blog di luciano

In Politica non si finisce mai di imparare

Il sesto Governo regionale appena elettoNon faccio parte di quelli che si piangono addosso e cerco sempre nelle circostanze della vita di prendere il buono, anche quando bisogna cercarlo con il lanternino. Ma l'amarezza resta come un sapore cattivo in bocca in certi momenti ed è bene esprimerlo per evitare di macerarsi, esercizio davvero inutile. Sulla delusione ha detto lo scrittore catalano Carlos Ruiz Zafón: «Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle».
E' vero tuttavia che scrivo in certe temperie con vivo dispiacere, perché ci sono passaggi che mettono a dura prova la propria fiducia verso gli altri, specie quando nelle cose si è investito sé stessi a beneficio di altri, che ne hanno goduto in qualche modo, mostrandosi poi inaffidabili e pure poco riconoscenti. Basta prendere atto di certo cinismo, perché quando si dimostra che si è stati partecipi di progetti che hanno poi preso strade sbilenche e non condivisibili, è davvero meglio guardare avanti, specie si è tenuta la propria posizione rispetto a posizioni di comodo altrui. Questo significa non solo essere in buona fede ma mantenersi coerenti con quanto sostenuto in passato, se rapportato all'insieme dei propri comportamenti.
Si chiaro come non sia una questione di stile o di bon ton ma di sostanza e certi comportamenti se già si sono manifestati in certe circostanze torneranno prima o poi e questo mina ogni credibilità. Come si suol dire: chi la fa, l'aspetti...
E' vero che non si finisce mai di imparare in questo nostro piccolo mondo, ma in fondo, carissimi valdostani, perché stupirsi in Valle d'Aosta della sesta Giunta regionale in cinque anni? Questo resta il migliore dei mondi possibili basta disfarsi dei gufi e di detrattori e darci dentro con il... "cambiamento". Parolina magica che dovrebbe esorcizzare il fatto che più che andare avanti si torna periodicamente indietro, come in un crudele gioco dell'oca. Ma la sostanza - così si pensa - può essere modificata con l'apparenza.
Si è cambiata idea per l'ennesima volta e in molti storcono il naso? Ma sono degli ingenui: spostarsi di palo in frasca è il segno di un movimentismo sano e non certo di una patologia. Mutare colore come i camaleonti è sintomo di vitalità e bisogna essere febbrili, agendo tutto campo e ogni volta si tratta solo si trovare una buona giustificazione per il cambiamento. Anche se il popolo - considerato "bue" - rumoreggia, ma poi seguirà il flusso, basta solo dire quel che vuol sentirsi dire. Si tratta in particolare di persuaderlo che lo si fa nobilmente per la "causa" ed abbaccinarlo con promesse per un "Bengodi" che verrà e chi non lo capisce è fesso. Anzi peggio: è appunto traditore e peste lo colga con tanto di untori.
E' il caso di chi come me poneva in passato e pone ancora oggi dubbi su certe operazioni, frutto di ghirigori noti ed occulti e figura perciò di default nell'elenco dei nemici da far insultare a qualche manovale della parola fra cattiverie e fake news.
Killeraggio? No, operazione che ricorda metodi da arsenico e vecchi merletti, ma rassicuratevi non è un atteggiamento venduto così com'è: è rappresentato come tutto nuovo, tutto bello, tutto dinamico. Nulla sarà come prima e chi dice con realismo che tutto è come prima fa controinformazione.
Certo quel che contava in soldoni ormai era realizzare una "pax armata" fra clan, fatta di amici ed amici degli amici. Non si capisce alla fine se si festeggia il ritorno del figliol prodigo o lo si incastrerà in una situazione nefasta: chi vivrà vedrà.
Chi dissente sui metodi e sui contenuti di certa politica basta si mobiliti: disimpegno, mugugno, astensionismo e tutto l'altro repertorio simile risulta inutile, ma per fortuna una maggioranza di cittadini può al momento dovuto scegliere di reagire.
E se il gigante si muoverà ci saranno belle prospettive.

