blog di luciano

Orti per la nuova stagione

orto.jpgGli orticoltori hanno da sempre la mia viva ammirazione, specie di questi tempi che partono con la nuova stagione. Ricordo Rosina che nell'orto di casa, a Verrès, seguiva con brusca determinazione i suoi disegni cartesiani, usandomi come garzone privo di pollice verde, e la medesima geometria la segue Rosa, coinvolgendo i miei figli nell'orto di Feilley.
Confesso che azzannare una carota, un pomodoro o saccheggiare i rovi delle more appartiene ai gusti della vita. Guardo gli orti quando vado in giro: ci sono degli architetti inespressi che realizzano costruzioni incredibili tra vecchi legni, ondulati dismessi, api e roulotte fuori corso riciclati per gli attrezzi e ci sono autentici Picasso dell'ortofrutta che mischiano la tavolozza della natura con maestria.
Ora Michelle Obama lancia il suo orto biologico alla Casa Bianca e piace questa sua austerità da Grande Crisi.
Biologico? Mi divertiva quando la "pasdaran anti Ogm" in Consiglio regionale chiedeva di bandire ogni seme sospetto di manipolazione genetica, mentre in certi orti locali erano evidenti semi già taroccati con zucche grandi come la carrozza di Cenerentola o pomodori pronti a spiccare il volo simili alle mongolfiere di Nello Charbonnier.

Il microfono

io_radio.jpgCredo di aver parlato per la prima volta in un microfono intervistato da studente dalla "Voix de la Vallée" per una protesta dei pendolari per i ritardi dei treni. Poco tempo dopo, la scoperta della radio - e dunque dei microfoni - a "Radio Saint-Vincent", poi "Radio Reporter" a Torino, poi la televisione con "Rta" ad Aosta e poi, colpito da quella prima intervista che accese il desiderio di diventare giornalista radiotelevisivo, la "Rai".
La radio resta il mezzo più stimolante come cimento personale. La televisione consente gestualità che danno un appello in caso di errore, la radio in diretta non offre paracaduti e ciò responsabilizza e gratifica.

Chi è Paolo?

rotolo.jpgUna delle ossessioni della modernità è la puzza. Non ho mai fatto il monatto o lavorato negli spurghi e dunque il naso mi funziona bene, perciò osservo come un tratto contemporaneo, rispetto ad un'infanzia odorosa come era normale che fosse, quanto siano numerose le pubblicità di deodoranti in tutte le salse. Si va dall'igiene intima alle ascelle, dall'infanzia alla terza età, si sale dai piedi all'alito, si scende dai capelli al culino.
Ma il top è il deodorante da bagno che, facendo il pari con i detersivi usati per bonificare lavandini o bidet raccapriccianti, trasforma con un semplice tocco in boschi odorosi anche i cessi simili ad antri infernali.
Basta un "psss" e spuntano fiori e effluvi paradisiaci. Ma colpisce il bimbo nello spot televisivo che non vuole andare nel puzzolente bagno domestico, ma comunica bruscamente alla mamma che accetta di farla solo nel gabinetto di Paolo, dotato evidentemente del giusto profumo ambientale.
Ma chi è 'sto Paolo?

Polemiche in Consiglio

videosorveglianza_02.jpgDiscutendo una mozione, si affermano visioni diverse pure all'interno della maggioranza regionale su due punti ora all'esame della Camera dei deputati, entrambi cavalli di battaglia della Lega.
Il primo è il tema della denuncia da parte dei medici dei loro pazienti extracomunitari qualora clandestini; la seconda riguarda l'impiego nel comparto sicurezza delle cosìdette ronde, cioè gruppi organizzati di cittadini.
Le due questioni, assai discusse nella stessa maggioranza di Governo, hanno già preso due strade diverse nell'iter parlamentare e c'è da scommettere che alla fine se resteranno - e penso che resterà solo la questione ronde, perché quella dei medici ci assicurerebbe una bella sgridata dell'Unione europea - saranno ridotte al lumicino rispetto alla partenza.
Personalmente credo che il Consiglio Valle debba concentrarsi, pur discutendo di temi come questi, sullla propria legislazione sulla sicurezza, laddove abbiamo funzioni e competenze. Penso al rafforzamento del ruolo della polizia locale (dove con legge regionale dal 2005 è previsto un ruolo delle associazioni di volontariato), mi riferisco al sistema di videosorveglianza "Valle d'Aosta Sicura" (fermo al palo da quando non me ne occupo) e al tema caro ai cittadini della Bassa Valle dei numeri d'emergenza "girati" su Ivrea in caso di chiamata (della vergogna della mancanza in Italia del numero unico dell'emergenza abbiamo già scritto).

Un valdostano in Australia

salumiere_01.jpgRicevo una mail da Andrew Bonel di Melbourne, figlio di Emile Bonel ed Annie Delchoz, emigrati valdostani in Australia nel 1948 e mai più rientrati.
Andrew, che ha da poco compiuto sessant'anni, ha ereditato dai genitori la "Aosta Valley Sausages", una grande azienda produttrice di insaccati di vario genere, domiciliata in una località che non a caso ha chiamato Arnad in onore del paese del papà.
Intenzionato a riscoprire le sue origini, l'imprenditore australo-valdostano mi ha descritto i suoi prodotti di evidente influenza valdostana.
Si va dalla mocetta di canguro al jambon di struzzo, dalla saucisse di diavolo della Tanzania al lardo di koala, dal boudin di dingo al salame di coccodrillo, dalla coppa di formichiere allo speck di pinguino.
Andrew vorrebbe visitare la Valle d'Aosta assieme alla cugina Nicole Kidman.

