Basta con i filorussi!

La surreale intervista di Giuseppe Brindisi a Sergei Lavrov, ministro russo agli Affari esteriSono arrabbiato e lo sono perché tutti questi filorussi in giro mi fanno ribrezzo. Mi vergogno che in Occidente risulti essere l'Italia il Paese che fa da grancassa più di tutti alla Russia ed alla sua sofisticata capacità di manipolazione che deforma l'informazione. Esiste un coacervo di personalità prezzolate o strambe che fa sistema e che macchia ogni onorabilità della nostra democrazia. Spero che le persone ragionevoli si coalizzino contro questa accozzaglia che sbraita senza limiti e confini, facendo di noi uno zimbello a livello internazionale.
Mi fanno schifo quelli che palesemente hanno preso dei soldi dai russi e spero che qualcuno si muova per svelarne i traffici, che oggi giustificano certe posizioni passate e presenti. Mi danno il vomito quelli che dall'estrema sinistra riescono a rovesciare la frittata con i loro russi «poverini» aggrediti dalla "Nato" e fieramente in combattimento contro gli ucraini filonazisti.

Su questa stessa traccia ci sono pacifisti vari, specie quelli che inalberano il vessillo comunista, i cui orrori fanno il pari con il nazismo, a conti fatti e se mettiamo in fila i regimi liberticidi che hanno impestato il mondo. Lo stesso vale per chi, in area neofascista, gode del dittatore Vladimir Putin e della sua follia guerresca: nessuno meglio di lui incarna il totalitarismo liberticida che è ancora nel cuore di molti nostalgici. Vanno presi a calci nel sedere certi giornalisti complottisti, che vomitano schifezze, invertendo la realtà. Con loro ci sono professori universitari, "star" in televisione, che hanno scoperto che più scemenze dicono e più vengono invitati nelle trasmissioni.
Non credo che tutto questo sia democrazia. Nessuno discute la possibilità di esprimere i propri pensieri, ma quando la logica diventa la deformazione grottesca della realtà non ce la faccio più. La verità è sacra e alterarla per disegni precisi o per semplice stupidità poco cambia. L'indignazione da sola non basta. Bisogna ribattere colpo su colpo e quando si oltrepassano i limiti ci devono essere strumenti di dissuasione per chi agisce in malafede.
Oggi i "social" sono uno strumento incredibile per influenzare l'opinione pubblica e la televisione continua ad avere una forza d'impatto enorme. Non tutti purtroppo hanno le difese immunitarie, che sono anzitutto culturali e poi politiche, per evitare di finire ingabbiati nelle menzogne e diventare essi stessi megafoni di chi non si fa scrupolo a raccontare balle.
Chi invoca - come hanno fatto a profusione anche i "no-vax" – l'articolo 21 della Costituzione: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione" dovrebbe fare attenzione. Infatti chi sbandiera inopportunamente l'ottima norma dovrebbe ricordarsi che la Corte Costituzionale, proprio per evitare di adoperare in modo negativo un principio così nobile e sacrosanto, ha con la propria giurisprudenza plasmato con attenzione il perimetro per evitare un abuso di diritto.
Per chi non lo conoscesse ne ricordo i contorni: "Si può parlare di abuso del diritto quando si utilizza un determinato diritto, che l'ordinamento legittimamente riconosce in capo ad un soggetto, per finalità che non sono ricomprese in quel diritto stesso. Si tratta in sostanza di comportamenti di vario tipo e natura che hanno la funzione di alterare a proprio favore un diritto spettante al soggetto, andando aldilà dei limiti del diritto stesso".
Applicato al battage russofilo e all'odio contro gli Stati Uniti e la "Nato" appare perfetto.

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