stata coperta, fino al 2000, da un duplice SEGRETO DI STATO: per poter rinunciare all'annessione, infatti, la Francia di de Gaulles, pose, a noi italiani, un paio di condizioni:
1) Che Roma versasse a Parigi, quale indennità bellica, il P.I.L. della costituenda Regione Autonoma Valle d'Aosta, dopo averle garantito il bilinguismo, per statuto.
Ne consegue che, il mito dei 9/10° del riparto fiscale, sia una bufala: noi abbiamo, infatti, i 4/10° (come le Regioni a Statuto Ordinario!) e, i restanti 5/10°, venivano girati, segretamente, alla Francia!
2) Che, in caso di vittoria (od insurrezione) comunista nel Nostro Paese (o di rigurgiti fascisti) I francesi fossero autorizzati, dalla N.A.T.O. a rioccupare ed annettersi la Valle d'Aosta.

Altro che "il particolarismo dei valdostani"!

vabbe'...

tutte le fonti si prosciugano naturalmente, ma lasciano tracce.
E i propositi per un nuovo sistema valdostano?

Che sia chiaro

Chi scrive delle stranezze se ne assume la paternità. Ovvio che esiste una soglia di decenza e di lucidità.

Alberto GRisero - Aosta

Egregio consigliere Caveri, io, oltre ad assumermi la paternità di ciò che scrivo, me ne assumo, in toto, la responsabilità: se lei mi autorizza sono pronto a riportare, in questo forum, ciò che avevo già scritto sul sito unionista: posseggo, infatti (per interposta persona), le dichiarazioni di De Gaulles in base alle quali, la Francia rinunciava all'ex Provincia piemontese di Aosta, a causa della scarsità di comunicazioni (non c'era ancora il traforo) e dell'opposizione degli Anglo-americani. In cambio però, si riservava di PRETENDERE, dalle autorità italiane, un trattamento di favore per quella che, immediatamente dopo (per sua stessa volontà) sarebbe diventata la Regione Autonoma Valle Aosta.

Bravo!

Scriva un bel libro! Ogni rivelazione è utile e son certo che non mancheranno editori pronti ad accorrere. Per il resto ricordo sommessamente che il blog sarebbe il mio...

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