Gli Insoumis e la bandiera europea

Le bandiere francese ed europea all'EliseoUna premessa è d'obbligo per definire chi siano gli "Insoumis" che, messa la sordina sul Front National dopo la sconfitta di Marine Le Pen e le polemiche successive, sono diventati la "bestia nera" di Emanuel Macron con manifestazioni di piazza e toni rudi all'Assemblée Nationale. Così una scheda tratta da "Wikipedia": «La France insoumise un parti politique français fondé le 10 février 2016. Son objectif est la mise en œuvre du programme écosocialiste "L'Avenir en commun". Le parti présente pour ce faire la candidature de Jean-Luc Mélenchon à l'élection présidentielle de 2017. À l'issue du premier tour, celui-ci arrive en quatrième position avec 19,58 pour cent des suffrages exprimés, échouant à se qualifier pour le second tour pour moins de deux pour cent, mais dépassant très largement le score du candidat du Parti socialiste, Benoît Hamon (6,36 pour cent). À l'issue du second tour des élections législatives de 2017, la France insoumise forme un groupe parlementaire de dixsept députés à l'Assemblée nationale, avec Jean-Luc Mélenchon en président de groupe».

Una risata vi seppellirà

Risata... di plastica«La fantasia distruggerà il potere ed una risata vi seppellirà!». Lo slogan sessantottino, già motto anarchico di fine '800 (pare usato come slogan dagli anarchici arrestati), venne all'epoca riesumato per la prima volta in Italia sui muri della facoltà di Lettere dell'Università di Roma, diventando virale e poi traslato infine come mot d'ordre - io c'ero... - del movimento del 1977. Penso a quei tempi con nostalgia, anche se poi a conti fatti le nostre "okkupazioni" erano davvero da balbuzienti della politica, ma sono storie memorabili di passione e di speranza. Ed è stata anche una palestra per imparare alcuni fondamentali, compreso il coraggio di esporsi, merce rara allora come oggi, quando certi passaggi diventano delicati e molti dapprima coraggiosi si fanno d'improvviso pavidi.

La cruda situazione valdostana

Il simbolo istituzionale della Regione utilizzato come una panchinaTutto giusto, per carità! La situazione della Valle d'Aosta attuale preoccupa sotto diversi profili e se certo si può vivere anche facendo finta di niente (ho amici che stanno da tempo in una sorta di bolla, come fossero sulla stazione spaziale "Iss"), personalmente non ci riesco. Sarà che, avendo strumenti comparativi con altri momenti vissuti o studiati, certi argomenti spinosi non innescano solo una reazione emotiva a caldo ma provocano un senso di apprensione assai concreta per il futuro per via della conoscenza razionale dei rischi connessi.
L'Autonomia Speciale sembra essere per alcuni - qui da noi e soprattutto fuori - come un capo di vestiario liso, che rischia di finire nel bidone della spazzatura.

Valle d'Aosta: le vicende giudiziarie che pesano

Il Tribunale di AostaNella storia valdostana del dopoguerra - anche se non c'è mai stato nulla di patologico - ogni tanto le vicende politiche sono state influenzate dalla mano della Magistratura, che si è occupata di Tizio o di Sempronio. Si sa che, nella logica dell'equilibrio dei poteri, non vi è nulla di singolare che questo avvenga, essendo i politici, anche nella veste di amministratori di denaro pubblico, cittadini come gli altri di fronte ai loro doveri. Per altro è proprio il ruolo pubblico che obbliga ad uno scatto in più, ben noto nei Paesi più civili, dove anche peccati veniali, fanno scomparire di scena i politici che inciampano. Il giurista Piero Calamandrei osservava, infatti: «Non si confonda la giustizia in senso giuridico, che vuol dire conformità delle leggi, con la giustizia in senso morale che dovrebbe essere tesoro comune di tutti gli uomini civili, qualunque sia la professione che essi esercitano nella vita pratica».

De bello Valdostano

Pierluigi Marquis nella sua ultima conferenza stampa da presidente della RegioneEsplode come una bomba e figura oggi sulle pagine dei giornali nazionali l'inchiesta sui famosi 25mila euro in contanti rinvenuti dentro la scrivania del presidente della Regione nell'ufficio al secondo piano di piazza Deffeyes ad Aosta. Secondo la Magistratura potrebbe trattarsi, ma per ora siamo solo all'avviso di garanzia, di una sorta di macchinazione calunniosa ordita contro l'ex presidente Augusto Rollandin, che sembrava poter essere il proprietario di questa somma "dimenticata" (frutto - ipotizzava qualcuno - di chissà quale maneggio) al momento in cui lasciò il posto al suo successore, Pierluigi Marquis. Ora invece è lui ad essere sospettato di calunnia - accusa respinta con sdegno - assieme al suo segretario particolae Donatello Trevisan ed all'esponente politico della Stella Alpina Marco Viérin, che - a vedere come le cose cambiano - nel 2006 corse per il ruolo di deputato proprio con Rollandin che era invece candidato per il Senato. Entrambi furono sconfitti.

