Mi son comprato un libro...

Il libro di Sandro Veronesi che mi sono portato a BruxellesQuesta situazione italiana mi angoscia. Ieri, come tutti, mi sono abbeverato di informazioni sul decreto legge e sui suoi contenuti. Quel che il Governo Monti ha approvato appare un "punto a capo" e per nulla ordinario.
Oggi, di fronte all'edicola dei giornali, a pochi minuti dalla partenza dell'aereo mattutino per Bruxelles, ho avuto un moto di ribellione e non mi sono comprato due o tre giornali per cominciare, come avrei fatto normalmente, a studiarmi la manovra. Così mi sono comprato un libro...
Capiamoci: i lunghi anni di attività parlamentare mi hanno fatto amare le leggi, perché so cosa c'è dietro, come si passa dalle idee alle bozze, di come si discuta sui brogliacci, di cosa ci voglia per decodificare le norme talvolta incomprensibili di primo acchito e via di questo passo. Nella scrittura delle leggi esiste qualche cosa di arcaico e di artigianale, altrove scomparso. So che sembra una spiegazione da "feticista", ma per me è stato così sin da quando cominciai, quasi venticinque anni fa, a fare il mestiere di parlamentare, prendendolo sul serio sin da subito per il senso del dovere che mi è stato instillato assieme a qualche goccia di veleno da "ansia da prestazione" con il timore di non essere adeguato agli impegni e quello di deputato della Valle d'Aosta era un compito che mi preoccupava già di per se stesso.
La manovra la studierò, ci mancherebbe. Ma questa mattina no. Quel che provo in queste ore, ma penso di non essere il solo, è un vago senso di sgomento, come un "horror vacui", una paura per il futuro che ci attende.
Intendiamoci una seconda volta: sono un uomo adulto e penso che ogni generazione debba dimostrare, come chi ci ha preceduto, di avere la forza e la dignità per superare le difficoltà. Già siamo vissuti, noi nati nel dopoguerra, in un nido caldo e confortevole, per cui non è il caso di fare i piagnoni o le mammolette.
E tuttavia mi sono letto il libro, che pure era una sorta di thriller per nulla rassicurante, per staccare un attimo dai cattivi pensieri, come solo le pagine di un romanzo sanno fare. Volevo per un attimo pensare ad altro e togliermi quella preoccupazione che da qualche giorno mi attanaglia, pensando ai miei tre figli e al destino che li aspetta in quest'epoca di cambiamenti e questo mi fa venire i brividi, come in un passaggio delicato in alta montagna in cui basta un ruzzolone per trovarsi in fondo al burrone.
Oggi come non mai, spetta a noi "grandi" essere degni da una parte del lavoro dei nostri genitori e nonni che di momenti grami ne hanno vissuti più di noi e se la sono cavata e dall'altra questo vale per queste nostre creature che si affacciano alla vita. Potrà suonare retorico, ma altre strade, se non quella di rimboccarsi le maniche, non ne vedo.

Commenti

Se tu, Luciano...

ti senti angosciato, che una certa carrierina mi pare che l'hai fatta, e non credo proprio che ti trovi nelle cosiddette "brache di tela", allora noi, poveri mortali, ce la dobbiamo fare letteralmente sotto...

La consapevolezza...

del momento e le preoccupazioni prescindono dai bilanci personali più o meno buoni.
Per cui la tua foga polemica mi sfugge.

Foga polemica?

No, non ci siamo capiti...
La mia era una battuta che voleva ironizzare sulla mia posizione, non polemizzare sulla tua. Mi dispiace se non sono riuscito a trasmettere il vero senso del mio commento.

Scusa...

se sono risultato suscettibile, ma giuro che sono preoccupato per tutti noi.

Nulla di cui scusarsi...

la mia battuta era un po' scadente.
Riguardo alla preoccupazione, se penso che fino a qualche mese fa ci dicevano che in Italia i conti erano perfettamente in ordine...

ho appena letto...

"XY"... inquietante, cone la situazione che stiamo vivendo!

In effetti...

ho scelto il libro giusto!!!

Non ho letto ...

quel libro, ma penso che ciò che sta succedendo sia sufficientemente inquietante.
Tasse e tasse, aumento dei carburanti, bastonate sui più deboli come i lavoratori dipendenti a reddito fisso da mandare a a lavorare col carro funebre, quando ci sono categorie che ancora ultimamente si sono sganciate anche vent'anni prima, blocco delle pensioni e degli aumenti di perequazione... Il solito sistema usato da sempre, ma c'era bisogno di scomodare premi "Nobel" e di illustri soloni della "Bocconi" per fare questo? Forse l'usciere della Regione avrebbe fatto con miglior buon senso.
No, non ci siano, questo è lo "Sceriffo di Nottingham" e la "Volpe del Vesuvio" il principe Giovanni...
Caro Luciano io sono esterefatto, deluso e anche incazzato nero!

Oltre tutto...

la lettura delle norme è esercizio esoterico!

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri