Meravigliosi bambini

Alexis e LaurentAl Carnevale, al castello di Verrès, una bambina di dieci anni osserva, allungando un pezzo di panino al salame al piccolo Alexis: «il panino al salame è un diritto inalienabile di tutti».
Chissà da chi avrà copiato queste parole, roba da restare di ottimo umore per tutto il giorno. Un verso di Jacques Brel dice: «un enfant c'est le dernier poète d'un monde qui s'entête à vouloir devenir grand».
Forse questa è l'aspetto più divertente della paternità, che può consentire di rubare loro quell'incredibile energia che emanano. Quando discuto con i miei figli adolescenti, Laurent ed Eugénie, li trovo fantastici nella loro naïveté e negli alti e bassi del loro umore in questa età di transizione. Passano da un'affettuosità che riempie il cuore ad un atteggiamento da istrici. 
Poi osservi nel minuscolo Alexis lo stupore del primo anno: dai balbettii linguistici alla scoperta del suo viso riflesso nel coperchio di una pentola. Come capite la gamma è vasta e confesso di aver sempre guardato con simpatia alle grandi famiglie di una volta, oggi "mosche bianche" per molte ragioni, mentre mio padre ebbe sette fra fratelli e sorelle e mia madre due sorelle.
«On est de son enfance comme on est d'un pays». Così scriveva Antoine de Saint-Exupéry e, ogni tanto, investiti dalle circostanze della vita, finiamo per dimenticare quanti e quanto ci hanno formato e la nostra, ancora più difficile, responsabilità di genitori.

Commenti

Da vedere...

a questo proposito una delle grandi opere di Daniel Pennac tradotta in teatro da Claudio Bisio, ovvero "Monsieur Malaussène". La storia è tratta dall'opera dello scrittore corso, e nella sua interpretazione Bisio è riuscito a dargli un impronta artistica davvero interessante.
Di fatto il protagonista - Benjamin Malaussène - oltre a vivere le peripezie della vita quotidiana (la sua famiglia e il suo lavoro sono - di fatto - una continua peripezia) si trova a dover fare i conti con una paternità imminente. E con tutto i problemi - logici o meno - che ne conseguono. Dopo l'aver temuto di aver perso il nascituro, ecco che finalmente questo bimbo arriva...
E le sensazioni magnificamente interpretate da Bisio (nato per il teatro, a quanto ne capisco io) su questo momento indimenticabile nella vita di un essere umano fanno scomparire tutte le difficoltà dei nove mesi precedenti...

Grazie per la segnalazione...

io ho un audiolibro "Ecco la storia" sempre di Pennac letto da Bisio, che - hai ragione - mostra doti d'attore che in "Zelig" spariscono sotto la veste del cazzaro.

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