La moto...

la moto con di William ChallancinMi ha molto colpito la morte del giovane motociclista di Champdepraz in cima alla Mongiovetta e partecipo al dolore incolmabile della famiglia.
La dinamica è veramente impressionante e pone alcuni interrogativi sulla richiesta dei motociclisti di sostituire i guard-rail (letali per i centauri che rischiano, in determinate circostanze, la decapitazione) con i muretti "new jersey", che tuttavia, nel caso specifico, hanno fatto purtroppo da trampolino verso il precipizio.
Sarà che da ragazzo ho avuto un grave incidente in moto (all'epoca il casco non si portava!), ma devo dire che, specie nel fine settimana, assisto con apprensione ad una condotta piuttosto aggressiva di una parte dei motociclisti che sembrano talvolta essere inconsapevoli dei rischi enormi che ci sono a viaggiare sulle due ruote, specie quando la potenza invita alle alte velocità.
A memoria non ricordo una campagna specifica dedicata ai motociclisti e alle elementari regole di prudenza.

Il sentiero della vita

sentiero.jpgTrent'anni di contributi, per una generazione che ha zigzagato fra scalini e scaloni previdenziali, fanno tremare i polsi e danno il senso del tempo che passa e che il sentiero è già stato lungo.
Li ho raggiunti in questi giorni ed è una bella sicurezza rispetto ai giovani di oggi troppo spesso vittime di cococò, cocoprò e altre simili amenità. E' vero, però, che guardando i conti degli enti previdenziali (quello dei giornalisti prevede lo sfasamento versamenti-pagamenti dal 2011) si manifestano alcune apprensioni.
Consola e diverte che ai vertici della Valle - comprese le partecipate - viga una crescente regola gerontocratica.

Pregiudizi

stambecco_pino.jpgSto frequentando il corso per diventare cacciatore (un giorno ne spiegherò bene il perché) e, per lavoro, ho visionato in questi giorni un filmato sul Gran Paradiso andato in onda su TF1.
Il mondo degli animali selvatici (utilizzo ancora una foto di Mauro Borbey, cantore della nostra natura) è sempre più numeroso e con ritorni importanti come il lupo ed è un mondo parallelo, spesso più vicino di quel che crediamo.
Ascoltare i cacciatori-docenti conferma la stupidità dei pregiudizi verso i cacciatori, dipinti facilmente come orchi fuori dal tempo. Ed invece ti accorgi di come attingano ad una cultura antica che racconta caratteristiche e vita degli animali con impareggiabile competenza e destrezza.
Dirlo immagino che risulti "politicamente scorretto"...

Via Francigena

via_francigena.jpgI pellegrini, tanti e di tutti i Paesi, li ho visti con i miei occhi. Mi riferisco a Santiago de Compostela in Galizia, mentre lungo la via Francigena - essendo il sentiero a fianco a casa mia - non ne ho mai visto passare nessuno.
Qualche anno fa, quando avevo la responsabilità del turismo e di parte della sentieristica, scoprii per caso che della rinascita del percorso medioevale che portava i fedeli sull'asse Canterbury-Roma (con eventuale proseguimento in Terra Santa) era il "GAL - Gruppo d'azione locale" che gestisce il fondo europeo agricolo "Leader" in rete con partner italiani ed europei.
Segno che non sempre la mano sinistra sa cosa fa la mano destra: circostanza che non si potrà mai più verificare per un obbligo di coordinamento sui fondi comunitari che spero si realizzi, al di là degli umori e delle errate convinzioni di chi dovrebbe occuparsene.
Se guardate su Internet vedrete che attorno alla via Francigena fioriscono iniziative e quindi c'è da sperare che i soldi spesi fra convegni, marchi, associazioni, siti e tante altre cose materializzino anche i viandanti-turisti.

Inceneritore

inceneritore_acerra.jpgGuido Bertolaso, Sottosegretario per la Protezione Civile, ieri era ad Acerra per l'inaugurazione del nuovo inceneritore dei rifiuti (capisco che "termovalorizzatore" è un termine ipocrita) pareva contento.
Ovvio per chi si è occupato dei rifiuti in Campania per parecchio tempo e ho raccolto in passato dei suoi commenti che spero un giorno scriva nelle sue memorie. Senza violare un vincolo di amicizia: era atterrito dall'idea che le popolazioni protestassero contro ogni forma di trattamento dei rifiuti, pur producendone quantità impressionanti, senza dire della demagogia dei politici - con nome e cognome - che cavalcavano proteste e soprattutto paure.
Il tema dei rifiuti sarà anche da noi un bel problema, visto che la grande discarica di Brissogne sta esaurendo le proprie potenzialità. Mi ero espresso con chiarezza sul fatto che o sono dei matti nei Paesi Scandinavi, in Svizzera, nel Principato di Monaco o in Provincia di Bolzano (per citare alcuni casi) oppure l'incenerimento non va demonizzato.
Capisco che un argomento importante per la decisione è la possibilità, che all'epoca sembrava fattibile, di incenerire una larga parte della "montagna" di rifiuti della discarica, orrido biglietto da visita alle porte di Aosta. Su questo immagino avremo notizie a breve.

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