Questione di naso

La pubblicità di 'Eau Savage' con Corto MalteseChi ha, come me, un nasone in genere gode di un buon olfatto e questo senso ti accompagna nella vita. Vedendone i lati positivi, ciò ti permette di associare certi odori o determinati profumi ad alcuni luoghi o persone. Esiste da qualche parte nel cervello una memoria olfattiva che ti consente all'istante di avere un archivio e di ritrovare quanto già "odorato" in passato.
Chissà se il vantaggio di essere nasuto consenta una scelta oculata del proprio profumo: per me  si tratta di "Eau Sauvage" di "Dior", direi scelto pochi anni dopo la sua uscita sul mercato avvenuta nel 1966 e mantenuto con fedeltà maniacale sino ad oggi.
Mi diverte che la pubblicità del profumo sia associata alle scene del film "La piscina" con Alain Delon datato 1969, l'epoca in cui ero bambino.
E dal passato potrebbero venirmi, chiudendo gli occhi, odori d'antan, tipo - in positivo - l'odore delle pinete di montagna con la pioggia oppure il profumo del mare durante le mareggiate o ancora del formaggio affumicato d'alpeggio con il ginepro o tipo - in negativo - la puzza del cesso all'aperto fuori dalla baita o l'olezzo del pastone per pescare al mare i pesci con la lenza o l'odoraccio della naftalina negli armadi.
Ha ragione Patrick Süskind, autore del magistrale e in verità un pizzico orrido libro "Profumo" su di un profumiere pazzo: «notre langage ne vaut rien pour décrire le monde des odeurs».

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri