Chi ci capisce è bravo

La copertina del 45 giri 'Il silenzio' di Nini RossoLa politica è fatta di competizione e dunque è naturale che partiti e schieramenti si interessino di che cosa fanno quelli che si contrappongo loro. Questo metodo consente, in una logica dialettica e di alternanza, di far risultare quelle differenze che permettono una scelta agli elettori. Peccato che oggi per trovare un anti-regionalista nelle nostre vallate devi andarlo a cercare con il lanternino, ma presto cambierà perché «dagli alle Regioni» sta diventando una moda e le Regioni - vedi Lazio - si sono impegnate non male per agevolare questo movimento ostile.
Certo il "caso Monti" sconcerta perché destra e sinistra in Italia hanno finito - non occupandoci delle aree estreme che sono marginali - per mostrarsi legate a filo doppio alle impopolari scelte governative. Questo immagino sia particolarmente imbarazzante in Valle d'Aosta perché l'embrassons-nous a Roma investe Partito Democratico e Popolo della libertà che - alleati di fatto nella Capitale - qui si scontrano furiosamente. E si evidenzia soprattutto la palese distonia fra il dichiararsi autonomisti da noi e trangugiare a Roma tutte le scelte di mortificazione della nostra e altrui autonomia. Difficile essere credibili perché avere due volti vuol dire portare una maschera.
Francamente non capisco come il PD possa accettare che l'emergenza cancelli principi elementari di democrazia locale e acconsenta ormai ad un oblio di quel federalismo in cui pareva aver creduto e oggi c'è da temere che fosse, almeno in parte, solo una risposta al "leghismo".
Ma l'aspetto più singolare sta in un atteggiamento mentale visibile in Consiglio Valle e nelle dichiarazioni ai giornali. C'è chi - ad esempio nei gruppi autonomisti d'opposizione, genere qualche esponente di Alpe - si occupa più delle dinamiche dell'Union Valdôtaine che dei propri problemi interni o del ruolo di opposizione, tutt'altra cosa rispetto al "dare la pagella" agli altri movimenti. E non entro nel gioco degli "ex" perché in certi frangenti è difficile dire che questo non sia uno status minaccioso sulla testa di tutti quando il confronto fa paura e dunque la frase «questa è la porta» potrebbe essere considerata la strada verso l'armonia celeste.
Caso di scuola resta quello del PdL in Valle - inteso ormai come singole persone, perché ormai l'atteso congresso regionale è sparito dall'orizzonte - quando banalizza attraverso il suo coordinatore parlando di guerra nell'Union Valdôtaine, mentre tendono ad omettere autorevoli fughe avvenute in quel partito. Meglio guardare a casa d'altri che imbarazzarsi dei fatti propri e della propria linea e meglio non parlare delle promesse fatte e non mantenute, quando certe alleanze sembravano come slot machine che avrebbero fatto cadere soldi su "Aosta Capitale" e grandi opere, genere "Funivia del Monte Bianco" ed ancor prima avrebbero assicurato un seggio al Parlamento europeo.
Su questo, il silenzio è d'oro.

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