La forza della radio

Il sottoscritto durante la trasmissione del martedìTutti i martedì, poco dopo le 9 del mattino, ormai da parecchio tempo, tengo - nel ruolo oggi di consigliere regionale - una rubrica su "Top Italia Radio" (in replica su "Radio Reporter" e "Radio Club"). Il mio intervistatore è una voce nota, quella di Marco Frasson.
Ho sempre trovato stimolante questa dimensione di dialogo politico attraverso la radio, strumento informativo versatile e dinamico, che amo per quel rapporto unico con il microfono e con il binomio silenzio-parola che obbliga a ritmo e linguaggio del tutto specifici.
Ricordo, agli esordi della carriera, gli spazi che gestivo con continuità su "Radio Monte Rosa" o gli spazi periodici sull'ormai scomparsa "Radio Monte Bianco" o le interviste a "Radio Valle d'Aosta 101". L'ho sempre fatto sull'onda - è il caso di dirlo... - di una passione nata da  liceale su "Radio Saint-Vincent" e poi con il lavoro prima nel privato, con "Radio Reporter 93", e poi alla "Rai" come una delle voci della trasmissione decana della radio in Valle, "La Voix de la Vallée".
E' facile constatare la diffusione capillare del mezzo radiofonico in Valle dalle persone che incontri, che confermano in modo empirico quanto l'assenza di reali dati d'ascolto impedisce di verificare. Tuttavia quel che colpisce - e l'ho sempre verificato nel lavoro davanti e dietro le quinte che ho fatto anche alla "Rai" - è la scarsa partecipazione dei cittadini nell'interazione con chi parla in radio. 
Un tempo gli strumenti possibili erano solo le lettere e le telefonate, oggi fra posta elettronica, sms e social network vari (primeggiano "Facebook" e "Twitter") in teoria gli spazi di dialogo si sono molti moltiplicati e velocizzati. Ma, come dimostrato dai soliti noti che dominano le lettere ai giornali e i blog di vario genere, è facile constatare come i valdostani siano poco reattivi alle sollecitazioni di animatori e giornalisti. Esiste in genere una sorta di timidezza che talvolta sfocia in méfiance e che si riverbera nella difficoltà di avere reazioni non dico in diretta, ma neppure con commenti successivi alla messa in onda. Ma ci sono casi in cui vale, invece, la frase di Luigi Pirandello: "Nulla è più complicato della sincerità".

Commenti

La "scatola"...

Un fascino misterioso, ecco cosa rappresenta per me la radio.
Un mio lontano parente è stato tra i primi ad avere la radio, e mia mamma ricorda ancora bene l'atto solenne della giornata, l'ascolto delle notizie del radiogiornale. Luciano, mi sai dire perché il termine "radiogiornale" è stato sostituito da un freddo - a mio avviso - "giornaleradio"?
La Radio Vaticana, ancora oggi lo chiama radiogiornale. Non ho mai fatto la radio e, provo invidia verso chi, armato di cuffia e microfono centrale attende la luce verde e il "via" dalla regia per dare inizio alle danze!
Coloro che hanno la fortuna di visitare i Musei vaticani non possono non rendere omaggio a Guglielmo Marconi, nello spazio apposito a lui dedicato per l'ottantesimo della radio d'oltre Tevere.

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