Il vecchio tema della liberalizzazione

Piantine di marijuanaNon so quale possa essere per la criminalità in Valle d'Aosta il fatturato delle "droghe leggere", come si chiamano da sempre gli stupefacenti come marijuana e hashish a base di cannabis. Immagino che il giro sia piuttosto vasto, visto che "canne" e "fumo" esistevano già quando facevo il Ginnasio e qualche "canna" me la sono fatta anch'io da ragazzo, ma essendo non fumatore la storia è durata poco e il famoso "sballo" era più il convincimento collettivo che la realtà fattuale. Sulle "droghe pesanti", che non ho mai provato, il mio giudizio è sempre stato drastico e la mia generazione ha visto troppi amici lasciarci la pelle o essere rovinati dalla tossicodipendenza.
A sentire i mie figli adolescenti, che sono per fortuna disinteressati al prodotto, la "roba" gira parecchio con quel sottobosco di spaccio, che è l'ultima pedina della rete diffusa di vendita della droga che ingrassa le mafie.
Roberto Saviano su "L'Espresso" propone un tema che ciclicamente torna in primo piano e che è sempre stato un cavallo di battaglia dei radicali: liberalizziamo in modo controllato dalla legge la marijuana sotto controllo pubblico e così stronchiamo i profitti illeciti che prosperano attorno ai divieti. Nella parte conclusiva dell'articolo accenna a un paradosso che mi sempre divertito: "fumare" faceva parte di un modo "alternativo" di approcciare la vita, peccato che con ogni spinello consumato si alimenta una catena di malaffare per nulla "alternativa" ma solidamente "radicata". 
Lo stesso vale per le "droghe pesanti", ma immagino che Saviano abbia voluto cominciare il discorso con la marijuana per rendere più semplice il confronto con i fautori del proibizionismo nudo e crudo, reso da sempre scricchiolante da uno Stato che lucra su alcol e tabacchi, che dispensa psicofarmaci vari senza troppi problemi e oggi è lanciatissimo sui giochi d'azzardo con conseguenze sociali devastanti.
Non so come finirà la discussione sul tema: penso con franchezza che siano tali e tanti i problemi attuali che sarebbe meglio concentrarsi su altro. Quando si sarà evitato il naufragio, certi argomenti "di fino" potranno riemergere.

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