Cosa resta da fare

Una panoramica dell'alluvione del 2000La lezione dell'alluvione del Duemila è stata, oltre ai costosi lavori di ripristino, di messa in sicurezza e ai sistemi d'allerta la mappatura in fasce di rischio del nostro territorio regionale. Un lavoro lungo e accurato.
Oggi possiamo dire che esiste una maggior consapevolezza e l'organizzazione regionale e comunale di Protezione civile hanno raggiunto un buon funzionamento. Facciamo gli scongiuri, con la pioggia battente di oggi, ma diciamo che i dieci anni trascorsi dalla tragedia di dieci anni fa sono stati impegnati proficuamente.
Vedo solo due problemi ancora. Il primo riguarda le previsioni meteorologiche, oggi strumento fondamentale per prevedere e pianificare emergenze e interventi. La scienza ha fatto passi da gigante e se penso a trent'anni fa alle previsioni di Mario Pozzo, figlio del celebre commissario tecnico della Nazionale, vien da sorridere per gli sforzi ancora artigianali dell'epoca. Tuttavia, malgrado le disponibilità tecnologiche e le maggiori dotazioni di personale, la Valle non si è mai dotata di un sistema, di un modello studiato appositamente per il proprio territorio. Intendiamoci: tutti i modelli esistenti comprendono la nostra Regione, ma una modellistica specifica, che andrebbe costruita appositamente, amplierebbe la bontà previsionale.
In secondo luogo: i cittadini, tranne chi è in zone delicatissime soggette ad allarmi, non sanno bene come comportarsi in caso di necessità. Si tratta di questioni elementari ma indispensabili, che per ora non sono state curate a sufficienza, compresi i modelli informativi indispensabili per essere corretti con le notizie diffuse nei momenti delicati.
I cambiamenti climatici accentuano una pericolosità già esistente nelle nostre zone montane e ogni miglioramento è necessario.

Commenti

Difficile dire...

cosa sia giusto fare: sulla carta tutto sembra semplice e ovvio, poi succede come qui da me, venerdì 4 che in quatto ore viene giù un muro d'acqua come nel 1970, ma allora erano stati alcuni giorni di precipitazioni...
Qui a Genova c'è il prototipo degli scempi ambientali e ogni anno ne paghiamo le conseguenze. Io venerdì, mentre tornavo dal lavoro a scuola, mi sono trovato in mezzo alla corrente impetuosa con l'acqua fino alla cintola a duecento metri da casa, sono alto un metro ed 85... e mi son salvato perché una provvidenziale anima generosa mi ha afferrato per un braccio e tirato dentro a un portone.
Adesso ci sono polemiche infinite, io dico che del senno di poi son piene le fosse, ma un sindaco, anzi "una" sindaco che mostra solo superbia e spocchia, arrivando persino a dar quasi letteralmente del fesso a chi è morto, questo anche è insopportabile...
Per questa volta dovrete ancora sopportarmi...

Brutta avventura!

Una caro saluto!

Non farebbe male...

anche pulire i letti dei torrenti senza aspettare che si "puliscano da soli" quando esondano.
Questo è il torrente che c'è a Morgex, a La Ruine, nome derivante dalle uscite frequenti del torrente stesso, mi dissero, come era qualche anno fa durante una semi uscita, e come è oggi.
Anche se più bello, con le piante dentro ed i sassi, se si ripete una situazione come nelle altre foto, vi lascio immaginare che fine faranno i tre, quattro ponti che ci sono sopra, della strada statale, della ferrovia ed i due locali.

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