Guardare avanti

Montagne in uno specchietto retrovisoreUn pensiero in vista della "Festa della Valle d'Aosta". Il periodo è difficile anche per la nostra autonomia speciale. Lo è per varie ragioni, ma oggi quel che salta agli occhi è la situazione economico-finanziaria italiana. Ma se fosse solo questo non ci sarebbe da guardare al futuro con troppo pessimismo, perché le crisi economiche passano, anche se in questa circostanza sfugge dove sia il fondo del pozzo.
La musica cambia quando si vede, invece, la terribile e crescente debolezza della politica: il sistema italiano è bloccato e non riesce a rinnovarsi. Tutti ne parlano ma la lunga agonia prosegue in uno scenario grottesco.
Questa "decrepitezza" si accompagna ai segni evidenti di degrado morale che sfocia in sistemi affaristici e corruttivi che hanno infettato la società. Il ripetersi ormai meccanico di vicende incatenate le une alle altre fa capire come siamo in una sorta di "Far West".
La tentazione è sempre più la fuga dalla politica, di cui l'indicatore più forte è l'astensionismo alle elezioni e la desertificazione dei momenti d'incontro tradizionali della politica. Esistono - è vero - gli spazi sconfinati del Web ma la politica è rapporto umano e non un'evocazione reciproca in un luogo virtuale, pur interessante.
Credo che l'altra tentazione sia quella di vivere pensando al passato. Come un guidatore che al posto di guardare la strada che si trova davanti finisse per passare più tempo a guardare nello specchietto retrovisore. 
Il passato è utilissimo non tanto perché i fatti si ripetano tali e quali. Ma lo è per gli insegnamenti che ci vengono sugli avvenimenti e sulle persone, essendo il campionario dell'umanità sempre lo stesso.
Così in questo contesto complicato la "Festa" se serve non è solo per i momenti festosi o i discorsi ufficiali. Serve se ci arriva uno stimolo: il mio personalissimo è che bisogna guardare avanti.

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