Riflessioni sulla formazione in politica

L'arrivo di Paolo Gentiloni a Palazzo regionaleE' sempre importante riflettere sulla formazione politica dei giovani valdostani. Senza quel passaggio di competenze di generazione in generazione, alla fine il pensiero autonomista sarebbe come una pianta ormai sterile destinata a seccare. Non si tratta di una logica di proselitismo nel senso di uno indottrinamento bovino che crei dei cittadini simili a robottini, cui infondere chissà che cosa. Ma si tratta di evitare che, nel bombardamento fatto di confusioni di cui oggi chiunque può cadere vittima, ci siano conoscenze di vario genere che consentano di poter discutere, con conoscenza di causa, sul futuro che verrà per la Valle d'Aosta e rafforzino chi si vuole interessare alla cosa pubblica. Perché se sarebbe assurdo voler "programmare" i giovani, così come sarebbe - al contrario - assurdo che avvenisse il contrario e cioè che ci fosse chi operi un'azione, per così dire, di controinformazione, veicolando idee e valori su filoni ben diversi che disperdano il patrimonio acquisito.

L'esercito dei selfie

Un gattino che si fa un 'selfie'Ascoltavo alla radio una delle hit estive simpatica e ironica, vagamente surreale, ma dal titolo cristallino rispetto ad una delle tendenze dei costumi: "L'esercito del selfie", del duo "Takagi & Ketra" (all'anagrafe rispettivamente Alessandro Merli, già noto per aver fatto parte dei "Gemelli Diversi", e Fabio Clemente) scritta insieme a Tommaso Paradiso, frontman dei "Thegiornalisti" (autore di diverse canzoni ascoltate nel corso dell'estate), che ha visto la partecipazione vocale dei cantanti Lorenzo Fragola ed Arisa, che hanno girato anche un video molto simpatico.
Il ritornello fa:
«Siamo l’esercito del selfie
Di chi si abbronza con l'iPhone
Ma non abbiamo più contatti
Soltanto like a un altro post»

Cartoline di ricordi

I ciottoli della spiaggia ligureCi sono gesti quotidiani del passato che tornano alla memoria. Come diceva Marcel Proust: «Le souvenir d'une certaine image n'est que le regret d'un certain instant».
Ci pensavo in queste ore, quando mi è venuto in mente - chissà come mai - un gioco infantile di quando mia mamma mi faceva stendere con le dita la pizza nella teglia e prepararla con olio d'oliva, pomodoro e tutto il resto, comprese le olive taggiasche. Finiva nel forno a gas, da accendere buttando il cerino acceso in un specie di buchino, e io la guardano dal vetro la "mia" pizza.
Così, se valesse qualcosa, propongo la collezione di alcune cartoline di vita: alcune delle mie prime memorie, che ogni tanto spuntano associate ad un momento, un oggetto, una lettura.

Città

Un romantico tramonto a ParigiIn questi giorni, come avviene sempre d'autunno, ci sono cieli che sembrano in caso di bel tempo ancora più azzurri del solito e all'alba ed al tramonto si presentano spesso cieli molto colorati con sfumature che vanno dal rosso, all'aranciato, al rosa. Poi ovviamente, nella tavolozza dei colori, giocano le sfumature delle foglie degli alberi e la loro gamma molto varia sino a dove la montagna diventa pascolo spoglio e poi roccia dai colori non ancora mascherati dalla neve.
Sono effetti che in una vallata alpina sono uno spettacolo e ci riflettevo l'altro giorno - pensando a quanto mi emozionino le mie montagne - mentre attraversavo faticosamente in auto Torino, piena di cantieri e deviazioni in percorsi nodali, ritenendomi fortunato di vivere altrove che in una grande città.

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