Quello zio protagonista in Politica

Un momento dell'incontro, a Palazzo regionale, sulla figura di Séverin Caveri
La Politica è stata una vocazione di famiglia: io la iniziai per caso, a parte certe passioni da ragazzo, a dieci anni dalla morte di Séverin Caveri, zio savant in mille materie, avvocato e giurista, scrittore e poeta. Da leader dell'Union Valdôtaine per decenni a presidente della Regione, da deputato a presidente del Consiglio. Una carriera importante per una personalità autorevole.
Una gioia esserne "erede", ma sempre con la speranza di dimostrarmi alla sua altezza, seguendo un solco tracciato fatto di serietà e di impegno, magari con la sua stessa curiosità per quanto ci sta attorno, soprattutto per le persone con i loro pregi e difetti.
Solo Aosta fra i Comuni valdostani gli ha dedicato una piazza, per il resto oblio e, per essere stato uno dei protagonisti dell'Autonomia, siamo di fronte ad un'evidente mancanza di memoria e di riconoscenza.
Sono stato uno degli oratori che lo hanno ricordato una decina di giorni fa: propongo qui il mio intervento.

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