Un sasso nello stagno

I leader dei movimenti politici valdostani all'incontro di GressanIn Valle d'Aosta non ci sono spazi televisivi per i talk-show. Per cui i valdostani, per vedere in azione i "loro" politici, hanno solo la possibilità di seguire le dirette del Consiglio Valle. Ma il thrilling non c'è, tranne rarissimi casi e per altro i "fuori onda" - unici momenti di vis polemica che incendia l'aula - sfuggono al grigio sistema di ripresa video dell'aula, degno di un videocitofono.
Ecco perché il caso di ieri sera a Gressan, con un dibattito politico nella grande sala a pranzo del "Pezzoli", è stato un avvenimento, vista la rarità di occasioni "sangue e arena". Anche se i toni felpati della serata non hanno offerto scontri degni di questo nome.
Sette esponenti di sette partiti hanno risposto alle domande-considerazioni di Dino Viérin, già presidente della Valle e oggi osservatore intelligente dello stato della nostra autonomia speciale. Il pubblico accalcava il salone e il gioco scontato è stato anche quello di guardare assenti e presenti e seguire le dinamiche della dialettica, ovviamente eterogenea dei politici che si sono confrontati. Da sinistra a destra: un torrentizio Francesco Lucat di Rifondazione Comunista, un sornione Rudi Marguerettaz per la Stella Alpina, un pimpante Leo La Torre per la Fédération, un ecumenico Ego Perron per l'Union, un cartesiano Raimondo Donzel per il PD, un pacato Alberto Zucchi per il PdL e infine un saggio Carlo Perrin per Alpe. Ognuno ha giocato le proprie carte, dando giudizi su temi cruciali come la democrazia, i partiti, il rapporto con i cittadini e altro ancora. 
Così la serata è filata liscia con i diversi piani di lettura possibili: quello istantaneo, cioè le cose dette e quello più profondo, cioè le cose che si potevano intravvedere in certi passaggi. Interessante, comunque, come un grosso sasso in uno stagno un po' paludoso della politica valdostana.

Commenti

Serata costruttiva...

Non ho potuto partecipare all'incontro di Gressan per impegni già presi in precedenza e la cosa mi è spiaciuto moltissimo. C'è bisogno di confronto aperto, la gente deve assistere, capire, saper ascoltare.
Rimpiango "Telealpi" con le sue trasmissioni del martedì e del venerdì, quando veniva data la possibilità di intervenire telefonicamente e di dialogare con gli ospiti in studio. Ricordo che eravamo in piena "era del ribaltone" e di conseguenza, i dibattiti erano appassionati e seguitissimi, Luciano Bianchi e Roberto Mancini duettavano e maliziosamente provocavano, si capiva che erano schierati con l'allora Giunta Bondaz.
Trovo positivo che l'incontro di Gressan sia stato organizzato da una sezione dell'Union Valdôtaine, spero che, in quel ricco parterre di presenze politiche, anche Luciano abbia potuto prendere parola. Auspico che altri incontri possano ripetersi, la politica non deve essere un luogo ovattato per pochi eletti ma deve essere vissuta come un ampio spazio di dialogo.

No...

ieri non sono intervenuto. Era tardi alla fine del lungo confronto. Certo cose da dire ce n'erano, ma mi auguro che ci saranno altre occasioni analoghe.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri