Treinadàn e buoni propositi

Il tempo, reale e relativoBuongiorno a tutti voi e tanti, cari e sinceri auguri! Treinadàn!
Ah! Ah! Mi sono svegliato nel 2015 e la mattina di un nuovo anno ha naturalmente l'oro in bocca. A dire la verità ero già andato a dormire nel 2015, dopo aver assistito impotente alla morte improvvisa ma assai prevedibile del 2014. Una volta certe Mezzenotti avevano un gusto superfestaiolo e un pizzico guascone, mentre oggi esiste una casalinga e sterilizzata euforia.
Non è che l'addio all'anno passato mi sia dispiaciuto più di tanto, ma non mi lamento del defunto e non solo per elementare bon ton. Scusate la banalità: poteva essere meglio, ma - visto il periodo che viviamo - sarebbe potuto andare anche peggio ed è bene, dunque, essere realisti. Come ha detto Totò: «La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?». Garbato ammonimento ad accontentarsi e io trovo che resti inutile "piangere sul latte versato", anche se ce ne fosse stato bisogno.
Attenzione, però, a questa storia del tempo. Sant'Agostino ha scritto nel 497 d.C.: "… né futuro né passato esistono, e solo impropriamente si dice che i tempi sono tre, passato presente e futuro, ma più corretto sarebbe forse dire che i tempi sono tre in questo senso: presente di ciò che è passato (memoria), presente di ciò che è presente (percezione), e presente di ciò che è futuro (anticipazione)".
Chiaro no? Allora proviamo con Thomas Hobbes nel 1660: "Solo il presente esiste in natura: gli eventi passati esistono solo nella memoria, ma gli eventi futuri non esistono affatto, il futuro essendo null'altro che una finzione della mente che applica la successione delle azioni passate a quelle che sono presenti".
Sempre più confusi? Il più forte resta Einstein e la sue relatività del tempo, che ricordo con due sue frasi scherzose ma non troppo.
La prima: "Quando corteggi una bella donna un'ora sembra un secondo. Sembra che cammini sui bracieri ardenti, un secondo sembra un'ora. Questa è la relatività".
La seconda, che si capisce solo ad una certa età: "A volte chiedo a me stesso come sono arrivato a sviluppare la teoria della relatività. La ragione, credo, è che un adulto normale non smette mai di pensare ai problemi dello spazio e del tempo. Queste sono cose che vengono pensate durante l'infanzia, ma il mio sviluppo intellettuale è ritardato, e come risultato ho cominciato a propormi domande sullo spazio e sul tempo quando ero cresciuto".
Parole sante: i bambini ci insegnano come noi adulti ci (e li) ingabbiamo in logiche cartesiane che imbrigliano la nostra vita. E bisognerebbe fare in modo che il tempo assumesse una maggior flessibilità e lo si amministrasse con maggior oculatezza, tenendo conto di quanto tutto attorno a noi cambi così in fretta da sentirsi sempre un po' all'inseguimento.
Ha osservato acutamente lo scrittore francese Jean d'Ormesson: "En cent ans, nous avons connu plus de changements qu'en 10.000 ans. Quelle accélération! Tout va si vite: le présent n'est qu'un morceau d'avenir qui se mue aussitôt en passé".
Per questo bisogna centellinarlo di più questo tempo e in fondo, visto che oggi è la giornata che serve per elencare i buoni propositi, questo sarà il mio miglior buon proposito. Tra un anno verificherò se sono state - destino negativo di tanti buoni propositi che evaporano nel corso dell'anno - parole al vento.
Rinnovo la speranza che per tutti voi l'anno che è cominciato sia propizio per tutte le cose belle che vorrete!

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