Difficile capire il MoVimento 5 Stelle

Gianroberto Casaleggio e Beppe GrilloUn gentile lettore mi scrive una mail e segnala, con molto garbo, che ho scritto raramente del "MoVimento 5 Stelle" e me ne chiede le ragioni, visto che effettivamente in questo spazio ho scritto nel tempo un po' di tutto. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare i molti - spesso inaspettati - che mi dicono di seguire con regolarità questo nostro appuntamento.
In questo spazio, corro spesso dei rischi, perché annoto a caldo delle mie impressioni e spesso lo faccio in effetti su argomenti molto diversi, rischiando appunto una "tuttologia" che comporta assunzione di responsabilità, come sanno bene tutti quelli che fanno giornalismo. Qui poi siamo sullo spartiacque fra giornalismo e politica e dunque le possibilità di sbagliare crescono notevolmente, ma firmando con nome e cognome me ne assumo sempre la paternità, pensando a certo malvezzo presente nei social media, dove ormai si diffonde la pessima abitudine dell’anonimato con cui molti fanno i gradassi, anche se somigliano ai rapinatori in banca con una maschera di Carnevale sul volto.
E' vero, però, che sono stato piuttosto restio ad affrontare il tema riguardante questo nuovo movimento politico, che poi tanto nuovo non è, visto che è stato fondato nell'ottobre del 2009, ma va detto che queste elezioni politiche hanno segnato una clamorosa affermazione che li ha posti in un ruolo di centralità nella politica italiana, direi al di là di ogni ragionevole attesa. E anche qui in Valle d'Aosta il risultato è stato importante e testeremo ora, con le elezioni regionali, la tenuta su livelli così elevati.
Ciò detto, ho difficoltà a scrivere, anche e soprattutto dopo aver scartabellato nella "sacra scrittura" del Movimento, vale a dire il sito del fondatore, il comico genovese Beppe Grillo. Il leader dei "grillini" fa parte - con la sua irresistibile verve che bucò il video - dei personaggi televisivi con cui sono cresciuto. Avevo osservato con curiosità la sua trasformazione da uomo carico di "vis comica" in una sorta di predicatore, specie su temi ambientali ed economico-finanziari, ma mai avrei pensato che sarebbe diventato un leader indiscusso di un movimento politico come il "M5S". Ed invece questo partito è un soggetto con cui fare i conti, senza preconcetti, ma con molta cautela, sapendo del suo carattere dichiaratamente personalistico (anche se un ruolo eminente ce l’ha il suo spin doctor, Gianroberto Casaleggio, che è stato legato anche alla Valle d'Aosta e leggete a proposito questo articolo).
Dico questo, dopo aver letto i contenuti del sito di Grillo, dove si mischiano argomenti molto vari e posizioni spesso contraddittorie in questa sorta di agorà elettronica, che detta la linea con un centralismo democratico o autocratico, se preferite, perché non lascia spazi al dissenso. L'impressione è che la scrittura a più mani su diversi argomenti non consenta di "targare" con chiarezza questo nuovo soggetto politico, ma ora - sin dal delicato passaggio sulle nomine dei vertici delle Camere, con qualche scricchiolio nel voto a Palazzo Madama - il nuovo movimento si dovrà confrontare, se non si andrà subito ad elezioni, su temi reali e dunque, caso per caso, si capirà con esattezza la posizione sui singoli argomenti.
E' bene capire, in particolare e coi fatti, gli atteggiamenti verso l'autonomia speciale valdostana nel quadro incerto del futuro del regionalismo italiano.

Commenti

Meglio non toccare...

il bubbone...
Grillo un po' populista molto demagogo, si impadronisce di temi sentiti dalla gente e fin qui ci può stare. Se la normale politica li snobba, è giusto che qualcuno si faccia portavoce di certe istanze. Il problema nasce nel momento in cui il suo movimento si sviluppa in un adorazione personalistica del personaggio Grillo.
Pare che la gente abbia bisogno di seguire sempre un "messia" dove la persona diventa più importante di quello che dice o fa (vedi Berlusconi, vedi Grillo e vedi anche in Regione) e viene buttato alle ortiche ogni senso critico. Io preferisco tenermi lontano da questi partiti personalistici, o valutare quel che si fa più che quel che si dice.
Nel governo siciliano il "M5S" pare stia facendo bene, ma a livello nazionale in Parlamento stanno creando più problemi di quanti l'italia meriterebbe.

La tendenza...

dell'uomo ad identificarsi in un leader politico, in un calciatore, in un attore o un cantante, dimostra quanto il genere umano non è così diverso dalla maggior parte delle specie animali.
Gli atteggiamenti che vedo quando un potente politico parla a dei suoi subordinati o ai suoi seguaci non sono così diversi dai guaìti e dagli scodinzolii dei lupi nel confronti del capobranco.
Una massa di persone che segue in modo cieco e ottuso i dettami di un movimento politico trova corrispondenza nella pecora che segue il branco, anche a costo di finire tutte nel burrone.
Riguardo alle vicende politiche, ritengo una stortura che in parlamento ci siano mille persone tra deputati e senatori (quindi, sulla carta, mille teste pensanti) e poi questi siano costretti a votare ciò che i loro leader, quattro o cinque in tutto, hanno deciso, con la minaccia di essere espulsi se non ubbidiscono.
Grillo che "perdona" i suoi che hanno votato Grasso poi mi fa proprio ridere...
Cos'altro poteva fare?
Espellerli e lasciarli andare "alla concorrenza"?

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