Treinadàn

TreinadànIntanto, auguri sinceri di un Buon Anno! Treinadàn! Non mi dilungo sul punto, ma è indubbio che tutti speriamo che questo 2014 sia un anno di cambiamento. Ce n'è davvero bisogno.
Guardavo ieri il piccolo getto di una fontana di alta montagna. Quello zampillo, sopravvissuto alla ghiacciatura della sorgente. è una metafora della nostra vita, che alterna - come quello schizzo - alti e bassi. Ed è anche il segno, modesto rispetto ai tanti esempi possibili, di come l'uomo e la Natura, di cui ovviamente gli esseri umani fanno parte con buona pace degli adoratori dei Parchi senza vita umana, si compenetrino. L'habitat montano, ostile e assieme ospitale per le condizioni così mutevoli, è un esempio di come gli abitanti abbiano dovuto imparare a viverci.
Amo profondamente la montagna e segnalo che i problemi della montagna (o meglio, visto le diverse tipologie, delle montagne) vedranno nel 2014 alcuni appuntamenti significativi.
Cominciamo dalla dimensione europea: il Consiglio europeo ha deciso che va istruita, da qui al 2015, la strategia per la macroregione alpina. Si tratta per le Regioni delle Alpi dei diversi Paesi di un'occasione storica, se gli Stati non ci metteranno il naso e in questo - per evitare certi centralismi - va evitato il modello della "Convenzione Alpina". Per altro, va precisato che la Lega contrabbanda questa nuova strategia come una specie di nuovo Stato, prendendo lucciole per lanterne. Certo è uno spazio politico, che può avere un gradiente forte di federalismo, ma ciò non vuol dire logiche statuali, pur con nuova geometria, vecchie come il cucco.
Sfida italiana, ma anch'essa di fonte comunitaria, riguarda la partita dei fondi strutturali e il loro utilizzo - nel caso in esame - per le zone montane nel periodo di programmazione 2014-2020. Si deve al precedente ministro della coesione, Fabrizio Barca, uomo dalle grandi competenze in materia, l'idea di costruire una tipologia di interventi per le "aree interne", che comprende anche la montagna. Mi sfugge, per ora, la portata concreta della novità, ma visto che molti si dicono convinti della bontà non mi sembra il caso di fare il "Pierino la peste".
In Valle d'Aosta ci sarà, in tema di montagna, la sfida della riforma degli enti locali. Banco di prova per vedere chi davvero crede nella specificità montana e in una politica federalista nei fatti. Si tratta di un'occasione enorme, che deve invertire la logica di questi anni che ha strangolato i Comuni finanziariamente e con un guinzaglio regionale sempre più stretto al collo.
La montagna, limitandomi, a tre esempi ha, per il suo futuro, questi tre livelli che si intersecano: regionale, statale e europeo. Ma, in tutti i casi, i montanari non sono topini da laboratorio, ma persone in buona parte consapevoli, che conoscono i loro territori, comprese le affinità che riguardano territori analoghi, anche se geograficamente distanti. E la scelta dell'autogoverno non è una sfida passatista, dentro chissà quali confini chiusi con i chiavistelli, ma esempio concreto di come si possa applicare la sussidiarietà in territori particolari.
Il 2014 sarà un anno interessante per questa sfida democratica, per chi ci crede.

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