Auguri, Voix!

Lo studio della 'Voix de la Vallée'"La Voix de la Vallée" compie oggi cinquant'anni. Per la "Rai" - e in senso lato per tutta la Valle - credo che debba essere un vanto: il gazzettino regionale, esempio di decentramento ante litteram, è davvero un pezzo di storia che dal 1961 attraversa il tempo sino ad oggi.
Caposaldo è sempre stata l'edizione delle ore 12.10, che esisteva già agli albori con un orario che si adattava al pranzo di mezzogiorno del passato.
All'inizio la trasmissione era preparata e diffusa a Torino e poi dopo pochi anni venne trasferita in tutto e per tutto in Valle. La sede vera e propria si sviluppò in via Chambéry ad Aosta in un palazzo che venne pian pianino occupato sino al trasferimento nell'odierna "Sede per la Valle d'Aosta" in una palazzina a Saint-Christophe.
Da quel "vecchio" studio radiofonico anni Sessanta, una bomboniera perfettamente insonorizzata, dal 1980 al 1987, ho scritto e condotto molte volte la "Voix" (la seconda edizione allora era alle ire 14.30), uscendo per servizi con lo straordinario "Nagra" a bobine (oggi è tutto digitale!).
Per un valdostano ad inizio carriera (avevo 21 anni), faceva anzitutto impressione e poi anche emozione trovarsi a parlare a quel microfono, specie in diretta, essendo la "Voix" - con quella sigla caratteristica e le voci "amiche" - una costante della propria infanzia. 
Ricordo poi come, prima della nascita del Telegiornale regionale nel 1979, la "Voix" fosse anche il principale strumento informativo in Valle e ancora negli anni immediatamente successivi mantenne quel record.
"Lo ha detto la Voix" era una frase ricorrente, come trasformare una diceria in realtà. Si sono alternate a quel microfono tanti colleghi e, nelle interviste, generazioni di valdostani, creando uno sterminato e prezioso archivio, che più di molti altri documenti fa "sentire" i cambiamenti intervenuti in quest'ultimo mezzo secolo in cui la società valdostana è sembrata viaggiare velocissima e mutare in profondità, nel bene e nel male.
Gli auguri alla "Voix", appuntamento di lunga tradizione in FM (modulazione di frequenza) e in AM (onde medie), sono gli auguri a quelle decine e decine di giornalisti e tecnici (molti ci hanno lasciati e li ricordo) che, giorno dopo giorno, hanno raccontato storie piccole e grandi della nostra Valle, raggiungendo ogni paese, presentando quotidianamente la vita della nostra comunità.
"Grand Format", il mensile televisivo della "Struttura programmi", domani sera poco prima delle ore 20 su "Rai3", negli spazi di RaiVd'A, racconterà dell'anniversario della "Voix" e anche del modello radiofonico pubblico francese, oggi assai radicato in ambito locale e a cui il servizio pubblico italiano nel settore radiofonico dovrebbe guardare, non essendo altrettanto "délocalisé", in un'epoca in cui si fa un gran parlare in Italia di federalismo.

Commenti

Buon compleanno!!!

E tanti auguri alla "Voix" che da generazioni riesce a focalizzare la deferente attenzione della famiglia tutta, come si ascoltasse "Radio Londra"!

Mi sapreste dire...

se c'è modo di sentirla on-line e su quale sito?

E mentre la "Voix"...

compie cinquant'anni il digitale dopo un anno e mezzo continua a fare pena. A Morgex si ricevono sempre e solo "Rai1", "Rai2", "Rai3", "Rainews" e "Tsr". "France2" da qualche giorno, non si vede più mentre "La7" è sparita già da un po'.

Capisco, caro Diego...

che mi consideri, come "Rai", responsabile delle tue magagne di ricezione video.
Inoltrerò il tuo reclamo alla società che se ne occupa (da cui ovviamente non dipende la ricezione di "La7"), ma purtroppo - almeno per ora - non faccio ancora l'antennista.
Per Erik: stiamo lavorando su di un sito che riporti la frequenza di "Radio1" con il distacco regionale, che consentirebbe anche a te - fuso orario permettendo - di ascoltare in diretta, mentre si immaginano dei podcast con i programmi.
Speriamo in bene.

La mia, più che altro...

era una riflessione sul «gran passo avanti» tecnologico del digitale terrestre rapportato alla semplicità della "Voix".

Consolati...

che tra qualche annetto ci sarà anche il digitale radiofonico...

La radio...

è ancora l'ultima spiaggia della sintonia.
Chi non si è vantato di essere bravo a sintonizzare i canali con la manopolina per poi, spazientito, dare una taumaturgica manata sul mefistofelico apparecchio?
Ogni tanto scopro mio suocero che alla voce «scarso o nessun segnale» un buffetto glielo appioppa.
Quando il digitale ingurgiterà anche la radio, mi rimarrà solo la radiotrasmissione "casalinga" per poter giocare con l'esperienza.

Bella notizia...

sarebbe davvero una chicca.
Inoltre non c'è quasi differenza di fuso: adesso l'ora è la stessa mentre in tempi di ora solare qui andiamo avanti di una perché in Sudafrica (GMT+2) non si applica il cambio di orario.

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