Malgré toi

io_dicembre_2008.jpgIl buonumore - come non scriverne nel grigiore di novembre - è una dote?
Più passa il tempo e più penso che questo sia il giusto stato d'animo, "modus in rebus" e dunque apprezzando le circostanze in cui applicarlo.
Quand'ero bambino e sempre più crescendo, dimostravo un vago fastidio per il "battutismo" di mio papà Sandro, spesso espresso in momenti sbagliati.
Poi, con il passare degli anni, scopri - ed è un fatto tenerissimo - di come, che sia il DNA o che sia l'ambiente culturale, ritrovi comportamenti familiari che, in fin dei conti, hai addosso senza far niente e "malgré toi". Compreso appunto il buonumore "battutista", che oggi - ora come allora, in una specie di contrappasso - mi fa guardare con occhiate storte dai miei figli e forse mi crea qualche nemico, quando in certi casi non riesco proprio a tenere la battuta. Ben mi sta! 
Però l'altro virus, quello di "raccontare barzellette", non l'ho preso, ma noto che - dopo un salto di generazione - mia figlia Eugénie sembra mostrare questa spiccata dote del nonno...

Commenti

Capisco...

soffro di battutismo e ironiche similitudini da quando ho scoperto che funzionavano... sì, mi sto lodando da solo, ma se gli altri ridono...
Comunque, anche i miei pupi ogni-tanto-spesso scrollano il capo.
Ma che ci posso fare? Ho un dolore fisico se non esterno, lo faccio (il più delle volte) senza malizia alcuna...
Anche se devo notare che l'ironia ai pargoli non manca.
Credo che sia un giubbotto di protezione e salvataggio ideale.

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