Non essere dei "falabrac"

Luca AntoniniSi moltiplicano, con grande fermento, le prese di posizione le più disparate a favore della soppressione delle autonomie speciali. Ultimo in ordine di tempo a chiederlo è il professor Luca Antonini, costituzionalista, che dovrebbe essere cauto sul tema nella sua veste di Presidente della pur fantomatica "Commissione tecnica paritetica sul federalismo fiscale" (anzi, nominato da Silvio Berlusconi potrebbe anche intendersi ormai decaduto).
Si dirà: nulla di nuovo sotto il sole. Sin dalla Costituente che varò l'articolo 116 della Costituzione che sancisce l'esistenza delle "Speciali" e che approvò la prima versione degli Statuti d'autonomia (fu successiva la nascita del solo Friuli Venezia-Giulia) iniziarono le prese di posizione dei contrari. 
Ricordo che con la riforma del regionalismo nel "Titolo V" della Costituzione - culminata nel 2001 - ci fu una riscrittura del 116, prevedendo forme di specialità per tutte le Regioni. Il testo in vigore, frutto di una discussione cui partecipai attivamente, è questo:
"1. Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. 
2. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.
3. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119.
4. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata"
.

Vivendo allora tutto il dibattito che portò alla riforma, posso testimoniare che anche in quel momento le "autonomie differenziate" contavano su parecchi nemici, aumentati in questi tempi di crisi nel quale cavalcare il populismo è semplice.
Si può far finta di niente, basandosi sul fatto che la bufera passerà. Oppure è possibile porsi su di una posizione difensiva: le norme di rango costituzionale non sono foglie al vento e dunque non possono essere modificate per un capriccio contingente.
Ma questa tattica di protezione, esattamente come quella attendista, appaiono ormai insufficienti e il rischio è che intanto qualcuno continui a stringere una sorta di "garrota politica" che soffochi le "Speciali", culminando in una bella revisione costituzionale.
Allora, in tempi di "liberi tutti" in cui nessuno sembra seguire regole elementari di rispetto e di sacralità di norme costituzionali storiche, io credo che si debba essere offensivi e smettere di subire attacchi indiscriminati.
Per quel che mi riguarda, ho intenzione di dire ovunque forte e chiaro che ogni messa in discussione dell'autonomia speciale, in un quadro regressivo e non certo nella agognata ma sempre più distante riforma dell'Italia in senso federale (professor Antonini, ma pensa davvero che il federalismo fiscale contenesse del federalismo?), significa una rottura storica inaccettabile, che porrebbe i valdostani nella piena legittimità di ridiscutere in profondità i rapporti con lo Stato, perché all'atto fondativo della Repubblica italiana esisteva una logica pattizia di tipo politico non modificabile unilateralmente. 
Altrimenti, se restassimo inattivi, allora saremmo, con un piemontesismo, solo dei "falabrac".

Commenti

Sarebbe anche il caso....

di evitare di fare gli sbruffoni.
Se leggiamo i commenti dei giornali, quasi tutti, ma soprattutto quelli di destra, il milioncino regalato alla "Rai" per Capodanno non suscita certo la simpatia nei nostri confronti.
Se siamo al "pienone" non è certo merito di questa discutibile strategia pubblicitaria, quanto per il fatto che siamo gli unici ad avere un pò di neve, fradicia, ma comunque sempre neve.
Per il resto non posso che concordare con te. Mi sembra che ci sia una sorta di attendismo pericolosamente compiacente, sono capaci a protestare timidamente solo quando ci toccano i soldi, ma sui principi non si banfa anzi ci si adegua. Poveri noi!
Principi, valori, dignità, eccetera, in fondo non sono poi così commestibili, tanto vale tacere.

Condivido...

il "Caveri pensiero" nel mio piccolo.
Sul protestare solo quando viene toccato il portafoglio, meglio stendere un velo pietoso, visto che sono stati levati i "buoni" (ne faccio una questione di principio, visto che in altre zone d'Italia altri sconti continuano ad esistere) e a parte qualche flebile recriminazione non c'è stata nessuna protesta eclatante e utile.
L'autostrada è la più cara d'Italia e nessuno protesta più di tanto, la Valle d'Aosta ha i prezzi più alti d'italia e gli stipendi non sono i più alti d'Italia
ma non ci sono sommovimenti.
In parte penso per un "senso di vergogna" da parte di qualcuno che non capisce bene e perchè noi si debba essere autonomi ed avere cose che nel resto d'Italia possono solo sognare e quindi, nonostante tutto, si fa finta di niente per non sembrare ingrati per i "regali" che riceviamo.

P.s.: in merito all'autostrada, questa mattina ho avuto modo di osservare che un discreto numero di Tir passava sulla statale evitando il salasso autostradale.

Era chiusa..

A volte ce le tiriamo anche...

Aldo Grasso su Corriere.it (lunedì 2 gennaio): "È successo infatti che Viale Mazzini abbia approvato un accordo con la Val d’Aosta: la Rai riceverà 1.100.000 euro l’anno per tre anni, in cambio della promozione dell’immagine e del territorio della Vallée attraverso diverse trasmissioni. Oltre alla diretta di Capodanno su Rai1, la sinergia riguarderà «Domenica in», «Linea Verde», «I soliti ignoti », «Sereno variabile» e «Geo & Geo». Finita la Courmayeur dei Beria d’Argentine, dei Momigliano, dei Bocca, ecco la Courmayeur dei format tv, del pubblico generalista, dell’indistinto dei capelli tinti. La Val d’Aosta ha tanti soldi da spendere in promozione perché è una regione autonoma, i suoi abitanti godono di privilegi che altri cittadini italiani non hanno. Ha ancora senso tutto ciò?»

Sono appena tornato...

da Barcellona, per il "Capodanno Catalano".
Abbiamo molto da imparare da quella gente, soprattutto dovremmo imparare che non si tratta sempre e solo di soldi ma soprattutto di amore per se stessi. Io sarei autonomista (o forse indipendentista) anche se vivessi a Riccione. Si tratta di amore per la propria indipendenza e per la propria autodeterminazione, qualcosa che viene prima dei denari.
Io ho fatto questa scelta nella mia piccola e insignificante vita e la sto pagando quotidianamente conducendo un'esistenza modesta ma, tutto sommato, libera e dignitosa. Certo non si può pretendere che un'intera comunità voglia scegliere un'austera e modesta indipendenza quando può continuare a vivere da ricco benestante, però dobbiamo stare attenti... le gabbie dorate, alla fine, poi, portano all'ansia, e c'è chi poi non trova altra soluzione che andare al ponte di Introd.

Direi...

che i catalani conciliano elevati livelli di benessere con un forte senso identitario!

Sì, ho scoperto dopo...

che l'autostrada era chiusa.
Su Aldo Grasso mi sta antipatico, e non da adesso, anche se in parte condivido
il suo pensiero sulla "courmayeurata".

Autostrada e rincari...

Visto che si parlava di autostrada: già era una delle più care esistenti, ora subisce il rincaro più alto di tutte... ed anche gli sconti iniziano a non essere più sufficienti...
Non per dire ma i cugini d'oltralpe propongono sconti modulati sulla frequenza. Chi la usa tutti i giorni, e non solo i residenti, andata e ritorno, sullo stesso tratto beneficia dell'80%!

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