Peuples minoritaires

Il sottoscritto insieme ai relatori dell'incontro del 'Festival des Peuples minoritaires'E' la quarta volta che si svolge, su iniziativa dell'assessore Laurent Viérin questa manifestazione sui "Peuples minoritaires" che mette assieme politica e musica. L'edizione di quest'anno, morta la "Festa della Valle d'Aosta", assume poi un valore particolare.
Trovo che l'idea sia coerente con la necessità per la Valle di non guardare solo il proprio ombelico. Niente come il confronto fortifica e rafforza, specie quando il momento non è così felice con crisi di diverso genere che ci imprigionano in u a gabbia di paura e insoddisfazioni.
Ma la buona reazione sta nella necessaria vitalità che consenta di migliorare. Per natura - l'ho scritto molte volte - sono ottimista e speranzoso. Ma questo vale se non ci si ricopre gli occhi con la pelle del salame. E' un esercizio salutare e per nulla depressivo quello di rappresentare senza sconti lo scenario che ci circonda.
E non vi è nulla di semplice o immediato, ma bisogna rimboccarsi le maniche e avere degli amici, come si cerca di fare con questo Festival che mette assieme tanti "piccoli", facendoli diventare più grandi e solidali tutti assieme.
Vi propongo cosa ho detto nella tavola rotonda ad Aosta.

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